venerdì 8 luglio 2022









 

 


C'ERA UNA VOLTA....COME ERAVAMO. IMMAGINI DAL PASSATO. La storia non è fatta solo 

La storia non è fatta solo di grandi avvenimenti che hanno cambiato la nostra vita. La storia è fatta anche di vicende singole, di scampoli di vita quotidiana, di ricordi intimi e pubblici. E’ il privato che ognuno di noi conserva nel cassetto. Tutto ciò è un valore umano e collettivo. 
Questa raccolta di vecchie fotografie restituisce uno spaccato della storia familiare e collettiva di Treglia, a partire dalla fine della  2° guerra mondiale. Alcune di queste immagini mostrano luoghi modificati nel corso degli anni. Altre aggono persone sono foto di gruppi di persone che ci raccontano la vita sociale, le feste, i funerali, momenti di una vita collettiva che manteneva unita l’intera comunità. 


Un piccolo teatro della memoria di un paesino dove apparentemente non vi è traccia del mondo, della grande storia, quella della nazione, le guerre, il mutare dei regimi. Eppure, a ben guardare, i segni della storia sono intuibili da tanti piccoli dettagli.

 

 Osservate ad esempio la foto dei reduci garibaldini che mostrano con fierezza le medaglie delle loro campagne, oppure la fotografia che ritrae dei ragazzi con la divisa da balilla. Magari senza le animosità che si sono manifestate altrove, ma anche qui il vento delle vicende politiche del paese s’è fatto sentire eccome. Altre foto ci fanno ritornare ad aneddoti della storia paesana non scritti. Una di queste è quella che ritrae il ritorno a casa di un reduce dalla guerra di Etiopia nel Natale del 1936. Il reduce cittadino rimase sorpreso da un accoglienza con banda, fotografo e autorità, che in realtà attendevano un’altra persona. Data la messinscena si può immaginare che tipo di personaggio fosse atteso nel 1936. Su un’ultima fotografia piace soffermarci, essa costituisce una sorte di sigillo dell’intero album: ritrae un gruppo di bambini del borgo seduti sugli scalini della chiesa di San Giovanni, che sorridono scomposti e disinvolti davanti al fotografo. Se questa foto non fosse a colori ci apparirebbero diversi dai bambini di oggi e invece a guardarla bene sembra che nulla sia mutato, prevale una sensazione di fissità. Eppure il paese e le persone sono cambiate, nel borgo, o inrmai da anni, non vi crescono più i tanti bambini di una volta. Nel borgo ormai è dato solo invecchiare e perché qualcuno vi è rimasto o perché qualcuno vi ritorna. È un paradosso, ma forse sono proprio loro, i vecchi, il segno che il borgo oggi ancora vive. 

 

 E’ comunque necessario che io rimetta i piedi per terra e mi accontenti di osservarli quei luoghi che alla fin fine non sono cambiati più di tanto, almeno nel loro aspetto più tangibile; sembrano invece cambiati i buscoldesi, e di certo lo sono perchè alcuni se ne sono andati per sempre, molti sono partiti e i miei amici di un tempo hanno “legato” con altri amici che io neppure conosco...ciononostante ogni volta che mi avvicino a Buscoldo il cuore mi batte forte, fiducioso di riscoprire volti amici e voci amiche... poi alla fine, un pò deluso ma non rassegnato entro nel “mio paese” quasi da straniero.
Le uniche cose che riconosco veramente sono quelle “immutabili” come la “mia chiesa”, la “mia scuola” e qualche strada che in tempi lontani ho percorso in lungo e in largo con la mia piccola bicicletta da corsa.
Ora, per rivedere il mio “paese”, e voi con me, è sufficiente scorrere le immagini che si trovano più avanti, nulla di particolarmente eclatante, solo la realtà di ieri e di oggi: immagini che potranno e dovranno restare nel cuore di chi si sente veramente buscolde
se... e lì piantare le radici.
La visita inizia dal lato sud di Buscoldo, dalla parte delle “mie scuole”, quelle di ieri e quelle di oggi.

