giovedì 20 agosto 2015

IL BILANCIO DI PREVISIONE 2015
Il prossimo 26 agosto sarà sottoposto al Consiglio Comunale il bilancio di previsione 2015, approvato dalla Giunta comunale il 30 luglio scorso. Il documento è interamente consultabile nella sezione Albo Pretorio On line del  Comune.
Il bilancio di un Comune è qualcosa di assai complicato da leggere e da capire.Per renderlo un pò più comprensibile ve ne propongo una sintesi con tabelle e con l'aggiunta di alcune note


TERRITORIO E POPOLAZIONE





Superficie comunale
30,45 Km
Strade provinciali
20 Km
Strade comunali
11 Km
Strade rurali
49Km

Abitanti al 1.1.2015
1.707
Nuclei familiari
703
Maschi
845
Femmine
862
Cittadini nazionalità straniera
94

Età prescolare 0-6 anni
101
Età scolare 7-14
135
Giovani 15-29
294
Adulti 30-65 anni
849
Anziani> 65
328
Il Bilancio di Previsione rappresenta il principale strumento attraverso il quale vengono pianificate le attività del Comune In esso sono indicate tutte le entrate e le uscite che l'Ente prevede di realizzare nell'anno. Le previsioni di entrata e di uscita devono eguagliarsi in modo da raggiungere il pareggio di bilancio, che costituisce un obbligo di legge.
Il bilancio è composto di due parti :
- la parte ENTRATA, relativa alle risorse che si prevede di ricevere
- la parte SPESA, relativa alle previsioni di impiego delle risorse disponibili in entrata.
Le Entrate esse possono essere divise in due grandi categorie: le entrate c.d. "correnti" ed entrate di carattere straordinario finalizzate a finaziare le spese di investimento (opere pubbliche),c.d. "in conto capitale"
Le entrate correnti sono quelle indicate nei primi tre titoli del prospetto sottostante. In esse rientrano, dunque, tutte quelle risorse che derivano dalla gestione ordinaria sotto forma di tributi ( entrate tributarie), di tariffe per servizi erogati alla cittadinanza e di proventi dalla gestione dei beni (entrate extratributarie), di trasferimenti monetari da parte dello Stato o dalla Regione.
Queste entrate finanziano le spese correnti.
Alle entrate correnti si aggiungono entrate di carattere non ripetitivo derivanti ad esempio dai permessi per costruire, dalle alienazioni degli immobili, dalla cessione delle aree cimiteriali,. Esse sono, di regola, destinate a spese di investimento (lavori pubblici) e sono raggruppate nel titolo n.4 dell'Entrate.
Sempre al titolo 4 sono iscritti i finanziamenti , statali, regionali,i cofinanziamenti europei per la realizzazione dei lavori pubblici.
Il Titolo V delle entrate è la sommatoria delle entrate che il Comune riceve in seguito all'accensione di prestiti con altri Enti, incluse le anticipazioni di cassa, cioè le somme che il Comune riceve quando chiede un anticipo  (generalmente alla Banca che gestice il servizio di Tesoreria comunale) per far fronte nell'immediato ad un pagamento.
Al titolo VI (partite di giro) sono iscritte le entrate riscosse per conto terzi, cui fa seguito l'uscita  (titolo 4 parte spesa) per il versamento a chi spetta di quanto riscosso     

BILANCIO 2015
ENTRATE
SPESA
Entrate tributarie
(Titolo 1)

1.379.333
Spese correnti
(Titolo 1)
2.216.977


Titolo 2 Trasferimenti correnti da Stato e Regione
(Titolo 2)


374.887



Spesa in conto capitale
(Titolo 2)


12.810.036

Entrate extratributarie
(Titolo 3)


731.816




----




----


Titolo 4 Entrate in conto capitale
(Titolo 4)




11.787.694



Rimborso di Prestiti
(Titolo 3)




1.937.025

Accensione di Prestiti
(Titolo 5)
800.000
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----
Partite di giro
(Titolo 6)
536.164
Partite di giro
(Titolo 4)
536.164
Totale entrate
15.609.895
Totale spese
17.500.472
Utilizzo avanzo amministrazione 2014
1.890.577
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----
TOTALE FINALE
17.500.472
TOTALE FINALE
17.500.472



