martedì 28 maggio 2024

COMBATTERE LO SPOPOLAMENTO: L'IMPORTANZA DELLA COLLABORAZIONE E DELLA VISIONE COMUNE

Credo sia necessario per chi si impegna in politica analizzare i numeri e purtroppo quelli che riporto  confermano la tendenza negativa e preoccupante da me espressa negli anni passati

POPOLAZIONE

RESIDENTE AL

PONTELATONE

FORMICOLA

LIBERI

CASTEL DI SASSO

1.1.2019

1632

1427

1126

1121

 1.1.2024

1522

1380

1072

1035

NATI E DECEDUTI NEL QUINQUENNIO 2019 2023 NEI QUATTRO COMUNI


PONTELATONE

FORMICOLA

LIBERI

CASTEL DI SASSO

NATI

 41

57

 54

31

DECEDUTI

 99

89

95

89


Sono numeri inopinabili relativi ai nostri Comuni, ma lo spopolamento è un problema nazionale, non riguarda solo il Sud, bensì anche tante altre aree sia al Centro che al Nord.
Di fronte a uno scenario così estremamente preoccupante, non sembra che i nostri parlamentari siano particolarmente impegnati ad affrontare una sfida epocale.
Il tema all’ordine del giorno, e al centro del dibattito pubblico tra pro e contro, è l’Autonomia differenziata, un progetto promosso dalle Regioni più ricche d’Italia, finalizzato a consentire di incrementare le prerogative regionali in numerosissimi campi, dall’istruzione, alla sanità, alle infrastrutture fino alla sicurezza sul lavoro.
La politica dovrebbe, invece, porre al centro l’aspetto collaborativo e non quello divisivo, per giungere ad una strategia di impatto che sia realmente operativa ed efficace, non dispersiva in cui ognuno fa per sé.
La collaborazione dovrebbe essere al centro anche della politica locale : la collaborazione è lo strumento chiave per affrontare le sfide future e contrastare lo spopolamento.
I quattro comuni dell’agro Trebulano, che risultano strettamente connessi da vincoli sociali, economici e vocazionali, dovrebbero uscire dalla logica del campanile ed  entrare in un processo  di collaborazione , al fine di portare avanti seri e innovativi progetti di sviluppo territoriale ed affrontare insieme le dinamiche e le problematiche che stanno portando allo spopolamento. Nessuno si salva da solo.
Collaborazione che, secondo me, si dovrebbe concretizzare in un breve periodo nella gestione associata di servizi e funzioni per  arrivare progressivamente ad un unico Comune (non sarebbe più utile e funzionale avere un Sindaco che sia sintesi e  rappresentanza di una forza territoriale con una Giunta Intercomunale composta da Assessori nominati per effettiva coumpetenza e capacità operativa?)

Con la gestione associata i Comuni possono condividere i servizi pubblici, come la raccolta dei rifiuti, la manutenzione delle strade e delle scuole, riducendo i costi operativi.
La condivisione del personale, come tecnici, amministrativi, può portare a un utilizzo più efficiente delle risorse umane.I comuni associati possono avere maggiore peso nel negoziare finanziamenti regionali, nazionali ed europei, potendo così avviare progetti che un singolo comune non potrebbe permettersi. Acquisti e contratti possono essere negoziati a livello sovracomunale, ottenendo prezzi più competitivi e migliori condizioni.
Una pianificazione urbanistica e territoriale congiunta può portare a uno sviluppo più armonico e sostenibile dell'area, migliorando la qualità della vita e l'attrattività per nuovi residenti e imprese.

Un Comune più grande può avere una struttura amministrativa più efficiente e meglio equipaggiata per gestire le esigenze dei  cittadini,può essere più attrattivo per gli investitori e le imprese, grazie a una maggiore visibilità e a una capacità amministrativa più robusta, può offrire una gamma di servizi più ampia e di migliore qualità ai cittadini, grazie a maggiori risorse finanziarie e umane,può attuare politiche più efficaci per contrastare lo spopolamento, attrarre nuovi residenti e trattenere i giovani, grazie a una pianificazione più coordinata e risorse maggiori.In conclusione, se ben gestite, l'associazione o la fusione dei comuni possono offrire notevoli benefici in termini di efficienza, risparmio economico e miglioramento della qualità della vita, contribuendo anche a contrastare il fenomeno dello spopolamento

CORRELATI: 

Un unico Comune

Un'opportunità mancata



domenica 19 maggio 2024

BUONA DOMENICA- Ricordando Franco Battiato

 La Cura

23 marzo 1945- 18 maggio 2021

 Grazie a chi si prende cura di me.

