Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.(Art 21della Costituzione)
mercoledì 13 novembre 2013
Leggendo ieri l’amarissimo articolo di Gianni Mura (clicca qui per leggerlo) sulla sostanziale vittoria della violenza e della volgarità degli ultras (padroni, di fatto, del calcio italiano) e sull’impotenza ventennale di ogni potere e di ogni autorità nei loro confronti, veniva da pensare che quella sconfitta sia così dolorosa perché è paradigmatica di una sconfitta più generale: quella del concetto stesso di bene pubblico, di “cosa di tutti”.
giovedì 7 novembre 2013
L'ITALIA DEGLI AMICI
Avrebbe
dovuto dimettersi la Ministra della Giustizia Cancellieri,in un altro
Paese un Guardiasigilli si sarebbe dimesso per molto meno.
Un
esponente di governo non telefona all'amica compagna di un pregiudicato appena riarrestato e meno che meno si mette a
disposizione: "Guarda qualsiasi cosa possa fare conta su di me".
La vicenda è l'ennesima conferma d un un uso distorto
delle cariche pubbliche volto ad agevolare gli amici.
Ancora
una volta è passato il messaggio che chi conta, chi ha santi in
paradiso, bussa e ottiene.
lunedì 4 novembre 2013
CASALICCHIO E SAVIGNANO SALUTANO IL PARROCO CHE SE NE VA
Molto caloroso il saluto che ieri pomeriggio le comunità di Casalicchio e Savignano hanno rivolto a don Tommaso Matarazzo che per motivi di salute si trasferisce in Toscana presso i familiari.
Alle 16 la Messa concelebrata dal titolare della Parrocchia don Angelo Coronella, nel corso della quale sono state pronunciate parole di apprezzamento, di stima e di affetto nei confronti di don Tommaso.
Espressioni da parte dei parrocchiani per interpretare il pensiero di gratitudine per i servizi resi nelle piccole borgate. Per l'occasione gli è stato consegnato anche un gentile omaggio.
Dopo la celebrazione della Santa Messa è stato offerto un rinfresco a tutti i presenti nello spazio circostante la graziosa chiesetta di Sant'Andrea.
PERLE DI SAGGEZZA
Tutte le battaglie, comprese quelle che perdiamo,servono ad insegnarci qualcosa (Paulo Choelo)
____________________________________________________
Non si fa il proprio dovere perchè qualcuno ci dica grazie, lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità(Oriana Fallaci)
_____________________________________________________
E' più facile rompere un atomo che un pregiudizio (Albert Einstein)
_______________________________________________________
L'ingratitudine è la moneta ordinaria con la quale pagano gli uomini(Francesco Domenico Guerrazzi)
________________________________________________________
Avuta la grazia, gabbato lo Santo (Fonte sconosciuta)
_________________________________________________________________
Ho sciupato il tempo, e ora il tempo sciupa me .(William ShaKespeare)
venerdì 1 novembre 2013
lunedì 28 ottobre 2013
LE TARIFFE DELLA MENSA SCOLASTICA
Stamattina, dopo diversi
giorni, ho visionato l'albo pretorio on line del nostro Comune .
Tra le altre, vi ho trovato la delibera della Giunta Comunale n.55/2013 che riguarda le tariffe della mensa scolatica per l'anno 2013/2014, servizio che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) partire il Primo Dicembre.
Poichè non credo che gli inquilini del Municipio, dopo i tanti richiami degli anni passati, non abbiano ancora imparato che Pontelatone fa parte dello Stato
italiano e in Italia da più di un secolo le scuole riaprono a
settembre, viene da pensare che i ritardi siano voluti per
risparmiare.
Niente trasporto scolastico, mensa in ritardo,
tariffe a carico delle famiglie in continuo aumento.
La politica scolastica
della nostra amministrazione fa ricordare la storiella conosciuta
ovunque, tranne che al nostro Comune : un contadino aveva un asino
infaticabile e prediletto e un giorno decise di sperimentare se
poteva risparmiare anche sul mangiare. L'asino i primi giorni resisteva
benissimo, ma raccontò incredulo il contadino “ proprio quando si
era abituato così bene a non mangiare, improvvisamente mi morì”.
