Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.(Art 21della Costituzione)
giovedì 6 agosto 2026
domenica 19 luglio 2026
Adesso non sappiamo più se hanno validità o meno le leggi riportate sul Codice penale. Il centrodestra che attualmente dispone della maggioranza in Parlamento vuole che parte di quella legislazione non si applichi in seguito.
Tutto
nasce dalla vicenda del gioielliere Mario Roggero, vittima di furto, che si è fatto giustizia da sé, ammazzando due
ladri già in fuga dal suo negozio.
In
questo caso, e in tutti i casi di autodifesa.
La
difesa, è la tesi che sta facendo presa nella maggioranza di
governo, è sempre legittima, non c’è mai eccesso
se qualcuno ti aggredisce, e a questo punto puoi addirittura ucciderlo
anche quando sta fuggendo.
Puoi vendicarti. Puoi introdurre e
applicare all’istante la pena di morte, senza nemmeno che il
condannato abbia ucciso.
Ma se dovesse andare avanti una simile intenzione, saremmo nella massima inciviltà.
martedì 9 giugno 2026
1. Pensione di Vecchiaia
La pensione di vecchiaia ordinaria richiede il raggiungimento di un'età minima e di un'anzianità contributiva minima.
Periodo | Requisito Anagrafico | Requisito Contributivo |
|---|---|---|
Fino al 31/12/2026 | 67 anni | 20 anni di contributi |
Anno 2027 | 67 anni e 1 mese | 20 anni di contributi |
Anno 2028 | 67 anni e 3 mesi | 20 anni di contributi |
2. Pensione Anticipata (Ordinaria)
Categoria | Fino al 2026 | Anno 2027 | Anno 2028 |
|---|---|---|---|
Uomini | 42 anni e 10 mesi | 42 anni e 11 mesi | 43 anni e 1 mese |
Donne | 41 anni e 10 mesi | 41 anni e 11 mesi | 42 anni e 1 mese |
3. Altre Forme di Pensione Anticipata
- Pensione Anticipata Contributiva (64 anni): Riservata a chi ha il primo contributo dopo il 1995.Requisiti 2026: 64 anni di età + 20 anni di contributi effettivi.Soglia Importo: La pensione deve essere almeno 3 volte l'assegno sociale (ridotto per donne con figli).
- APE Sociale: Prorogata fino al 31 dicembre 2026.- Requisiti: 63 anni e 5 mesi di età + 30/36 anni di contributi (a seconda della categoria: disoccupati, caregivers, invalidi, lavori gravosi).
- Lavoratori Precoci (Quota 41): Per chi ha versato 12 mesi di contributi prima dei 19 anni.- Requisito: 41 anni di contributi indipendentemente dall'età (per categorie specifiche come lavori usuranti o gravosi).
- Quota 103 e Opzione Donna: Queste misure sono state abrogate. Possono accedervi solo coloro che hanno maturato i requisiti entro i termini stabiliti (31/12/2025 per Quota 103 e 31/12/2024 per Opzione Donna).
- Per una valutazione precisa della propria posizione, si consiglia sempre di consultare il portale ufficiale INPS o rivolgersi a un patronato, poiché esistono eccezioni specifiche per lavoratori usuranti e altre categorie protette.
martedì 2 giugno 2026
lunedì 1 giugno 2026
Il Gazzettino del Monte Maggiore
L'iniziativa
dei due giovani dietro il "Gazzettino del Monte Maggiore" è
un segnale di speranza: un raggio di luce in un contesto spesso
segnato dallo scoraggiamento.
Usando
il web come cassa di risonanza, hanno messo in primo piano le
bellezze paesaggistiche, storiche e le potenzialità dei quattro comuni
dell’ex mandamento formicolano, situati ai piedi del monte.
Il
loro impegno non è soltanto promozione territoriale: è soprattutto
un invito rivolto alle nuove generazioni a restare, a non rassegnarsi
all'idea che il futuro sia necessariamente altrove.
Tuttavia,
questo meritorio progetto da solo non basta.