 

lunedì 6 maggio 2024

 FOTOVOLTAICO A TERRA

Oggi pomeriggio, va all'esame del Consiglio dei Ministri il decreto legge che blocca il fotovoltaico a terra(sui terreni agricoli).  Bene! Speriamo che non venga fuori un pasticcio.

Personalmente ritengo il fotovoltaico a terra peccato mortale. Ingordigia.
Riconosco l'importanza e l'urgenza di adottare fonti energetiche sostenibili e pulite, come il fotovoltaico, al fine di ridurre l'impatto ambientale e promuovere un futuro più eco-sostenibile, ma non trovo accettabile compromettere l'esistenza e la produttività di intere aree agricole.
Gli enti pubblici devono avere l' obbligo morale di salvare le aree agricole e verdi minacciate dalla speculazione fotovoltaica  industriale e, più in generale, dalla speculazione delle energie rinnovabli industriali.
Al provvedimento del Governo siamo particolarmente interessati, avendo la Società ETCC(Energy Total Capital Campania)  presentato il 11.08.2023 una richiesta di una centrale fotovoltaica a terra  di considerevole potenza sul nostro territorio, in località Madama(vedi sotto).
Allo stato, la richiesta è in istruttoria   presso l'Ufficio VIA della Regione Campania, che in data 2.4.2024 ha accordato alla Energy Total Capital Campania srl una sospensione di 180 giorni dei termini di presentazione della documentazione integrativa richiesta con nota prot. n. 0103205 del 27.2.2024 dall'Ufficio Speciale Valutazioni Ambientali della Regione Campania.

Qui habet aures audiendi, audiat.

MODELLO DI AVVISO AL PUBBLICO PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI

AVVISO AL PUBBLICO

PRESENTAZIONE DELL’ISTANZA PER IL RILASCIO DEL PROVVEDIMENTO DI VIA E

DEL PROVVEDIMENTO AUTORIZZATORIO UNICO REGIONALE (ART. 27 BIS DEL

Dlgs 152/2006 e ss.mm.ii.)

La Società/Ente Energy Total Capital Campania S.r.l. con sede legale in Napoli (NA) alla via Luigi Volpicella, 145/A - 80147, P.IVA n. 09733271218, comunica di aver presentato alla Regione Campania – Staff Valutazioni Ambientali, ai sensi dell’art. 27bis del D.Lgs.152/2006, istanza per l’avvio del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale integrata con VIncA – valutazione appropriata per il progetto

Istanza per il rilascio del provvedimento di VIA, del provvedimento autorizzatorio unico regionale ai sensi dell’art.27 bis del D.Lgs. 152/2006 e del provvedimento per la VIncA – valutazione appropriata relativa al progetto di costruzione ed esercizio di una centrale fotovoltaica al suolo ad inseguimento monoassiale e relative opere di connessione sita in Pontelatone (CE) per una potenza complessiva immessa pari a 6795 kW ed una potenza di produzione di 8761,2 kW

Soggetto competente


Autorizzazione Unica in materia di Energia, art. 12 del Dlgs 387/2003

Regione Campania UOD 500203 Energia, efficientamento e risparmio energetico, GreenEconomy e Bioeconomia

Uod.500203@pec.regione.campania.it


REGIONE CAMPANIA


DIREZIONE GENERALE 5017 CICLO INTEGRATO

Parere di compatibilità ambientale (V.I.A.) ai sensi del D.lgs. 152/2006

Sentito ex art. 5 co. 7 del DPR 357/1997

DELLE ACQUE E DEI RIFIUTI, VALUTAZIONI E

AUTORIZZAZIONI

AMBIENTALI, STAFF 92 TECNICO AMMINISTRATIVO, VALUTAZIONI AMBIENTALI

Vinca appropriata

Via De Gasperi, 28 80133 Napoli PEC:


us.valutazioniambientali@pec.regione.campania.it


REGIONE CAMPANIA


UOD 50 06 07 GESTIONE DELLE RISORSE


domenica 25 febbraio 2024

LA LETTERA SCRITTA DAI DOCENTI DEL LICEO ARTISTICO RUSSOLI DI PISA:

“Siamo docenti del Liceo artistico Russoli di Pisa e oggi siamo rimasti sconcertati da quanto accaduto in via San Frediano, di fronte alla nostra scuola. Studenti per lo più minorenni sono stati manganellati senza motivo perché il corteo che chiedeva il cessate il fuoco in Palestina, assolutamente pacifico, chissà mai perché, non avrebbe dovuto sfilare in Piazza Cavalieri. Gli agenti in assetto antisommossa avevano chiuso la strada e attendevano i ragazzi con scudi e manganelli, mentre dalla parte opposta le forze dell’ordine chiudevano la via all’altezza di Piazza Dante. In via Tavoleria un’altra squadra con scudi e manganelli.
Proprio di fronte all’ingresso del nostro liceo, hanno fatto partire dapprima una carica e poi altre due contro quei giovani con le mani alzate. Non sappiamo se se siano volate parole forti, anche fuori luogo, d’indignazione e sdegno, fatto sta che, senza neanche trattare con gli studenti o provare a dialogare, abbiamo assistito a scene di inaudita violenza. Ci siamo trovati ragazze e ragazzi delle nostre classi tremanti, scioccate, chi con un dito rotto, chi con un dolore alla spalla o alla schiena per manganellate gentilmente ricevute, mentre una quantità incredibile di volanti sfrecciava in Via Tavoleria.
Come educatori siamo allibiti di fronte a quanto successo oggi. Riteniamo che qualcuno debba rispondere dello stato di inaudita e ingiustificabile violenza cui sono stati sottoposti cento/duecento studenti scesi in piazza pacificamente: perché si è deciso di chiuderli in un imbuto per poi riempirli di botte? Chi ha deciso questo schieramento di forze, che neanche per iniziative di maggior partecipazione e tensione hanno attraversato la nostra città?
Oggi è stata una giornata vergognosa per chi ha gestito l’ordine pubblico in città e qualcuno ne deve rispondere.”
 
 
Gli italiani non sanno andare a Destra senza finire nel manganello.

  

lunedì 4 dicembre 2023

TRA PASSATO E PRESENTE     
( racconto di una passione politica al servizio del paese)                                                              
 
 paese vuol dire non essere soli, 
sapere che nella gente, nelle piante, 
nella terra c’è qualcosa di tuo, 
che anche quando non ci sei resta ad aspettarti.
 Cesare Pavese, La luna e il falò
 