La nostra scuola non è morta e non può morire, ma non si può
negare che negli ultimi anni si sia sensibilmente indebolita, con le note conseguenze,
per la scarsa attenzione dell'amministrazione nei suoi
riguardi.
Ma non è su questo che ci si vuole soffermare
quanto sulla decisione della Giunta che
stabilisce un contributo di 3 euro a carico delle famiglie
con un reddito ISEE tra zero e 25.000, mettendo sullo stesso
piano famiglie con un reddito bassissimo e famiglie di condizione
agiate.
Per rendere l'idea, un reddito ISEE di 25.000
euro corrisponde al valore di reddito di 50.000 euro
percepito da una famiglia media con due figli e casa di
proprietà con valore imponibile IMU di 110.000 euro.
La mensa scolastica è un servizio che va
amministrato tenendo conto delle esigenze delle famiglie e non
gestito secondo una logica matematica: in tot mesi il servizio costa X, i bambini
che mangiano sono Y e quindi Z è il contributo che i genitori devono
sborsare per coprire i costi al netto del minimo contributo comunale.
Questa non è “politica”.
La Giunta continua ad ignorare che è un dovere
civile e morale, prima che istituzionale, mostrare sensibilità e
attenzione per i soggetti e le famiglie in difficoltà.
“Non c'è nulla che sia più ingiusto quanto far
parte uguali fra disuguali”diceva don Milani.
venerdì 25 ottobre 2013
CHAPEAU ALLA SCUOLA
Stamattina ho accompagnato il mio nipotino a scuola (materna di Castel di Sasso). Sono stato garbatamente richiamato dal bidello per il mancato rispetto dell'orario di ingresso dei bambini.Ho accolto il richiamo con piacere.
La scuola ha il dovere e lo scopo di formare gli alunni sin dalla più tenera età al rispetto degli altri , delle regole di convivenza e, non ultimo, al rispetto di chi vi lavora con coscienza.
Chapeau!
sabato 19 ottobre 2013

LO SCONCIO
Era l'anno 1997 quando il consiglio comunale approvò(delibera n. 43/1997) il progetto preliminare per la
realizzazione di una piazza in prossimità della scuola media.
Obiettivo dell'amministrazione era quello di
realizzare entro l'anno successivo uno spazio per soddisfare la necessità
di posti macchina nelle vicinanze del Municipio, delle scuole,
dell'ufficio postale e al tempo stesso un luogo di relazione e
aggregazione sociale nella prospettiva di uno sviluppo edilizio
lungo via Parco.
A novembre 1997 ci furono
le elezioni comunali che ci videro perdenti. La nuova amministrazione
fece colpevolmente cadere il progetto nel dimenticatoio con tutte
le conseguenze che ne derivarono anche per effetto di disposizioni
di legge successivamente intervenute. Lo riprese solo alcuni anni
dopo stravolgendolo con la previsione di nuove opere (centro
servizi), spropositate rispetto alla reali esigenze di Pontelatone,
facendo lievitare di circa otto volte i costi previsionali del
progetto.
Risulta difficile
descrivere in un post i ritardi, le omissioni, le inefficienze, la miopia e
le ottusità delle amministrazioni dal 1997 in poi, che hanno avuto come risultato il
mancato completamento dell'opera ed il mancato abbattimento del
rudere che dopo 16
anni fa ancora bella mostra di sé all'interno del paese.Quanto ancora bisognerà aspettare perchè lo sconcio venga eliminato?
mappa piazza progetto preliminare 1997
Le condizioni del Sud.
( di Sergio Rizzo per il Corriere della Sera )----------
C'è da rimanere impietriti a guardare in
quali condizioni versa il Sud. Il lavoro è una
chimera, la povertà aumenta vertiginosamente, i giovani scappano, il
divario con il resto del Paese diventa abisso. Per non parlare del
macigno della criminalità.
L'ultimo rapporto del centro studi
sull'economia meridionale Svimez ci consegna uno scenario angosciante,
nel quale avanza soltanto una cosa: la desertificazione. Industriale,
economica, ambientale. Perfino umana: nel 2012 il numero dei morti ha
superato quello dei nati vivi.