Dettaglio Entrate correnti di natura tributaria
Imposta comunale sugli immobili (IMU)
340.000
Addizionale Irpef
66.350
Tassa rifiuti
355.645
Tassa sui servizi comunali (TASI)
160.000
Imposta comunale sulla pubblicità
4.000
Fondi perequativi dello Stato
453.338
TOTALE TITOLO I- ENTRATE TRIBUTARIE
1.379.333


COMPARAZIONE ENTRATE CORRENTI ( TITOLI I – II- III) ANNI 2014 - 2015
TITOLO
DESCRIZIONE
DEFINITIVO
2014
PREVISIONE 2015
1
Imposte, Tasse e proventi assimilati
642.260
925.955
1
Fondi perequativi dallo Stato
515.450
453.338
Totale titolo 1
Entrate correnti di natura tributaria contributiva e perequativa
1.157.710
1.379.333
2
Trasferimenti correnti da Amministrazioni Centrali
154.808
170.210
2
Trasferimenti correnti da Amministrazioni Locali (Regione, Comunità Montana,ecc.)
95.760
204676
Totale titolo 2
Trasferimenti
250.568
374.886
3
Imposte,tasse e proventi assimilati
88.699
134.314
3
Proventi derivanti dall'attività di controllo delle irregolarità e degli illeciti
5.000
33.835
3
Interessi attivi e altre entrate da redditi di capitale
500
2000
3
Rimborsi e altre entrate correnti
62.703
561.667
Totale titolo 3
Entrate extratributarie
156.902
731.816

TOTALE ENTRATE CORRENTI
1.565.180
2.486.035

Come potete rilevare, le entrate correnti(Titoli 1-2-3) sono lievitate notevolmente anche per coprire debiti degli anni passati. Pur chiudendosi in pareggio sarà importante che l'amministrazione faccia grande attenzione per il contenimento della spesa per evitare sforamenti e creare altri pasticci. Troppe incertezze su entrate e uscite con il rischio di sforare il patto di stabilità.

Sono aumentate le tasse per i cittadini? SI, nel 2015 c’è un aumento delle imposte per i cittadini rispetto agli anni scorsi. Il Comune ha aumentato l'aliquota dell’addizionale Irpef applicata sul reddito dei cittadini dalla 04% al ,05%, ha raddoppiato l'aliquota della TASI ed ha ritoccato in alto le tariffe della tassa rifiuti (TARI). Confermate le aliquote IMU del 2014.
Si è detto che l'Amministrazione comunale ha attribuito l'aumento delle tasse unicamente ai tagli dei trasferimenti dello Stato. Ma basta estrarre questi pochi dati per vedere che non è così:
 






2014
2015

Differenza
(€)
€ per abitante(n.1707)
Trasferimenti dallo Stato - Fondi perequativi(titolo 1)


515.450


453.338


-52.112
(rettificato in 62.112 )


- 37


Totale imposte (totale titolo 1)


1.157.710


1.379.333


221.623


130
Maggiori imposte

169.511
(rettificato in 159.111) 

93


Quindi, a fronte di 52.112 (62.112) euro che arriveranno di meno dallo Stato, l'amministrazione comunale aumenta le imposte di 221.623 euro, con una maggiore entrata di 159.611(  euro. Riportato su ciascun cittadino pontelatonese (dal neonato al centenario) si direbbe così : a fronte di 37 € in meno dallo Stato, il Comune ci aumenta le imposte di 130 € , 37 per colpa del Governo ma 93 per scelta dell'amministrazione.

La previsione in bilancio della IUC
IMU- Imposta municipale propria
TASI – Tributo per servizi indivisibili
TARI- Tassa Rifiuti
L’imposta continua ad applicarsi con criteri e modalità analoghe al 2014 e con le stesse aliquote confermate del 2014.