 PONTELATONE: Brevi cenni storici 
  
Pontelatone in provincia di Caserta, è un comune il cui territorio è segnato da differenti caratteristiche morfologiche (Basso montane, collinari e pianeggianti) ed è circondato dall’andamento sinuoso del fiume Volturno.
Pontelatone panorama
 Di origine medievale, il piccolo centro abitato presenta tuttora tracce evidenti di “borgo fortificato” e sono ben distinguibili i ruderi di due torri quadrate, che hanno subito nel tempo notevoli trasformazioni per essere adibite l’una a campanile, l’altra alla funzione di casa canonica adiacente alla chiesa arcipretale.
A testimonianza della funzione che questo borgo ha esercitato nel tardo Medio Evo rimangono,oltre alla grandiosa torre,le tracce di un castello che, nel corso del tempo, sono state incorporate in costruzioni destinate a fungere da abitazioni civili.
Se non fosse stato per un re straniero il Comune di Pontelatone, come lo conosciamo oggi, non sarebbe esistito.Intendo non sarebbe esistito come entità giuridica autonoma.
Fu Gioacchino Murat,per volontà del cognato Napoleone Bonaparte insediato sul trono di Napoli, a disporre in tal senso provvedendo nel 1807 all’assegnazione a Pontelatone della frazione Treglia, che costituiva, dopo Formicola , il maggior centro abitato di tutta l’area della soppressa baronia di Formicola.
Pontelatone, le cui principali risorse economiche sono rappresentate dalle attività rurali e dal turismo. è vicino quanto basta ai centri urbani della Provincia (Caserta,Santa Maria Capua Vetere, Capua e l'area napoletana) e alle principali strade di comunicazione, ma lontano a sufficienza dal caos delle città .
Rappresenta quindi il giusto compromesso tra paese e città, dove è possibile recuperare la vivibilità e la tranquillità del paese senza rinunciare alla vicinanza del posto di lavoro e alle comodità che offre la città.
La comunità dei latonesi ,degli attuali 1520 abitanti , è distribuita nel capoluogo comunale, nella località di Treglia e negli aggregati urbani minori di Casalicchio, Funari e Savignano nonché in un elevato numero di case sparse.
TREGLIA
Treglia, la frazione più vasta e più densamente popolata del Comune, esprime una propria individualità, per storia,cultura, economia.
A nord dell’abitato dell’attuale frazione è presente l’insediamento archeologico di “Trebula Balliensis”, già parzialmente esplorato e studiato, che rappresenta uno dei giacimenti archeologici dal maggiore potenziale scientifico e culturalmente evocativo di tutta la Provincia di Caserta.
Treglia-Panorama
L’antica città di Trebula fu fondata dai Sanniti intorno al IV secolo a.C. per controllare la strada che attraversava i Monti Trebulani e congiungeva la pianura della Casilina con i centri di Traguni ed Allifae. Dopo la battaglia di Canne fu sotto il dominio di Annibale, successivamente diventò municipio romano con il nome di Trebula Balliensis e fu distrutta dai Saraceni(o più probabilmente un terremoto) nel IX secolo. 
Trebula fu rinomata nell’antichità come stazione climatica e luogo d’ozio di patrizi ed illustri romani.
Marziale la descrive fredda anche nella stagione estiva"umida quae gelidas submittitt Trebula valles et viridis Cancri mensibus alget ager", Plinio celebra i suoi  vini generosi e Marziale  i suoi saporosi formaggi, cui attribuisce un doppio pregio nella ricotta e nel conciato
Oggi, dell’antica città sono visibili l’imponente cinta muraria sannitica all'interno della quale si è poi sviluppata la città romana, i resti di un acquedotto, di un piccolo teatro e il complesso termale con l’area circostante.venuto alla luce nel 1976, durante i lavori di apertura della strada che congiunge la strada provinciale con località Le Campole.
Quando sono nato,Treglia contava circa 800 abitanti, oggi ne conta meno della metà.
Nella frazione, le risorse del luogo hanno sempre permesso unicamente un'economia di sussistenza e, in molti casi, non sono state in grado di garantire la sopravvivenza di tutti i famigliari; per questo motivo a cavallo degli anni 1950 1960 si e' assistito ad una forte emigrazione diretta soprattutto verso gli Stati Uniti, il Canada e la Svizzera. 
A Treglia sono nato, a Treglia ho vissuto la mia infanzia, tra le sue strade e i suoi vicoli ho vissuto la mia adolescenza e la prima giovinezza.
Finite le elementari, ho fatto la scuola media a Capua, fino al 1963 non era presente a Pontelatone una scuola media statale. Conseguito il diploma di scuola superiore, dopo un anno di insegnamento in una scuola sussidiata dal Comune a Savignano, mi iscrissi all'università, all'Orientale di Napoli. Come me, prese la stessa decisione il compianto amico e compagno di scuola Peppe Ragozzino.
Volevamo imparare le lingue, girare il mondo. 
Andò diversamente, io a Torino all’Inps, lui qualche anno più tardi alle Poste a Trana in provincia di Torino  (successivamente rinunciò alle Poste per l’insegnamento). Eravamo proiettati verso il mondo del lavoro e la realizzazione di una “normalità” da conquistare il più presto possibile.
 TORINO
Torino io l'ho conosciuta nel 1968, quando avevo poco più di vent'anni.
Severa, rigorosa, diffidente verso i "napuli" (per i piemontesi tutti i meridionali erano " napuli").
Con Torino non è stato amore a prima vista, mi ha conquistato piano piano con la sua bellezza e il suo fascino dall'eleganza ordinata.
All'inizio l'ho detestata, ma poi magicamente quando si è trattato di ripartire mi è dispiaciuto lasciarla. 
Tuttavia, fu mia moglie ad essere più afflitta. Eravamo sposati solo da due anni . Lei mi aveva seguito volentieri a Torino, desiderosa di allontanarsi dalla stretta vita del nostro piccolo paese. 
Abitavamo in un grazioso appartamento nella  zona di Santa Rita. 
"Ma chi te lo fa a fare, meglio vivere da soli, tu non sai quanto  è complicata la vita di coppia" mi avevano avvertito i colleghi sposati quando avevo annunciato il mio matrimonio.
E, in effetti, solo dopo che vivi insieme ti rendi conto di come è veramente il rapporto a due. A noi è andata bene, a oggi siamo arrivati a 51 anni di matrimonio. 
L'anno successivo al matrimonio, all' ospedale S. Anna di Torino, nacque la nostra primogenita, Vincenza Carmela, così chiamata in omaggio a mia madre e alla Patrona di Treglia, la Madonna del Carmine. 
Ci sentivamo bene a Torino e inoltre si andavano aprendo per me interessanti prospettive di carriera. Tuttavia  la nostalgia per il paese natio prese il sopravvento.
A Torino ho vissuto dal 1968 al 1974. Quelli furono anni intensi, di profondi cambiamenti, con l’emergere delle contraddizioni di un malessere profondo in seno alla società italiana che sfociava nelle contestazioni giovanili studentesche e negli scioperi nelle grandi e piccole fabbriche. 
In questo contesto non mancarono episodi di violenza per la conquista di diritti civili, di libertà e di uguaglianza che poi portò all’approvazione dello Statuto dei lavoratori nel 1970.
Prima del ‘68 , eravamo  un sistema ingessato, praticamente bloccato,dove pochi avevano la possibiità di accedere ai piani alti delle professioni elitarie: professori universitari, magistrati e giudici,avvocati, alti funzionari dello Stato. Questi provenivano dall'alta borghesia e.  dalle consolidate famiglie alla guida delle grandi industrie. Erano conoscitori  e portatori dei grandi valori della cultura classica, delle arti, della musica, del sapere, ma anche inavvicinabili, scostanti e supponenti.
Quelle lotte hanno dato a tutti (o quasi) la possibilità di accedere alle professioni elitarie e i valori sono cambiati.  Sono quelli popolari, dell'entusiasmo, della competizione e, voglio sperare, anche quelli della comprensione.
Purtroppo, da una idea giusta, si è poi sviluppato un sistema che non sempre premia i migliori, ma quei furbetti che hanno sostituito la supponenza con la superficialità e l'arrivismo.
 