Il
racconto digitale è un punto di partenza necessario, ma non può
essere l'unico strumento per il rilancio. Senza interventi
strutturali e un cambiamento culturale profondo, il rischio è che i
nostri borghi restino splendide cartoline: belle da fotografare e
raccontare, ma vuote di vita concreta.
Promuovere
la bellezza è il primo passo, ma occorre che quella bellezza torni
ad essere abitata e vissuta quotidianamente.
Ogni
anno i nostri territori, come gran parte del Sud Italia, perdono
giovani, energie, competenze.
Tante
famiglie vedono i propri figli costretti a partire non per scelta, ma
per necessità. La mancanza di lavoro e di opportunità per costruire
un futuro dignitoso spinge molti a cercare altrove ciò che qui non
trovano.
A
questo si somma la scarsa partecipazione dei cittadini alla vita
pubblica, sociale, culturale e politica. Negli anni si è delegato
tutto a pochi: la vita pubblica è diventata materia per pochi
protagonisti, mentre molti preferiscono limitarsi a commentare da
spettatori, al bar, sui social, nelle conversazioni private.
Serve
quindi più della sola narrazione del territorio.
Il
sito del "Gazzettino del Monte Maggiore" potrebbe evolvere
da strumento di promozione a motore di cambiamento concreto, con
obiettivi chiari e azioni praticabili:
1.sensibilizzare
alla partecipazione attiva dei cittadini nella vita pubblica e nelle
associazioni; la partecipazione civica e la coesione sono pilastri
fondamentali per contrastare spopolamento e degrado dei piccoli
paesi;
2.promuovere
un movimento civico intercomunale che, in collaborazione con il
Gazzettino, superi la logica del comune isolato e abbracci una
visione territoriale più ampia, moderna e condivisa;
3.stimolare
le amministrazioni locali a cooperare, mettendo insieme risorse
umane, economiche e patrimoniali per progettare interventi concreti
che creino opportunità occupazionali sul territorio;
4.organizzare
incontri e dibattiti aperti ai giovani, sia online sia in presenza,
dove possano esprimere idee e proposte per il futuro dei comuni;
5.realizzare
video-interviste e approfondimenti con figure chiave del territorio
(imprenditori, sindaci, associazioni), per raccontare esperienze,
problematiche e possibili soluzioni.
Solo
così l’energia comunicativa del "Gazzettino" potrà trasformarsi in una delle leve per uno sviluppo reale: creare lavoro, strutturare opportunità
e rendere i nostri paesi luoghi vivi e attrattivi per le nuove generazioni.
sabato 25 aprile 2026
martedì 7 aprile 2026
domenica 15 febbraio 2026
PONTELATONE ESCLUSO DALLA CLASSIFICAZIONE DEI COMUNI MONTANI
Cè
un comune che da oltre settant'anni viene riconosciuto
come montano. Inserito nell'elenco storico della legge 991 del 1952,
parte integrante di una comunità montana, membro di un consorzio di
bonifica montana.
Poi
arriva la legge Calderoli 131/2025 e, con un tratto di penna, questo Comune scompare dall'elenco dei territori montani. Non perché sia
cambiata la geografia, non perché si siano appiattite le montagne o
modificate le condizioni ambientali. Semplicemente perché nuovi
criteri, nuovi parametri hanno ridisegnato confini che sembravano
consolidati dalla storia.
Potrebbe
sembrare una questione puramente burocratica, un dettaglio
amministrativo destinato a interessare solo gli addetti ai lavori. Ma
dietro questa riclassificazione si nasconde un problema ben più
profondo che tocca la vita concreta delle persone.
Essere
classificati come comune montano non è un vezzo identitario.
Significa accesso a fondi specifici per la manutenzione della
viabilità in condizioni difficili, risorse per contrastare lo
spopolamento, sostegni per mantenere servizi essenziali. Significa politiche tariffarie agevolate, detrazioni
fiscali per chi sceglie di restare o investire in questi territori,
priorità nell'accesso a bandi europei dedicati alle aree
svantaggiate.