CALO DELLA NATALITA'. Nella storia del Mezzogiorno d'Italia era accaduto soltanto due volte:
nel 1867, pochi anni dopo l'unità, e nel 1918, anno dell'epidemia di
spagnola. Un dato che segnala le proporzioni di un dramma destinato ad
assumere proporzioni enormi, considerando che anche la fecondità
femminile ha subito una preoccupante battuta d'arresto. Non si fanno più
figli: 1,35 per ogni donna al Sud, 1,43 al Centro-Nord. Il rapporto
Svimez ci dice che il ritmo dell'emigrazione è ormai costante. L'anno
scorso sono scappati dalle Regioni meridionali in 112 mila.
Negli ultimi vent'anni hanno definitivamente lasciato il Sud 2 milioni
700 mila persone. Fuggono i giovani, che sono il 70 per cento di chi
emigra, fuggono le donne, che sono il 50 per cento, fuggono i laureati,
che sono il 25 per cento. Né il flusso di immigrati riesce a compensare
questo inesorabile esodo, considerando che vanno quasi tutti al
Centro-Nord: sette persone su otto.
NATALITA' NEL MONDO.
Le proiezioni dicono che continuando così per il 2050 il Sud avrà
perduto altri 4 milioni 200 mila abitanti. «Poco oltre la metà del
secolo in corso - avverte il rapporto - il Mezzogiorno è destinato a
diventare una delle aree con il peggior rapporto tra anziani inattivi e
popolazione occupata e con la più alta percentuale di ultraottantenni
sul totale della popolazione complessiva».
EMIGRANTI ITALIANI. La grande fuga ha ragioni innanzitutto economiche, anche se non sono le
uniche. Perché se la crisi ha messo in ginocchio il Paese, il Sud è
letteralmente al tappeto. Un dato ci dice tutto: nel 2012 il Pil
procapite, cioè la ricchezza prodotta da ciascuno, è pari al 57,4 per
cento di quello del Centro-Nord. In media 17.264 euro contro 30.073. I
più poveri in assoluto sono i calabresi, con 16.460 euro. Appena sopra
quella soglia, i campani (16.462) e i siciliani (16.546). Il Prodotto
interno lordo del Mezzogiorno è pari oggi al 30 per cento di quello del
resto del Paese: nel 2007, prima che la Grande depressione iniziasse,
era il 31,1.
ITALIA
Il divario è addirittura più ampio rispetto a quello che si registrava
quarant'anni fa e dal 2005 aumenta progressivamente. Tanto da rendere
concreto il rischio di quello che il ministro della coesione Carlo
Trigilia, sociologo siciliano autore del libro «Non c'è Nord senza Sud»
chiama «la trappola del sottosviluppo». Dal 2007 al 2012 il Pil
meridionale è piombato giù del 10 per cento, a fronte di un calo del 5,8
per cento nel Centro-Nord. I dati Svimez dicono che, andando avanti di
questo passo, per colmare il fossato che separa le due Italie ci
vorrebbero quattro secoli.
Ancora. Nei cinque anni considerati i consumi delle famiglie sono scesi
del 9,3 per cento, contro il 3,5 per cento del Nord. Gli investimenti
industriali sono crollati del 47 per cento. Soltanto fra il 2009 e il
2012 il settore manifatturiero meridionale ha perduto il 20 per cento
degli occupati, lasciando per strada 158.900 persone. La disoccupazione
«ufficiale» media è al 17 per cento, a fronte dell'8 per cento nel resto
d'Italia. Nel 2012 il 60 per cento dei senza lavoro meridionali si
trovava in quella tragica condizione da più di un anno. Di conseguenza,
il tasso di occupazione delle persone in età lavorativa, compresa cioè
fra 15 e 64 anni, è ai minimi termini: 43,8 per cento, 20 punti esatti
meno del 63,8 per cento che si registra nel Centro-Nord.