Ricordo
Negli anni 60-70 a Torino, c'era un piccolo spazio in piazza Carlo Felice, sul lato di Porta Nuova, conosciuto come "Montecitorio", dove chiunque volesse poteva tenere discorsi pubblici, in uno stile simile a Hyde Park. Altri si scambiavano discussioni appassionate sulla politica.
Giardino di Piazza Carlo Felice (TO)     
 
Corteo, via Roma, Torino anni 70

Ho frequentato assiduamente Piazza Carlo Felice per circa due anni. È lì,  credo sia nata la mia passione per la politica, alimentata anche dalla partecipazione alle manifestazioni per i diritti civili e sociali e dalla lettura  per diversi anni di Settegiorni, una rivista settimanale che promuoveva il dialogo e la battaglia politico-culturale, vicina alle posizioni della sinistra sociale della DC.
Le esperienze di vita e professionali accumulate durante quegli anni a Torino, lontano dalla mia terra, hanno plasmato il mio carattere e mi hanno spinto a dare sempre il massimo, esigendo impegno e dedizione sia da me che dagli altri.
Con questo spirito, nel 1974, sono tornato nel mio paese con la decisione
di contribuire alla crescita sociale, culturale, economica di una comunità non adeguatamente governata.
Elezioni 1975
In vista delle elezioni comunali del 1975, un gruppo di giovani cercò di formare una lista di rinnovamento, un tentativo troppo ambizioso per quei tempi che non andò a buon fine.
Le elezioni si svilupparono come una contrapposizione tra due liste, con un'accentuata divisione tra il comune capoluogo e la frazione. 
L'esito delle elezioni appariva incerto, e lo scrutinio fu particolarmente teso. Nonostante sembrasse quasi certa la vittoria della  lista del capolista della frazione Vincenzo Parillo, alla fine si affermò la lista del sindaco uscente Francesco Cutillo causando amarezza tra i sostenitori della frazione.
La delusione raggiunse livelli così elevati che si verificarono scontri quando i cittadini della frazione bloccarono l'incauto corteo di festeggiamenti dei vincitori all'ingresso del paese.
 