E' il tributo destinato al finanziamento dei servizi indivisibili erogati dai comuni, che la legge di stabilità ha istitutio partire dal 1°gennaio2014 in sostituzione della maggiorazione TARES. Il tributo è calcolato sulla base imponibile dell'IMU escludendo i terreni agricoli ma ricomprendendo l'abitazione principale
E' stata introdotta dalla Legge di stabilità 2014 per la copertura dei costi di raccolta e trattamento dei rifiuti urbani ed assimilati,  come da piano finanziario elaborato dal Comune. Le tariffe per il 2015. rimodulate rispetto al 2014, prevedono un aumento medio del 14%. Ad esempio una famiglia di 4 persone che vive in una casa di 120 metri pagherà 439,15 contro i 385,60 dello scorso anno.
€ 340.000
€ 160.000
€ 355.645
Abitazione principale (solo categorie A1- A9-A10)
0,5%
Abitazione principale
0,2%
Utenze domestiche
% 77,27
Altri immobili
Terreni agricoli
Immobili strumentali
0,8%
0,76%
0,2%
Altri immobili
0,2%
Utenze non domestiche
% 22,73


TARI-TARIFFE UTENZE DOMESTICHE








TARIFFE UTENZE NON DOMESTICHE

Categoria attività
Tariffa totale (€/mq)
Musei, biblioteche, scuole, associazioni, luoghi di culto
1,82
Campeggi, distributori carburanti,impianti sportivi
2,37
Stabilimenti balnear i
1,11
Esposizioni, autosaloni
1,82
Alberghi con ristorante
5,04
Alberghi senza ristorant
3,37
Case di cura e riposo
3,98
Uffici,agenzie,studi professionali
3,70
Anche ed istituiti di credito
2,20
Negozi abbigliamento,calzature,libreria,cartoleria,ferramenta e altri beni durevoli
4,08
Edicola,farmacia,tabaccaio,plurilicenze
4,95
Attività artigianali tipo botteghe: falegname,idraulico,fabbro,elettricista
3,73
Carrozzeria, autofficina, elettrauto
4,68
Attività industriali con capannoni di produzione
3,01
Attività artigianali di produzione beni specifici
3,33
Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub
9,31
Bar, caffè, pasticceria
9,18
Supermercato, pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi, generi alimentari
4,56
Plurilicenze alimentari e/o miste
3,59
Ortofrutta, pescherie, fiori e piante, pizza al tagli
9,28
Discoteche, night club
1,71

TARIFFE MENSA E TRASPORTO SCOLASTICO
MENSA : Costo unitario del pasto € 3
Per famiglie con reddito ISEE inferiore a 6.518 € è ridotto del 50% ( € 1,50 per ogni singolo pasto)
TRASPORTO SCOLASTICO:Tariffa mensile € 30,00
Per famiglie che hanno 2 figli utenti del servizio: per il primo verrà corrisposta la retta intera, per il secondo il 50%(25 euro).
Per le famiglie che hanno tre figli, il contributo relativo al solo terzo figlio è 20.00 € mensili;
Per i bambini frequentanti la Scuola dell’Infanzia la quota di compartecipazione è fissata in € 20,00




PARTE SPESA

Parallelamente alle entrate anche le spese si ripartisconno in spese correnti e spese straordinarie relative ad investimenti (opere pubbliche innanzitutto).
 
LE SPESE CORRENTI
Il sottostante prospetto riassume le spese correnti che l'Ente prevede di sostenere nel corrente anno suddivise nelle diverse categorie previste dal Bilancio. Particolare rilevanza hanno, in questo contesto, le spese destinate al funzionamento dell'Ente (stipendi, utenze per energia elettrica, telefono ed altre utenze, assicurazioni, consulenze tecniche, legali, smaltimento rifiuti, ecc.)

