Se volessimo immortalare Pontelatone in un quadro , per descriverne lo stato attuale, potremmo pensare ad un letto disfatto nel quale giace un malato grave, al quale non viene somministrata la medicina giusta per guarire.
Allo stesso modo, da decenni viene fornita una verità distorta e ingannevole della realtà del nostro paese.
Sarebbe stato e sarebbe ancora utile, invece, individuare le cause di questa grave malattia, che, a mio parere, si possono sintetizzare: 1) nella mancanza di una seria programmazione dello sviluppo edilizio che ha impedito a Pontelatone di diventare paese e condannato alla morte la frazione. 2) nell’ assenza di interventi mirati , in sinergia con i Comuni vicini e la Comunità Montana, per il rilancio dell’economia della zona attraverso iniziative di vera e integrata promozione del territorio (si sono, in gran parte,solo sprecati soldi in progetti in buona parte inutili o quantomeno non prioritari. 3) nell’antica e mai scomparsa propensione dei pontelatonesi al voto di scambio con il favore personale, che ha prodotto amministratori per lo più impreparati , interessati solo a creare clientele per vincere le elezioni e favorire interessi privati, piuttosto che a risolvere i problemi del paese e della gente.
Analizzare le suddette cause su un blog è chiaramente impossibile. Peraltro, se provassimo a fare riunioni pubbliche per discutere
seriamente di queste cose, per capire e salvare il salvabile, l’esperienza ci dice che non verrebbe quasi nessuno. Ma una cosa quì la possiamo dire senza timore di sbagliare.
Finché i pontelatonesi continueranno a credere alle chiacchere, finché penseranno di risolvere i loro problemi e quelli più in generale del paese svendendo il loro voto in cambio di una qualche promessa, finché i giovani non la smetteranno di piangersi addosso, di lamentarsi per quello che si poteva fare e non si è fatto, di criticare tutto e tutti invece di farsi avanti, di fare squadra, il paese è destinato a peggiorare.
Ma attenzione. Non c’è dubbio che al paese serve un’amministrazione nuova e ringiovanita. Ma è altrettanto indubbio che in politica non basta solo la gioventù. Ci vuole coraggio, preparazione, passione e spirito di servizio.
Lo svecchiamento della politica passa prima di tutto attraverso lo svecchiamento da un modo di fare politica.
Se si vuole realmente e veramente cambiare, i giovani devono avere il coraggio di dire no, una volta per sempre, a chi per tutti questi anni ha usato la loro intelligenza, la loro dignità e , attraverso i loro bisogni, li ha usati durante il periodo elettorale e subito dopo scaricati.
Devono avere il coraggio di sottrarsi ai continui ricatti morali di chi offre loro finte prospettive (lavoro o altro) in cambio di voti. Devono avere il coraggio di ribellarsi partendo dal concetto che la loro dignità vale molto di un misero favore. Devono avere il coraggio di guardare in faccia la realtà e agire di conseguenza.
Avranno i giovani pontelatonesi volontà e il coraggio per cambiare?