Il Setaccio
Mentre si svolgeva lo scrutinio venni a conoscenza di una strana pratica divinatoria, a me del tutto sconosciuta, che poi seppi essere denominata "coscinomanzia".
Pratica ancora in uso nel secolo scorso nelle regioni meridionali dell’Italia , oggi pressoché scomparsa,
Nonostante dallo spoglio delle schede sembrasse quasi certo che vincesse la lista del prof. Vincenzo Parillo contrapposta al sindaco uscente  cav. Francesco Cutillo, la signora C. sosteneva con fervore che avrebbe vinto la lista di quest’ultimo perché lei aveva fatto il setaccio ed aveva avuto una risposta in tal senso.
La" coscinomanzia" si faceva con il mezzo di un setaccio e delle forbici puntate nel cerchio del setaccio, sorrette da due persone.
La coschinomante  e una persona del gruppo, da lei designata, poste una di fronte all’altra, sollevavano forbici e setaccio e reggevano in sospensione il tutto, avvalendosi solo della punta dei polpastrelli degli indici della mano destra contrapposti alla base degli anelli della forbice.
Dopodichè rivolgevano la domanda, ripetuta tre volte, alla Santissima Trinità nella formula di implorazione: Santissima Trinità, dimme se .. Santissima Trinità, dimmi se si verificherà il tale evento .
Se durante la formulazione della domanda, ripetuta tre volte, o subito dopo, il setaccio cominciava a ruotare secondo l’asse verticale che coincideva con le lame delle forbici la riposta oracolare era affermativa. Se, al contrario, gli indici restavano ben fermi e quindi anche il setaccio rimaneva fermo, la risposta era negativa. 
Superfluo dire, per chi mi conosce, che personalmente non ho mai creduto a fattucchieri, cartomanti , tanto meno alle coschinomanti. 
I primi impegni -Anni 1975-1980
Nel corso delle elezioni del 1975, fui eletto consigliere e successivamente nominato assessore supplente. All'epoca, la nomina del Sindaco e degli assessori ricadeva sotto la responsabilità del Consiglio Comunale. 
Nutrivo grandi speranze di poter introdurre significativi cambiamenti.
Tuttavia, mi resi conto di trovarmi di fronte a una realtà estremamente ostica: gli amministratori mostravano scarsa apertura mentale e mancanza di visione, concentrati unicamente sulla gestione del momento. 
Erano intrappolati in  fazioni e in un campanilismo strisciante tra il capoluogo e le frazioni. Inoltre, nonostante non avessi avuto alcuna responsabilità nella gestione amministrativa passata, gran parte degli abitanti della frazione mi guardava con ostilità, alimentata anche da un giornale locale scandalistico, "La Scopa" , che prendeva di mira i sindaci delle nostre zone.
L'atmosfera di aperta avversione che sentivo quando entravo nel bar del paese mi provocava forte disagio e rendeva impossibile qualsiasi tentativo di dialogo chiarificatore.
Nonostante queste difficoltà, decisi di non arrendermi e cercai di fare del mio meglio. 
A quel tempo, il Comune era prevalentemente agricolo. Mi recai all'Ispettorato agrario, all'epoca, responsabile delle strade rurali, dove incontrai un funzionario proveniente casualmente dal nostro stesso Comune (il geom./perito agrario Giovanni Scirocco,proprietario della Massariella in via Ponte Pellegrino).
Si lamentò del fatto che, nonostante il Comune avesse ottenuto da tempo i finanziamenti per rendere carrozzabili due strade mulattiere ( Forelle-OrtoViole e Campole), il Sindaco non aveva preso provvedimenti per avviarne la realizzazione. Mi adoperai affinché queste strade venissero finalmente costruite.
Quando nel 1976 iniziarono i lavori per la strada Campole, emersero le Terme di Trebula Balliensis, un antico sito abitato già in epoca preromana (per insufficienza dei soldi, della strada Campole venne realizzato solo un primo tratto.Verra' completata successivamente)
Nella frazione mancava un campo di calcio molto desiderato dai ragazzi e dai giovani del luogo. Sebbene il sindaco fosse favorevole, non c'erano fondi disponibili sufficienti nel bilancio comunale per la sua realizzazione. Cercammo quindi  strade alternative e individuammo un terreno di proprietà della Diocesi, in affitto al colono Luigi Parillo. Attraverso un comune amico, riuscii a ottenere come richiesto dalla Diocesi, la dichiarazione del colono(resa in presenza del rappresentante dei coltivatori diretti) di rinuncia, senza alcuna pretesa, al contratto di affitto, a condizione che il terreno diventasse un campo di gioco per i giovani del paese. 
I lavori per la realizzazione del campo furono eseguiti in economia e con il prezioso contributo lavorativo volontario soprattutto di Pasquale Gravante.
Nel Comune non c'erano scuole materne statali. Se quella nel capoluogo, gestita dalle suore, incontrava il favore della popolazione, quella nella frazione, gestita in modo inadeguato dal CIF di Caserta, causava problemi soprattutto a causa dell'insegnante con difficoltà psichiche.
Nonostante le richieste di sostituzione, il problema persisteva. Decisi quindi di portare la questione in Giunta per deliberare sull'istituzione di una sezione di scuola materna statale. Mi fu suggerito di desistere per non scontrarmi con la potente presidente del CIF, stretta collaboratrice del Vescovo. Inoltre, mi venne detto che ottenere l'autorizzazione dal Ministero sarebbe stato complicato. Nel frattempo, subivo attacchi anche dal giornale "La Scopa", che arrivò a definirmi un assessore "senza cuore" per il fatto che avevo chiesto l'allontanamento dell' insegnante. 
Allo stesso tempo, mi veniva consigliato di lasciar perdere poiché avrei potuto trarne vantaggi per la mia carriera presso l’istituto pubblico in cui lavoravo, dato il legame di parentela del padre  dell'insegnante con un dirigente della Direzione generale dell’Istituto.
Nonostante le pressioni, decisi di non arrendermi e mi recai a Roma presso il Ministero della Pubblica Istruzione. Mi informarono che per istituire la scuola materna bastava una delibera della giunta comunale, impegnandosi a mettere a disposizione locali e attrezzature.
Organizzai quindi la sospensione della frequenza dei bambini alla scuola, con il totale supporto e l'adesione convinta dei genitori. 
Dopo alcuni giorni, la Giunta comunale deliberò l'istituzione della scuola materna, decisione accolta dal Ministero.
Dal 1975 al 1980, quegli anni rappresentarono per me un periodo di significativo apprendistato. Durante questo periodo, ho avuto modo di imparare molto, soprattutto grazie ai consigli del rag. Chirilli e del rag. Piccirillo, due segretari comunali di "vecchio stampo".  Parallelamente, mi sono dedicato alla lettura di riviste specializzate che trattavano temi riguardanti gli enti locali, contribuendo così alla mia formazione amministrativa.
Nel 1975, il Comune di Pontelatone contava circa 1700 abitanti con una densità abitativa pari 52,71 abitanti per Km quadrato. Questo basso numero di residenti su un territorio esteso 32,25 Km quadrati aveva fatto emergere, già allora, rilevanti criticità: a) alti costi per assicurare servizi efficienti (ad esempio il trasporto scolastico) b) mancanza di un piano di fabbricazione, per il quale si sarebbero dovuto. assumere iniziative già anni prima.
Il 6 agosto  del 1967 era stata approvata la legge n.765 che  aveva imposto l'obbligo della licenza edilizia per attuare costruzioni in ogni parte del territorio.Inoltre, aveva posto drastiche limitazioni all'edificazione in assenza di strumenti urbanistici :a) fuori del perimetro dei centri abitati definito ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765, l’edificazione a scopo residenziale non può superare l’indice di metri cubi 0,03, per metro quadrato di area edificabile;
b) nell’ambito dei centri abitati definiti ai sensi dell’articolo 17 della legge 6 agosto 1967, n. 765, sono consentite soltanto opere di restauro e di risanamento conservativo, di manutenzione ordinaria o straordinaria, di consolidamento statico e di risanamento igienico;