PERSONALE
471.282
ACQUISTO DI BENI DI CONSUMO E/O DI MATERIE PRIME
92.002
PRESTAZIONI DI SERVIZI
1.112.488
TRASFERIMENTI
288.820
INTERESSI PASSIVI E ONERI FINANZIARI DIVERSI
109.716
IMPOSTE E TASSE
29.700
ONERI STRAORDINARI DELLA GESTIONE CORRENTE
16.969
FONDO SVALUTAZIONE CREDITI
68.500
FONDO DI RISERVA
27.500
TOTALE SPESA CORRENTE
2.216.977

Dettaglio della spesa corrente per funzioni
FUNZIONI GENERALI DI AMMINISTRAZIONE, DI GESTIONE E DI CONTROLLO

1.062.112
FUNZIONI DI POLIZIA LOCALE

84.754
FUNZIONI DI ISTRUZIONE PUBBLICA

185.037
FUNZIONI RELATIVE ALLA CULTURA ED AI BENI CULTURALI

7.301
FUNZIONI NEL SETTORE SPORTIVO E RICREATIVO

9.069
FUNZIONI NEL CAMPO DELLA VIABILITA' E DEI TRASPORTI

162.701
FUNZIONI RIGUARDANTI LA GESTIONE DEL TERRITORIO E DELL'AMBIENTE

658.033
FUNZIONI NEL SETTORE SOCIALE

45.570
FUNZIONI NEL CAMPO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

2.300
FUNZIONI RELATIVE A SERVIZI PRODUTTIVI

100
Totale complessivo

2.216.977


LE SPESE IN CONTO CAPITALE

Sono le spese destinate principalmente alla realizzazione di opere pubbliche o all'acquisto di attrezzature, mezzi di trasporto, ecc. . Sono finanziate con mutui o altre entrate aventi carattere straordinario ( finaziamenti regionali, europei ecc.). La realizzazione di tali investimenti è strettamente connessa al verificarsi delle entrate.
 I PRINCIPALI  INVESTIMENTI  PREVISTI
Riqualificazione fontane rurali
105.333
Efficientamento energetico casa comunale, scuola media ed elementare
1.331.826
Costruzione impianto di depurazione
1.050.000
Rinnovamento villaggi rurali (centro storico Pontelatone)
980.676
Recupero centro storico Treglia
1.700.943
Lavori adeguamento edificio scuola elementare
161.440
Lavori adeguamento scuola media
117.820
Opere urbanizzazione primaria e secondaria PIP turistico (Cervarecce)


2.882.531
(importo riportato come da piano triennale lavori pubblici)

martedì 11 agosto 2015

UN UOMO BUONO

Apprendo solo ora la notizia della morte di Giulio Volletti, zì Giulio. L'ho conosciuto nella mia veste di amministratore comunale. Ne voglio ricordare l'umanità, le capacità professionali, lo straordinario e rigoroso senso del dovere. In memoria

venerdì 7 agosto 2015

 PONTELATONE: LE ENTRATE TRIBUTARIE
La Corte dei Conti  nei giorni scorsi (ne avete sentito parlare dalla televisione) ha presentato una relazione sull'aumento delle entrate tributarie da parte dei Comuni dal 2011( anno in cui sono stati tagliati i trasferimenti da parte del Governo centrale) in poi.
 L'aumento medio tra il 2011 e il 2014 calcolato dalla Corte è del 22%. Secondo la Corte oggi il peso del fisco è " ai limiti della compatibilità con le capacità fiscali locali".
In base ai recenti dati prodotti dal Comune di Pontelatone ed inseriti nel bilancio di previsione 2015 approvato dalla Giunta Comunale il 30 luglio scorso, risulta che l'aumento tra il 2015 e il 2011 nel nostro Comune è  del 32%, con un costo pro-capite che ha raggiunto 808 euro.
Un aumento considerevole che non trova alcuna  giustificazione  se non nella mancata adozione di una seria politica di contenimento dei costi (spending review), di cui non vi è traccia nel bilancio di previsione 2015, nè in quelli precedenti per cui è stato giocoforza aumentare le entrate.

Diceva l'economista e politogo Maffeo Pantaleoni (1857-1924):
Risultati immagini per maffeo pantaleoni qualsiasi imbecille immagine

giovedì 6 agosto 2015

 HANNO SCRITTO.....
Risultati immagini per massimo gramellini immagine Massimo Gramellini                                                                
 SALA DISPETTO
Lo zio d’America esiste, si chiama Giuseppe Giuffrè e un bel giorno si presenta alla Asp7 di Ragusa con in testa l’idea di regalare due milioni di euro all’ospedale della sua città d’origine. Per formalizzare la donazione ha fissato un incontro col manager della struttura Maurizio Aricò, luminare della lotta alla leucemia con una visione molto personale del concetto di rispetto per il prossimo, noto per le sue abitudini di indossare il farfallino e di dare buca agli appuntamenti (da cui il soprannome di «Voce del Silenzio», affibbiatogli da un sindacalista).