Cancellare
un comune dall'elenco montano significa potenzialmente metterlo in
condizione di non poter più accedere a questi strumenti. E questo in
un momento storico in cui le aree interne del Paese stanno già
affrontando sfide enormi.
Ma
forse ancora più grave del merito è il metodo. La nuova
classificazione arriva dall'alto, attraverso un decreto che porta il
nome del ministro che l'ha promosso, senza che ci sia stato un vero
confronto con chi quei territori li vive, li amministra, li conosce
nella loro complessità quotidiana.
Le
comunità montane, i consorzi di bonifica, le amministrazioni comunali che per decenni hanno costruito reti di collaborazione e progetti di
sviluppo si sono trovate di fronte a un fatto compiuto. I sindaci
hanno scoperto su internet che il loro comune non era
più considerato montano, senza che nessuno avesse chiesto loro un
parere, una valutazione, un contributo.
Questo
approccio tradisce una visione della montagna e delle aree interne come problema da
gestire burocraticamente, anziché come risorsa da valorizzare
attraverso il dialogo con chi le abita.
Ridurre
tutto a un elenco basato su criteri rigidi significa non
comprendere che la montanità non è solo una questione di metri sul
livello del mare. È un insieme di condizioni ambientali, economiche,
demografiche, di accessibilità ai servizi che vanno valutate nella
loro interazione, non attraverso parametri isolati. La geografia amministrativa non può ignorare la geografia reale.
Per
questo è fondamentale che si apra al più presto una riflessione
seria sui criteri adottati. Non si tratta di tornare indietro per
principio, ma di costruire un sistema di classificazione che tenga
davvero conto della complessità territoriale italiana.
Servono
parametri che considerino non solo l'altitudine media, ma anche
l'accessibilità effettiva ai servizi, la densità demografica, i
trend di spopolamento, la presenza di attività economiche, la
vulnerabilità idrogeologica.
Servono procedure che coinvolgano gli
enti locali, le comunità montane, gli esperti di sviluppo
territoriale.
E
soprattutto serve la consapevolezza che escludere un territorio dalla
classificazione montana non è un'operazione neutra: significa
potenzialmente condannarlo a un ulteriore indebolimento, proprio nel
momento in cui avrebbe più bisogno di sostegno.
La " montanista" non
può essere ridotta a un elenco compilato in fretta, senza confronto
con i territori, sulla base di criteri che rischiano di fotografare
solo una parte della realtà.
Questo
comune, Pontelatone, che si ritrova escluso dalle nuove classificazioni non è
un'eccezione, ma il simbolo di un approccio che va rivisto.
La
speranza è che si apra rapidamente un tavolo di confronto, che si
ascolti chi quei territori li vive e che si trovino criteri più
giusti, più aderenti alla realtà, più rispettosi della complessità che caratterizza l'Italia delle aree interne.
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Vantaggi dell'inclusione nell'elenco dei comuni montani
I comuni montani riconosciuti dalla legge n. 131/2025 beneficiano di
numerose agevolazioni fiscali, contributive e di sostegno allo
sviluppo per contrastare lo spopolamento e favorire la crescita
economica
Vantaggi fiscali e agevolazioni per i cittadini
Esenzione IMU sui terreni agricoli: I terreni agricoli ricadenti in aree montane sono esenti dall'IMU Fisco e Tasse, un vantaggio che viene mantenuto anche con la nuova classificazione.