Tali norme penalizzavano soprattutto la frazione Treglia, che presentava una proprietà fondiaria estremamente parcellizzata,  e il centro storico di Pontelatone.
Queste zone, privandosi della possibilità di nuove costruzioni, vivevano in  una situazione di stallo, mentre gli abitanti dela frazione, trovandosi in una situazione di impasse, stavano già da tempo optando per l'acquisto di immobili in altri comuni, utilizzando i loro risparmi frutto per lo più di un lavoro svolto all'estero.
Per attenuare tale inconveniente  e recuperare il recuperabile feci pressioni affinchè venisse approvato con urgenza un piano urbanistico ben strutturato, mirato a ridurre la dispersione degli insediamenti, concentrando lo sviluppo edilizio in determinate aree.
Purtroppo, mentre si diceva di condividere la mia tesi, di fatto non veniva assunto alcun provvedimento concreto al riguardo.
Il comportamento dilatorio mi fece avvertire un senso di frustrazione, di non riconoscimento del mio ruolo.
Ero legato al Sindaco da sincero affetto, sin da quando, io ragazzino, venne eletto con mio padre alla guida del comune, ma andavo avvertendo che la mia spinta propulsiva che cercavo di portare all’interno dell’amministrazione veniva vanificata da una politica conservatrice ed elettoralistica per cui le posizioni cominciarono a  divaricare         
 
la storia continua......prossimamente                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              