Giuffrè e il suo assegno benedetto arrivano puntuali e si siedono in sala d’aspetto. Passano i minuti, i quarti d’ora, le mezze ore. Il brav’uomo fa presente alla segretaria di avere preso un aereo apposta e di non essere lì per chiedere soldi, ma per darne. Gli viene risposto di pazientare ancora un po’, tra breve il dottore si degnerà di riceverlo. Pazienta un’ora, pazienta due, alla fine anche uno zio d’America si deprime. Lui e l’assegno rispiccano il volo, lasciando l’ospedale di Ragusa orfano di due milioni.

Pensiero malizioso da gufo: le cose sarebbero andate diversamente, se Giuffrè avesse destinato parte della cifra a un’opera chirurgica di oliatura? L’onestà dei funzionari pubblici è un dogma a cui ci inchiniamo, in assenza di prove contrarie. Non così la loro capacità di trattare i cittadini contribuenti con gentilezza e buona educazione. Una cosa è certa: tutto si potrà dire della nostra sanità pubblica, tranne che manchi di coerenza. In Italia le code in ospedale non le fanno solo i pazienti, ma anche i benefattori.
La Stampa, 6.8.2015


NONNO COMANDAMENTO
Massimo Gramellini

 Gentile signor Furfaro, autista della linea 1 di Genova, a nome dell’associazione «Tengo famiglia» vorrei congratularmi per il premio Menefreghista dell’Anno da lei vinto con pieno merito. Ricorderò i fatti che hanno portato la giuria ad assegnarle il prestigioso riconoscimento. Saranno state le tre e mezza di notte sul suo autobus fermo al capolinea, quando dei bulli, aizzati dalla ragazza del capo, hanno ridotto in fin di vita a suon di sprangate un passeggero che avevano preso per gay.  

Durante l’aggressione, lei è sceso a mangiare un panino. Tornando sull’autobus lo ha trovato sporco di sangue, ma ha pensato fosse birra: immagino birra rossa, irlandese. Interpellato dalla questura sulle ragioni del suo distacco dalle miserie terrene, ha spiegato di avere seguito l’aureo consiglio del nonno, quello di farsi sempre i fatti propri.  

Forse lo ignora, ma il suo disinteresse assoluto per i destini di qualsiasi comunità diversa dalla «famigghia» di appartenenza si inserisce in una luminosa tradizione che percorre i secoli e i racconti di mafia, attraversa gli osti dei «Promessi Sposi» e passando da suo nonno e dal senatore Razzi arriva fino a lei. Se avesse affrontato la banda a mani nude sarebbe stato un eroe e a nessuno francamente si può chiedere tanto. Ma se avesse fatto una telefonata al 113, magari mentre aspettava che le farcissero il sandwich, sarebbe stato un cittadino. Troppa fatica.  

La Stampa, 5.8.2015

domenica 2 agosto 2015

 MA CHE ITALIA E' MAI QUESTA?
Giancarlo Galan, l'ex governatore della regione Veneto, da mesi agli arresti domiciliari,riceverà un vitalizio annuo di circa 80.000 euro lordi, nonostante la condanna a 2 anni e 10 mesi di carcere per corruzione nella vicenda Mose.
Il caso vuole che una legge regionale stabilisce il blocco solo a coloro che ricevono una pena superiore ai tre anni e vengono interdetti dai pubblici uffici. Il caso ha voluto che Galan patteggiasse 2 anni e 10 mesi.
Non solo. Galan riceverà il vitalizio dalla Regione Veneto, ma essendo, alla data del suo arresto, parlamentare della Repubblica italiana continua a prendere l'indennità di parlamentare.
Questo, in una Italia dove la povertà è tornata ad essere quella anteriore agli anni settanta.
Ma che Italia è mai questa?

venerdì 31 luglio 2015

Il rapporto Svimez: Sud alla deriva

L'Italia è un Paese diviso e diseguale, dove il Sud è la deriva e scivola sempre più nell’arretramento con una crescita inesistente e le nascite al minimo da 150 anni.
È questa la drammatica fotografia contenuta nel Rapporto Svimez sull’economia del Mezzogiorno.
 