Nel primo trimestre del 2013 il Sud ha perduto altri 166 mila posti di
lavoro, con il risultato che il numero degli occupati è sceso sotto la
soglia dei 6 milioni: non accadeva dal 1977, trentasei anni fa. I
giovani sono letteralmente falcidiati, con un tasso di disoccupazione
del 28,5 per cento, cresciuto di dieci punti rispetto al 2008, quando la
crisi è iniziata. Il conto, di cui è in gran parte responsabile una
classe dirigente inadeguata, adesso lo pagano loro. Quelli che restano,
almeno.
giovedì 17 ottobre 2013
LA MANOVRA DEL GOVERNO LETTA
Hanno tolto l’Imu sulla prima casa, ma
si sono inventati la Trise, la Tasi , la Tari. Per risparmiare hanno deciso di bloccare gli
stipendi degli statali. Perchè non diminuire le pensioni d'oro, le retribuzioni degli alti dirigenti pubblici ? Perchè non abolire gli enti inutili, non dimezzare i parlamentari, i consiglieri regionali, non accorpare i comuni, le regioni?
Grazie alla manovra finanziaria 2014 del “coraggioso” Governo delle
larghe intese, i lavoratori del pubblico impiego vedranno ulteriormente
diminuire i loro redditi mentre i lavoratori dipendenti del privato avranno in busta paga ben 15 euro (lordi ) in più al mese!
Bravo Letta, la RIPRESA è INIZIATA!
mercoledì 16 ottobre 2013
IL PIANO URBANISTICO COMUNALE (PUC)
Alcuni consiglieri di un Comune non molto distante dal nostro,tempo fa, hanno attaccato duramente il loro Sindaco perchè a distanza di un anno dal conferimento dell'incarico al tecnico progettista non era stata ancora depositata al Comune una benchè minima ipotesi di Piano Urbanistico, fondamentale strumento di sviluppo economico-sociale del territorio comunale.
Viene da sorridere pensando ai fatti di casa nostra.
A Pontelatone l'incarico ai tecnici per la redazione del PUC risale al marzo 2005 e, ad oltre otto anni dall'incarico, del Piano non si è vista neppure l'ombra di una bozza.
Ad una mia formale interrogazione nella passata consiliatura ,con la quale chiedevo ragione dei ritardi e se ci sarebbe stato il da noi sollecitato incontro con i tecnici incaricati della redazione del PUC, l'ineffabile assessore all'urbanistica dell'epoca Domenico Izzo mi rispose “ la riunione sarà convocata quanto prima”(V. Delibera consiglio comunale n. 48/2009). Campa cavallo.......
Neppure il nuovo assessore tecnico , l'arch. Raucci, in due anni e mezzo, ha cavato un ragno dal buco, disattendendo anche le sollecitazioni della Provincia e dello stesso S.E il Prefetto, che in una nota del 30.10.2012, indirizzata a tutti i Comuni della Provincia, invitava ad attivarsi con sollecitudine nell'opera di adeguamento del proprio strumento urbanistico al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP).
Quali le conseguenze per la mancata approvazione del Piano Urbanistico.
Agli evidenti ritardi nello sviluppo economico e sociale del territorio di Pontelatone si aggiungono problemi di non poco conto non solo per il settore edilizio ma anche per la gestione amministrativa dell'ente.
Infatti, trascorsi diciotto mesi dall'entrata in vigore del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), nei comuni della provincia di Caserta, privi del Piano urbanitico approvato, si applicheranno le disposizioni dell'articolo 9 del Testo Unico dell'edilizia( DPR 380/2001).
Nella Provincia di Caserta il PTCP è approvato e vigente dal 17.7.2012 e quindi dal gennaio 2014 si dovrà fare riferimento al precitato art. 9 del DPR 380/2001.
L'applicazione di tale articolo consente solo interventi di manutenzione o restauro degli edifici esistenti nei centri abitati, mentre fuori dai centri abitati si potrà costruire solo nel limite di 0,03 metri cubi per metro quadrato. In caso di interventi di natura produttiva , la superficie coperta non potrà superare comunque un decimo dell'area di proprietà.
In ordine al dimensionamento i Comuni dovranno adeguare il PUC alle più restrittive indicazioni formulate dalla Provincia.