Crediti d'imposta per l'abitazione Chi acquista o affitta immobili in comuni montani può ottenere crediti d'imposta fino al 60% delle spese sostenute .In particolare, per operatori sanitari e scolastici è previsto un credito d'imposta del 60% del canone di locazione o dell'ammontare del finanziamento fondiario, con tetto massimo di 2.500 euro annuo
Agevolazioni prima casa per giovani: I giovani sotto i 41 anni che acquistano la prima casa nei comuni montani possono beneficiare, per i primi 5 periodi d'imposta, di un credito d'imposta commisurato agli interessi passivi del mutuo
Contributi a fondo perduto: Molte regioni hanno attivato bandi con contributi fino a 100.000 euro per chi acquista o ristruttura casa in piccoli comuni montani
Vantaggi per le imprese
Smart working agevolato: I datori di lavoro che permettono ai dipendenti di trasferirsi e lavorare da remoto in comuni montani sotto i 5.000 abitanti possono ottenere uno sgravio contributivo totale fino a 8.000 euro annui per lavoratore L'esonero contributivo è previsto per il periodo 2026-2030 con percentuali decrescenti.
Crediti d'imposta per l'agricoltura: Gli imprenditori agricoli e forestali hanno diritto a un credito d'imposta pari al 10% del valore degli investimenti effettuati tra il 2025 e il 2027 che può salire al 20% in comuni con minoranze linguistiche.
Agevolazioni per nuove imprese: Alle nuove imprese costituite da under 41 è previsto, per i primi tre anni di attività, un contributo sotto forma di credito d'imposta fino a concorrenza di 100.000 euro
Miglioramento ambientale: Le aziende che operano nelle zone montane hanno un credito d'imposta del 10% per interventi di miglioramento ambientale e climatico
Vantaggi per operatori sanitari e scolastici
Punteggi aggiuntivi: È prevista l'attribuzione di un doppio punteggio per la partecipazione alle procedure concorsuali presso le aziende del Servizio Sanitario Nazionale per chi ha lavorato in strutture montane. Analogamente, il personale scolastico riceve punteggi aggiuntivi nelle graduatorie provinciali.
Emolumenti aggiuntivi: È prevista la definizione di un ulteriore emolumento di natura accessoria e variabile per gli operatori della sanità di montagna
Accesso a fondi e risorse pubbliche
Fondo per lo Sviluppo delle Montagne (FOSMIT): Il bilancio dello Stato mette a disposizione 200 milioni di euro nel Fondo per lo sviluppo delle montagne che viene ripartito tra i comuni montani riconosciuti.
Fondi europei PAC: Vengono mantenute le misure previste nell'ambito della Politica agricola comune dell'Unione europea per i territori montani.
Priorità nei bandi: I comuni montani hanno priorità nell'accesso a bandi specifici per aree svantaggiate e per il contrasto allo spopolamento.
La perdita della classificazione montana non è quindi una questione meramente amministrativa, ma comporta la perdita concreta di risorse economiche, agevolazioni fiscali e opportunità di sviluppo che potrebbero accelerare ulteriormente lo spopolamento e il degrado di questi territori.
sabato 14 febbraio 2026
SAN VALENTINO
Oggi si festeggia in tutto il mondo il SanValentino, festività che man mano si è affermata all'attenzione di pubblico e consumatori e si è sempre più caratterizzata come un importantissimo evento commerciale.
Mezzi di informazione, spazi social e qualsiasi altro spazio occupabile hanno veicolato il messaggio della bellezza di un sentimento che è tra le spinte più forti della nostra specie.
Tutto vero, ma allora dovremmo fare qualche riflessione sul perchè continuano senza pause gli innumerevoli delitti di genere in gran parte nel contesto di persone legate tra di loro da vincoli affettivi, i tantissimi casi di violenze. C'è una fortissima componente di ipocrisia nella "comunicazione" del Valentino Day., ammettiamolo.
Da parte mia, che sto facendo bilanci sempre più serrati, ritengo che ad esprimere al meglio il sentimento che ci occupa sia una vecchia canzone francese interpretata da una grande cantante italiana. Ve la propongo:
domenica 4 gennaio 2026
L'AGGRESSORE E AGGREDITO
Da noi è tutto uno scatenarsi di fazioni che ricorrono a argomenti privi di coerenza e logica: c'è chi si schiera ora da una parte, ora dall'altra, a favore dell'aggredito o dell'aggressore.