 

lunedì 6 novembre 2023

 Risalire la china insieme: la via per il rilancio del nostro Comune

Il nostro Comune si trova in una situazione di grave crisi finanziaria, una condizione che non è certo imputabile all’amministrazione attualmente in carica. 
Tuttavia, sembra che l'attenzione principale sia rivolta al risanamento delle casse comunali, con poche iniziative in altri campi e una sensazione di chiusura a riccio da parte dell'amministrazione. Questo atteggiamento sta contribuendo a creare uno stato di asfissia che va invertito al più presto.
Serve un rinnovato patto di fiducia con i cittadini, che coinvolga attivamente la comunità nel processo di ripresa. 
Durante la mia breve passata legislatura, è stato approvato un Regolamento dei gruppi di lavoro con l'obiettivo di favorire la partecipazione dei cittadini. 
Questi gruppi avrebbero dovuto svolgere un ruolo fondamentale nella ricerca, nello studio, nelle proposte e nella collaborazione con il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale. 
Tuttavia, a causa della pandemia di Covid-19, i gruppi, tra cui quello primario che si sarebbe dovuto dedicare alla valorizzazione del patrimonio storico-archeologico e del turismo sostenibile, non sono stati istituiti. 
È ora più che mai opportuno riprendere in considerazione l'istituzione di questi gruppi di lavoro , in quanto rappresentano una risorsa preziosa per coinvolgere i cittadini nel processo decisionale e nello sviluppo del nostro Comune.
La partecipazione dei cittadini non dovrebbe essere vista come un dovere esclusivo di qualcuno, ma come una responsabilità condivisa da tutti. 
Il nostro Comune ha bisogno di ritrovarsi e guardare al futuro con speranza. Questo richiede una nuova disponibilità a imparare dagli errori, a superare personalismi e livori personali, e a lavorare insieme per affrontare e risolvere i problemi che affliggono la nostra comunità
La responsabilità e la partecipazione di tutti sono essenziali per superare le sfide attuali e costruire un futuro migliore per il nostro Comune.
E' fondamentale che l'amministrazione comunale e i cittadini lavorino insieme per superare le difficoltà finanziarie e promuovere lo sviluppo del nostro Comune.
La partecipazione attiva dei cittadini attraverso i gruppi di lavoro e un rinnovato patto di fiducia sono passi importanti verso la realizzazione di questo obiettivo. 


domenica 5 novembre 2023

I Sindaci e il Paradosso del Governo del Territorio

In Italia, dopo ogni alluvione o disastro naturale parte il solito cliché. In radio e TV, prende il via il rituale mediatico del "giorno dell'orgoglio", della ripartenza e si elogiano i cuori generosi dei volontari.
E a questo si affiancano invariabilmente le interviste ben disposte verso i sindaci, immancabilmente eroi, inevitabilmente amati dalla gente. 
Come non fossero loro, gli amministratori locali dei disgraziati Comuni italiani, i responsabili del consumo del suolo  e dei piani urbanistici che spesso contribuiscono ai disastri. 
Se c'è in Italia un potere quasi onnipotente sul governo del territorio, questo è dei sindaci e dei presidenti delle Regioni subito dopo
Tuttavia, in un'era post-umana, dove i confini della ragione si sfumano nel cyberspazio, i sindaci possono presentarsi come vittime anziché come i principali responsabili del cattivo governo del territorio, atavica piaga di un Paese che già a fine Ottocento uno studioso e senatore, Giustino Fortunato, definiva dello “Sfasciume pendulo”. 
Lui si riferiva solo alla Calabria: adesso è tutto il Paese: abbiamo fatto progressi.

Vista la risonanza sui social dell'area archeologica dell'antica Treglia, per chi vuole sapere qualcosa in più su questo luogo, ripo...