Effetti anche sull'entrate tributarie. Per i comuni non dotati di Puc alla data del gennaio 2014, vi sarà un minor incasso dell'IMU, considerato che il declassamento dell'utilizzabilità delle aree edificabili, porterà ad una riduzione del gettito a partire dal 2014 e fino all'adozione del nuovo strumento urbanistico.
Siamo di fronte all'ennesima prova di incapacità di risolvere problemi incancrenitisi nella palude del pressapochismo e della superficialità.
POST SCRIPTUM:
Mi dicono, ma non so se corrisponde al vero, che componenti dell'amministrazione si risentono per i miei post. Me ne dispiace davvero.
Non è nella mia formazione intellettuale prendermela con le persone. Le mie critiche sono sempre legate all'aspetto politico e mai riconducibili alla sfera personale.
Le critiche ,anche dure, fanno parte della vita politica e vanno accettate in questo senso.Piuttosto che risentirsi le si prenda come spunto per correttivi e miglioramenti
Viene da sorridere pensando ai fatti di casa nostra.
A Pontelatone l'incarico ai tecnici per la redazione del PUC risale al marzo 2005 e, ad oltre otto anni dall'incarico, del Piano non si è vista neppure l'ombra di una bozza.
Ad una mia formale interrogazione nella passata consiliatura ,con la quale chiedevo ragione dei ritardi e se ci sarebbe stato il da noi sollecitato incontro con i tecnici incaricati della redazione del PUC, l'ineffabile assessore all'urbanistica dell'epoca Domenico Izzo mi rispose “ la riunione sarà convocata quanto prima”(V. Delibera consiglio comunale n. 48/2009). Campa cavallo.......
Neppure il nuovo assessore tecnico , l'arch. Raucci, in due anni e mezzo, ha cavato un ragno dal buco, disattendendo anche le sollecitazioni della Provincia e dello stesso S.E il Prefetto, che in una nota del 30.10.2012, indirizzata a tutti i Comuni della Provincia, invitava ad attivarsi con sollecitudine nell'opera di adeguamento del proprio strumento urbanistico al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP).
Quali le conseguenze per la mancata approvazione del Piano Urbanistico.
Agli evidenti ritardi nello sviluppo economico e sociale del territorio di Pontelatone si aggiungono problemi di non poco conto non solo per il settore edilizio ma anche per la gestione amministrativa dell'ente.
Infatti, trascorsi diciotto mesi dall'entrata in vigore del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP), nei comuni della provincia di Caserta, privi del Piano urbanitico approvato, si applicheranno le disposizioni dell'articolo 9 del Testo Unico dell'edilizia( DPR 380/2001).
Nella Provincia di Caserta il PTCP è approvato e vigente dal 17.7.2012 e quindi dal gennaio 2014 si dovrà fare riferimento al precitato art. 9 del DPR 380/2001.
L'applicazione di tale articolo consente solo interventi di manutenzione o restauro degli edifici esistenti nei centri abitati, mentre fuori dai centri abitati si potrà costruire solo nel limite di 0,03 metri cubi per metro quadrato. In caso di interventi di natura produttiva , la superficie coperta non potrà superare comunque un decimo dell'area di proprietà.
In ordine al dimensionamento i Comuni dovranno adeguare il PUC alle più restrittive indicazioni formulate dalla Provincia.
Effetti anche sull'entrate tributarie. Per i comuni non dotati di Puc alla data del gennaio 2014, vi sarà un minor incasso dell'IMU, considerato che il declassamento dell'utilizzabilità delle aree edificabili, porterà ad una riduzione del gettito a partire dal 2014 e fino all'adozione del nuovo strumento urbanistico.
Siamo di fronte all'ennesima prova di incapacità di risolvere problemi incancrenitisi nella palude del pressapochismo e della superficialità.
POST SCRIPTUM:
Mi dicono, ma non so se corrisponde al vero, che componenti dell'amministrazione si risentono per i miei post. Me ne dispiace davvero.
Non è nella mia formazione intellettuale prendermela con le persone. Le mie critiche sono sempre legate all'aspetto politico e mai riconducibili alla sfera personale.