La Storia insegna che ogni aggressore ha sempre addotto un "valido motivo" a giustificazione: Hitler accusò la Polonia di aggressione prima di invaderla nel 1939; Mussolini invocò lo "spazio vitale" per conquistare Etiopia e Libia; gli USA attaccarono l'Iraq nel 2003 col pretesto delle armi di distruzione di massa; Putin invase l'Ucraina nel 2022 per "difendere" la popolazione russofona. Oggi Trump attacca il Venezuela col pretesto di distruggere i trafficanti di droga, declassando Maduro a "narcoterrorista"
In realtà, questi pretesti sono spesso inventati – forse quello di Mussolini fu il meno ipocrita.
Esistono leggi internazionali e organismi per dirimere le dispute tra Stati, ma oggi le prime sono carta straccia e i secondi delegittimati: siamo tornati alla legge della giungla, quella del più forte.
Logico distinguere aggressore e aggredito: il primo si fa giustizia da sé, il secondo subisce. Putin è l'aggressore in Ucraina; Trump lo è in Venezuela; lo è Israele quando bombarda Libano, Siria e Iran oltre i suoi confini.
L'incoerenza domina: chi accusa Trump trova giustificazioni per Putin, e viceversa.
Che dire se la Cina invadesse Taiwan "per riprenderla"? O se Trump, per "sicurezza", occupasse Groenlandia, Panama o Cuba? Se la Russia rivendicasse Moldova, Estonia, Lettonia e Lituania come ex territori sovietici?
Coloro che si schierano a favore dell'uno o dell'altro inventano motivi strampalati, invece di opporsi sempre a chi infrange il diritto internazionale e commette crimini contro l'umanità, senza se e senza ma.
venerdì 2 gennaio 2026
CALDEROLI TAGLIA I COMUNI MONTANI
La Legge 12 settembre 2025, n. 131, introduce una nuova classificazione dei comuni montani basata su criteri altimetrici e di pendenza: un comune è montano se almeno il 25% del territorio supera i 600 metri s.l.m. con il 30% a pendenza >20%, o altimetria media >500 metri. Il decreto del Ministro Calderoli, attuativo della "Nuova legge sulla montagna", ridurrebbe i comuni montani da oltre 4.000 a circa 2.800, declassandone oltre 1.200. In Campania si profilano 𝟏𝟐𝟐 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢 𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨
Allo stato attuale Pontelatone e Castel di Sasso sarebbero declassificati.li
A seguito di forti pressioni delle Regioni e degli enti locali il decreto è stato rinviato al fine di raggiungere un'intesa sui criteri per definire quali Comuni potessero essere classificati come " montani".
Durante la Conferenza Unificata del 29 dicembre 2025, essendo emersa l’impossibilità di raggiungere una posizione unitaria da parte delle Regioni, il Ministro Calderoli ha concesso un nuovo rinvio, fissando la scadenza definitiva al 13 gennaio 2026.
Vi aggiornerò se ci saranno novità.
giovedì 1 gennaio 2026
A tutti i compaesani i migliori auguri per il nuovo anno. Che sia un tempo di serenità, di speranza rinnovata e di piccoli gesti quotidiani capaci di rafforzare ciò che ci unisce. Una comunita' quando resta unita, sa affrontare ogni sfida con coraggio e fiducia.
L’augurio è che l’anno che inizia porti con sé una politica locale fatta di ascolto, dialogo e partecipazione, capace di coinvolgere tutti e di risvegliare un forte senso di appartenenza, soprattutto tra i giovani, chiamati a essere protagonisti consapevoli del domani.
Un pensiero speciale va a chi vive qui ogni giorno e a chi, anche da lontano, porta Pontelatone-Treglia nel cuore. A tutti auguro pace, salute e fiducia nel futuro. Con l’impegno di ciascuno, il nostro paese potrà continuare a essere una casa accogliente, viva e ricca di speranza.