PEGGIO DELLA GRECIA
Nel 2014 per il settimo anno consecutivo il Pil del Mezzogiorno è ancora negativo (-1,3%) e il Pil pro capite tra Centro-Nord e Sud nel 2014 ha toccato il punto più basso degli ultimi 15 anni, con il 53,7%.
Secondo il rapporto «dal 2000 al 2013 il Sud è cresciuto del 13% la metà della Grecia che ha segnato +24%: oltre 40 punti percentuali in meno della media delle regioni Convergenza dell’Europa a 28 (+53,6%)».
In termini di Pil pro capite, il Mezzogiorno nel 2014 è sceso al 53,7% del valore nazionale, un risultato mai registrato dal 2000 in poi.
Lo scorso anno infatti quasi il 62% dei meridionali ha guadagnato meno di 12 mila euro annui, contro il 28,5% del Centro-Nord. Nel dettaglio a livello nazionale, il Pil è stato di 26.585 euro, risultante dalla media tra i 31.586 euro del Centro-Nord e i 16.976 del Mezzogiorno. A livello di regioni il divario tra la più ricca, Trentino Alto-Adige con oltre 37 mila euro, e la più povera, la Calabria con poco meno di 16 mila euro, è stato di quasi 22 mila euro, in crescita di 4 mila euro in un solo anno.
NON SI FANNO PIU' FIGLI.
 "Nel 2014 al Sud si sono registrate solo 174 mila nascite, livello al minimo storico registrato oltre 150 anni fa, durante l'Unità d'Italia: il Sud sarà interessato nei prossimi anni da un stravolgimento demografico, uno tsunami dalle conseguenze imprevedibili", sono le parole del rapporto.
DESERTIFICAZIONE INDUSTRIALE 
 Dal 2008 al 2014 il settore manifatturiero al Sud ha infatti perso il 34,8% del proprio prodotto, contro un calo nazionale del 16,7% e ha più che dimezzato gli investimenti (-59,3%), tanto che nel 2014 la quota del valore aggiunto manifatturiero sul Pil è stata pari al Sud solo all’8%, ben lontano dal 17,9% del Centro-Nord.
Dato che fa il paio con la caduta delle esportazioni che in nel Centro-Nord salgono del 3% e al Sud crollano del 4,8%. Ecco perché «il Sud è ormai a forte rischio di desertificazione industriale, con la conseguenza che l’assenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie potrebbe impedire all’area meridionale di agganciare la possibile ripresa e trasformare la crisi ciclica in un sottosviluppo permanente.
OCCUPATI, IL LIVELLO PIU’ BASSO DAL 1977 
 «Il numero degli occupati nel Mezzogiorno, ancora in calo nel 2014, arriva a 5,8 milioni, il livello più basso almeno dal 1977, anno di inizio delle serie storiche Istat». «Tornare indietro ai livelli di quasi quarant’anni fa testimonia, da un lato, il processo di crescita mai decollato, e, dall’altro, il livello di smottamento del mercato del lavoro meridionale e la modifica della geografia del lavoro» si legge nello studio che sottolinea come i 6 milioni siano anche una quota psicologica.
Il tasso di disoccupazione arriva nel 2014 al 12,7% in Italia, quale media tra il 9,5% del Centro-Nord e il 20,5% del Sud. Nel 2014 i posti di lavoro in Italia sono cresciuti di 88.400 unità, tutti concentrati nel Centro-Nord (133 mila), mentre il Sud ne ha persi 45 mila.
SULL’ORLO DELLA POVERTA’
Rimane il dato che tra il 2008 e il 2014 delle 811 mila persone che in Italia hanno perso il posto di lavoro ben 576 mila sono residenti a Sud.
Situazione difficile in particolare per le donne che, tra i 15 e i 34 anni sono occupate al Sud solo una cinque.
Per quello che riguarda i giovani Svimez parla di una «frattura senza paragoni in Europa»: il Sud negli anni 2008-2014 ha perso 622 mila posti di lavoro tra gli under 34(-31,9%) e ne ha guadagnati 239 mila negli over 55, con un tasso di disoccupazione under 24 che raggiunge il 56%.
Questa situazione porta a credere che studiare non paghi più, «alimentando così una spirale di impoverimento del capitale umano, determinata da emigrazione, lunga permanenza in uno stato di disoccupazione e scoraggiamento a investire nella formazione avanzata». Tutto questo si riflette nel rischio povertà che coinvolge una persona su tre al Sud e solo una su dieci al Nord.
La regione italiana con il più alto rischio di povertà è la Sicilia (41,8%), seguita dalla Campania (37,7%) ma in generale al Sud è aumentata rispetto al 2011 del 2,2% contro il +1,1% del Centro-Nord.