Le critiche ,anche dure, fanno parte della vita politica e vanno accettate in questo senso.Piuttosto che risentirsi le si prenda come spunto per correttivi e miglioramenti
martedì 15 ottobre 2013
IL POMPIERE INUTILE ( 2)
Per far funzionare un’amministrazione comunale, occorrono due
validi schieramenti: una maggioranza e un'opposizione.
La maggioranza ha il compito di amministrare nel solco delle
proprie convinzioni e l’opposizione quello di vigilare
sull'attività della maggioranza e di contrastarne le scelte che non
perseguono il bene comune , avendo fede nella bontà delle proprie
ragioni.
In teoria c'è una terza via, quella di una soluzione intermedia tra le
diverse posizioni.
L'attuale situazione economica e i tagli agli enti locali fatti
dal governo negli ultimi tempi impongono la massima attenzione nel
gestire i Comuni per garantire ai cittadini i servizi a costi
contenuti e uno sviluppo alle comunità.
E' finito il tempo della spesa
facile,delle facili promesse ed è arrivato quello in cui tutti
devono rimboccarsi le maniche e ricercare le ragioni dell'unità e
della solidarietà.
Per queste e altre ragioni già note,
ancora convinto che fosse proprio la terza via quella giusta da
percorrere oggi nel nostro Comune, ho reindossato nei giorni scorsi i panni di pompiere e
ho esperito un nuovo tentativo per favorire una intesa tra
maggioranza e opposizione.
Un accordo, per il tempo che ancora manca alla conclusione del mandato del Sindaco, sulla base di un programma condiviso da tutti i gruppi consiliari.
Un accordo, per il tempo che ancora manca alla conclusione del mandato del Sindaco, sulla base di un programma condiviso da tutti i gruppi consiliari.
Ho avuto al riguardo un incontro con
il Sindaco. Speravo che il Sindaco , consapevole del suo ruolo e
delle sue prerogative, dicesse finalmente una parola chiara sulla
questione posta.
Invece, le solite simulazioni, i soliti
traccheggiamenti: …..devo vedere.., iniziamo a …......, a giorni
discuteremo del bilancio di previsione , inviterò anche la
minoranza,...., mi devo convincere...... Quasi come se quell'opposizione, che ha subito mortificazioni di cui ho fatto personale esperienza nella passata consiliatura, che ha evitato all'amministrazione e allo stesso Sindaco problemi seri,che è stata la sola a dimostrare senso di responsabilità nei confronti del paese, dovesse fare l'esame di affidabilità.
Per rispetto alla sua figura istituzionale non ho dato sfogo ai miei pensieri.
Ho riflettuto, deluso ho smesso l'abito di pompiere.
sabato 12 ottobre 2013
RUOLO DI MAGGIORANZA E OPPOSIZIONE
Mettendo ordine tra le carte, ho trovato un ritaglio di articolo di un giornale del luglio 2008 che rimarcava quanto fosse importante in democrazia esprimere con determinazione e coerenza il proprio pensiero.
L'articolo riportava pure il testo di una lettera che Umberto Eco (*) aveva inviato, il 2 luglio del 2008, ai promotori della manifestazione dell'8 luglio in Piazza Navona a Roma in difesa della libertà di informazione e della legge uguale per tutti.
“Cari Amici,
mentre esprimo la mia solidarietà per la vostra manifestazione, vorrei che essa servisse a ricordare a tutti due punti che si è sovente tentati di dimenticare:
1) Democrazia non significa che la maggioranza ha ragione. Significa che la maggioranza ha il diritto di governare.
2) Democrazia non significa pertanto che la minoranza ha torto. Significa che, mentre rispetta il governo della maggioranza, essa si esprime a voce alta ogni volta che pensa che la maggioranza abbia torto (o addirittura faccia cose contrarie alla legge, alla morale e ai principi stessi della democrazia) e deve farlo sempre e con la massima energia perché questo è il mandato che ha ricevuto dai cittadini. Quando la maggioranza sostiene di aver sempre ragione e la minoranza non osa reagire, allora è in pericolo la democrazia".