BUON ANNO A TUTTI.
domenica 28 dicembre 2025
giovedì 25 dicembre 2025
lunedì 22 dicembre 2025
Rilanciare il nostro territorio: dall'idea di accorpamento a un Patto intercomunale
Sono passati 12 anni da quando, il 10 maggio 2013, nel vuoto e nel silenzio delle amministrazioni e della politica in generale, lanciai l'idea di accorpare in un Unico Comune i quattro piccoli centri ricompresi nell'ex mandamento formicolano.
Nel frattempo, la situazione socio-economica di questi Comuni non è certo migliorata, anzi: gli abitanti sono scesi da 5560 a 4968, l'indice di vecchiaia della popolazione è salito, i giovani se ne vanno.
I nati, nel periodo dal 1.1.2022 al 30.9.2025, sono appena 131,i deceduti 286.
Se la pandemia da Covid-19, lo smart working e la ricerca di contesti meno affollati avevano fatto intravedere un'opportunità per rilanciare le aree interne, la successiva crisi economica ci ha riportato alla dura realtà di un sistema centralizzato che vede la periferia come un costo da tagliare.
Al calo demografico e all'invecchiamento della popolazione ,trend senza inversioni, si sono aggiunte la crisi del commercio (i negozi chiudono) e quella della pubblica amministrazione locale, segnata dalla uscita di personale che non è stato rimpiazzato.
Le difficoltà finanziarie dell'Italia lasciano presagire sempre meno trasferimenti statali verso i Comuni, rendendo complicato, soprattutto per quelli piccoli come i nostri, garantire servizi efficienti ai cittadini: dalla manutenzione delle strade alla raccolta dei rifiuti, dai servizi scolastici all'assistenza sociale, dalla cura del verde pubblico alla gestione dei servizi cimiteriali.
Per rispondere a questa politica di tagli, che ignora le potenzialità dei piccoli Comuni delle aree interne, la via più efficace è ripensare il nostro territorio: studiare nuove forme di coordinamento e cooperazione per assicurare servizi efficienti e creare sviluppo. Solo così potremo offrire ai nostri giovani una prospettiva concreta, senza costringerli a emigrare.
Negli anni, anche nei nostri Comuni sono nate iniziative valide e meritevoli. Troppe, però, rimangono isolate, prive di una visione strategica di lungo periodo. È invece indispensabile una strategia condivisa, che integri risorse e competenze per affrontare in modo coordinato le sfide demografiche, economiche e sociali.
Sbaglia chi pensa di salvare solo il proprio paese. Anche il Comune che avrà "fatto bene i compiti a casa" è destinato a un declino ineluttabile, se circondato da contesti desertificati.
Sono tuttora convinto della bontà dell'aggregazione dei quattro Comuni, ma altrettanto certo che, per vari motivi, non sia realizzabile in tempi brevi.
Il percorso di fusione è regolato dalla legge regionale e statale. Non è un atto di imperio, ma un processo democratico piuttosto lungo e la realtà impone di agire subito.
Cominciare a ragionare per territori è l'unica strada per arginare lo spopolamento. Un retaggio campanilistico continua a fare danni devastanti: creare progetti insieme, tra più paesi, è la via maestra.
È pertanto necessario che i quattro Sindaci (o anche solo due disposti a dare il via) riconoscano la criticità dello spopolamento, con il conseguente degrado del tessuto sociale ed, economico, e la frammentazione amministrativa che ne ostacola la risposta. Sottoscrivano un Patto Territoriale Intercomunale impegnandosi a:
1)Superare la logica della frammentazione per agire come un unico territorio coeso.
2)Condividere risorse umane, strumentali e finanziarie per la realizzazione degli obiettivi comuni.
4)Istituire l'Ufficio Tecnico Intercomunale (UTI), struttura operativa che, coinvolgendo cittadini, imprenditori, associazioni, traduce il Patto in progetti esecutivi, in cui i territori siano realmente uniti e non solo per prendere finanziamenti. Troppo spesso, infatti, i territori si “uniscono” solo per accedere ai fondi, salvo poi frammentare le risorse in micro-progetti incapaci di generare effetti strutturali.
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