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HANNO DETTO:

GIANNI RIOTTA, giornalista
I dati che ieri lo Svimez, storico centro studi sul Mezzogiorno, ha fornito, mi hanno lasciato senza fiato. Il lavoro nel Sud è ai livelli del 1977, quando io cercavo un'occupazione.
Le nascite sono declinate al livello di metà Ottocento, gli anni di Garibaldi, dei Mille e dell'Unità d'Italia. Ci sono 700.000 disoccupati in più dai giorni della crisi 2008, tra le donne la disoccupazione è più alta che in Grecia e, per dirla semplicemente, il nostro Mezzogiorno se fosse indipendente sarebbe nei guai assai più di Atene.
Poche aziende di eccellenza non bastano a risollevare un quadro fosco. Meno turisti che le Baleari, in Sicilia spesso meno che in un centro della Riviera Romagnola. La classe politica dirigente divisa, litigiosa, mediocre. I migliori giovani con la valigia appena possono verso il Nord, l'Europa, gli Usa, l'Australia. Nessuno parla di questa emergenza, in tv è difficile imporla, l'ex premier Romano Prodi dice "nessuno in Italia si commuove più per il Sud", come se ci fossimo tutti rassegnati, al Nord con scetticismo, al Sud con rabbia.
E tutto questo al netto della malavita organizzata che non cede di un pollice.
Di chi è la colpa? Spesso si ricordano le cause lontane, lo sfruttamento e la cupidigia dei Borboni, un Regno d'Italia che con i Savoia ha perpetuato la pratica neocoloniale, mancanza di risorse, l'emigrazione, arretratezza culturale, il logoro "familismo amorale" di Banfield (quando manca lo Stato, o è ostile, è naturale, al contrario di quel che credeva Banfield stringersi alla comunità più prossima, la famiglia: Grossman spiega che lo stesso accadeva nell'Urss di Stalin). Spesso si cita, a ragione, il freno velenoso imposto dalle mafie.
Eppure, dopo 70 anni di riforme agrarie, investimenti a pioggia da Roma e Bruxelles, welfare, assunzioni pubbliche, spesa ingente per infrastrutture che -come dimostra l'artista Andrea Maso nel suo studio su "Incompiuto siciliano" non vengono ultimate-, queste spiegazioni, scuse direbbe qualcuno, non bastano più.
 
ANTONIO POLITO,giornalista
Mentre salvavamo la Grecia, il Mezzogiorno d'Italia è uscito dall'Europa. E quel che è peggio è che non sembra fregare a nessuno.





sabato 18 luglio 2015

Guantanamera....
A leggere alcuni atti pubblicati sul sito Web del Comune sinceramente non sai cosa pensare. Mah!
Buon Week End, CALDO,  al ritmo di Zucchero