Umberto Eco (*)-semiologo,filosofo e scrittore di fama internazionale
Naturalmente la lettera di Umberto Eco fa riferimento ad avvenimenti molto più significativi di quanto accade nel nostro piccolo Comune, ma il ruolo che maggioranza e minoranza devono assumere in una vera democrazia sono, in quella lettera, perfettamente riassunti.
E proprio per onorare il mandato ricevuto dagli elettori, le due minoranze (“Insieme per la Rinascita” e “ Nuova Voce”) devono far sentire la loro voce non solo esprimendo il proprio dissenso in Consiglio Comunale con il voto contrario alle scelte che non perseguono l'interesse collettivo, con le interrogazioni,le mozioni ecc, ma anche denunciando con forza all'opinione pubblica le malefatte della maggioranza.
Tanto più quando si trova davanti ad una maggioranza che attraverso la mercificazione del diritto al voto si è garantito, in maniera autoreferenziale, la gestione perenne del potere e tenta di impedire, nei fatti, una svolta democratica nell'amministrazione del paese.
Tanto più quando si trova davanti ad una maggioranza che ha abbondantemente dimostrato di non sapere amministrare il paese nel rispetto delle regole democratiche e che fa valere solo la forza del numero con consiglieri comunali che votano a scatola chiusa, senza riflettere sul fatto che non sono stati eletti per dire sempre sì, ma per porsi delle domande, per discutere e anche per dissentire quando il caso lo richieda.
Tanto più quando si trova davanti ad una maggioranza che per oltre un decennio ha privilegiato gli interessi privati a scapito di quelli pubblici,penalizzando lo sviluppo del paese.
Quando ci si trova davanti ad una siffatta maggioranza l'opposizione non deve limitarsi alla passerella in Consiglio Comunale per dovere di visibilità.
giovedì 3 ottobre 2013
LAMPEDUSA: Un mare di morti
La strage di migranti a Lampedusa evidenzia ancora una volta
in modo drammatico il fallimento delle politiche sull'immigrazione dell’Italia e dell’Europa.
L'Unione Europea ci ha lasciati soli, senza pensare ad una strategia comune per aiutare i Paesi del Mediterraneo ,
come Spagna, Grecia e soprattutto Italia, che devono tenere fronte
all’impatto dei flussi migratori.
I primi a pagare a caro prezzo per
questi errori sono proprio quei disperati che scappano da guerre e
miseria in cerca della terra promessa, e finiscono per trovare la morte
in mare.
Pur di fronte a simili tragedie non manca, ancora una volta, la speculazione politica della Lega Nord che, accusa di "responsabilità morale" la Presidente della Camera Boldrini e il ministro Kyenge.
A questi signori, che sono tra i responsabili di questa situazione tanto da aver fatto condannare l'Italia dalla Corte dei diritti dell'Uomo, non si può che rispondere con l’unica parola espressa anche da Papa Francesco.
lunedì 30 settembre 2013
I furbi e i fessi
Una
recente delibera comunale ci spinge a riflettere
sull'eterna e ingiusta divisione, di Prezzoliniana memoria, della
nostra società in due categorie di persone: i furbi e i fessi.
Una
definizione precisa del fesso non esiste, però: se
uno
rispetta le regole, dice
la verità quando parla,
mantiene la parola data anche a costo di perderci di tasca propria,paga le tasse,
non
ricorre a sotterfugi etc,
questi ha buone probabilità di appartenere alla categoria dei fessi.
I furbi dettano le regole che devono accettare i fessi i quali, nonostante l’impegno e lo scrupolo che ci mettono nel fare ogni cosa, sono sempre svantaggiati al cospetto dei furbi.
E' ora che i fessi si facciano sentire forte e mettano i furbi di fronte alle loro responsabilità.
I furbi dettano le regole che devono accettare i fessi i quali, nonostante l’impegno e lo scrupolo che ci mettono nel fare ogni cosa, sono sempre svantaggiati al cospetto dei furbi.
E' ora che i fessi si facciano sentire forte e mettano i furbi di fronte alle loro responsabilità.
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