martedì 14 luglio 2015

I PARADOSSI ITALIANI
Risultati immagini per scritta inps immagineDue milioni di pensionati non arrivano a 500 euro al mese. Questa la drammatica situazione dei nostri anziani, riferita dal Presidente dell’Inps, che ha inoltre rilevato che altri 6 milioni e seicentomila non raggiungono i 1.000 euro.Ancor più drammatica sembra essere la situazione dei nostri giovani che secondo le proiezioni Inps avranno pensioni da miseria.
Intanto sulla rete sta girando la notizia  che la Regione Marche si appresterebbe  a pagare un milione e mezzo di euro di indennità di fine mandato agli ex consiglieri che a fine giugno hanno lasciato il parlamento regionale perchè non ricandidati o non rieletti. Si tratta di somme, da 35 mila euro lordi in su a seconda del numero di anni trascorsi sui banchi del Consiglio, paragonabili a quelle che ogni lavoratore riceve quando dopo quarant’anni va in pensione. Somme che per gli ex consiglieri regionali vanno ad aggiungersi al vitalizio che spetta loro (salvo rinuncia) dopo aver compiuto 60 anni di età.
Non c’è da meravigliarsi se poi la politica perde sempre più credibilità

sabato 11 luglio 2015

 LA TASSA OCCULTA DELLE FAMIGLIE CAMPANE
 di Giancristiano Desiderio

Risultati immagini per immagini soldiLa famiglia campana – un papà, una mamma, due bimbi, una casetta di proprietà – è la più tartassata d’Italia: paga ben 500 euro in più rispetto al resto d’Italia. Lo studio di Bankitalia, illustrato ieri da Paolo Grassi, è fin troppo preciso: su un reddito annuo di appena 43mila euro, se ne vanno per la tasse locali ben 2400. Le famiglie e le aziende della Campania, con piccole differenze tra le province, sono quelle che reggono un più alto carico di tributi locali. Infatti, negli ultimi anni il prelievo fiscale degli enti locali è cresciuto di ben 160 euro con uno stacco dalla media nazionale di oltre 50 euro. Insomma, in Campania si paga di più. Perché?
I motivi sono vari ma tra i tanti ce n’è uno prevalente. In Campania si paga una tassa occulta perché la stragrande maggioranza dei comuni è indebitata. Sono sempre di più i municipi che sono costretti a riconoscere debiti fuori bilancio o a dichiarare il dissesto finanziario nell’ultimo disperato e controllato tentativo di ripianare i debiti. In soldoni, le casse sono vuote e per garantire anche solo il pagamento degli stipendi degli impiegati comunali si rincarano le tasse di ogni ordine e grado: Tari, Tasi, addizionali varie, anche l’acqua. Tutto fa brodo ma il conto finale, che ricade principalmente sulle famiglie, è sempre più salato. Questa tassa occulta comunale è il frutto di un federalismo fiscale che nel Mezzogiorno – e in questo caso soprattutto in Campania – ha avuto un’applicazione perversa. Il principio federale applicato al fisco mirava a ridurre la distanza tra chi versa i soldi e chi li amministra. La riduzione della distanza avrebbe dovuto aumentare il controllo da parte dei cittadini e far crescere in responsabilità contabile gli amministratori. Il classico principio della responsabilità istituzionale. Sennonché, in Campania il principio di responsabilità è stato fin troppo facilmente capovolto nel principio di irresponsabilità e invece di aumentare controlli e coscienza civica sono salite vertiginosamente le tasse.
L’effetto perverso del federalismo fiscale in salsa meridionale forse lo si poteva prevedere: si poteva intuire che ciò che funziona in teoria non è detto che funzioni in pratica. La teoria dice che con il federalismo chi amministra male i soldi dei cittadini sarà sostituito, ma la pratica dimostra che chi gestisce male è confermato e anche quando si vorrebbe cambiare non sempre il cambiamento è possibile o migliore del peggio. Insomma, il federalismo fiscale in Campania è rimasto vittima della qualità clientelare della politica locale che al ricambio della classe digerente preferisce il ricorso alla leva fiscale. Un circolo vizioso che impoverisce le famiglie e aumenta la smobilitazione sociale: la nuova emigrazione.

tratto dal Corriere del Mezzogiorno del 20 giugno 2015

mercoledì 8 luglio 2015

ACCADDE OGGI

8 Luglio 1978 Sandro Pertini viene eletto Presidente della Repubblica
25 settembre 1896 - Nasce Sandro Pertini, il 'presidente più amato dagli italiani' #AccaddeOggi http://t.co/QYCmkLgdCN

Vista la risonanza sui social dell'area archeologica dell'antica Treglia, per chi vuole sapere qualcosa in più su questo luogo, ripo...