 Si dice che la nostalgia è prerogativa degli anziani, e io lo sono, ma penso che a qualsiasi età si possa godere del piacere della nostalgia senza essere definito retrò o nostalgico. È bello pensare al passato vedendo le immagini rileggendo alcune lettere scritte dalle persone care. Si sorride, a volte si soffre e ci si rattrista.
Io mi emoziono vedendo le ingiallite foto del mio paese negli anni cinquanta del secolo scorso, ed altre foto che mostrano la gioventù, mi emoziono, vedendo le foto dei miei compagni di classe, o quella degli amici con i quali si discuteva, si scherzava e qualche volta litigava. Ritorno indietro con il pensiero, vedo, commento , ma poi rimangono solo le foto.

 


Acerra Pasquale-soldato compagnia                   Antonio Sciroccosoldato guerra 1915-1918
di sanità Guerra 1915-1918











 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 



 
 
 
 
 
Pasquale Marra



Alunni della classe 1931-1932




bambiniscuola materna anni "60






 Domenico De Matteo e Pasquale Lombardi, 
in braccio Nino Carusone(di Fratta)e Franco Izzo
 
 
 
 
 
matrimonio Pasquale Vecchio-Caterina-Negri
 







 
 
 
 
 
matrimonio Luigi Sabino-Angela Izzo











Prima comunione Carmela D'Agostino
 

 





 
 
 
 
 Palo della cuccagna angolo via Grande-
 
 
 
bambini asilo
 
 
 
 
 



Zeppetelli Salvatore

 Antonio Sabino,Nicola Russo e Pasqiale LombardiAngelo Lettieri con la moglie Rosa Zacchia e i figli Lina e Vincenzo



Raimondo Parillo: Avvocato-Consigliere Provinciale
 




 
Emigrati
Alcune foto di Trebulani emigrati all'estero. I Trebulani  che sono andati a vivere altrove nel coeso dei decenni sono veramente tanti.Addirittura se si considerano anche i lorp discendenti è facile stimsre che esiste  un'altra Treglia virtuale grande come qiella reale. E' difficile trovare un Trebulano che non abbia avuto un familiare, un parente, un amico chge per motivi di lavoro (i più) o per altri interessi non sia emigrato altrove
 
 
 
 
 













sabato 18 giugno 2022

lunedì 13 giugno 2022

LA BOLLETTA  DELLA CORRENTE PREOCCUPA PIU' DELLE CORRENTI DEL CSM

 

 


Cinque quesiti referendum 12-6-2022

Chi aveva proposto questi 5 referendum ha fallito: il quorum è stato bassissimo, e i 5 quesiti, pur se importanti, non hanno appassionato i cittadini italiani.
 
   Corriere della sera di lunedì 13-6-2022https://xoom.virgilio.it/source_filemanager/su/up/supermik/2022_varie/Repubblica_2022-06-13_01_Citt%C3%A0-centrodestra-avanti-Lega-fallisce-i-referendum.jpg
Davvero pensavano che restituire ai condannati la possibilità di occupare poltrone istituzionali fosse fra le priorità dei cittadini?
Davvero pensavano che limitare i casi della carcerazione preventiva potesse piacere ai cittadini che da decenni si lamentano per tutti i casi in cui vedono delinquenti che “vengono arrestati ma poi il giorno dopo escono subito”?
Davvero pensavano che ai cittadini disoccupati, costretti a scegliere fra il reddito di cittadinanza o un lavoretto sottopagato potesse appassionare la separazione delle carriere dei magistrati? 
Davvero pensavano che le famiglie, dopo due anni scolastici tra didattica a distanza, esami con la mascherina, esami da sostenere con mille difficoltà, potesse interessare “l’ammissione dei laici nel sistema di valutazione dei magistrati”?
Davvero pensavano che le famiglie, costrette all’ultima settimana del mese a scegliere se pagare il conto del salumiere oppure le bollette del metano e della corrente, potessero appassionarsi al “grave problema delle correnti nel CSM”?
Certamente, i problemi toccati dai cinque referendum sarebbe utile risolverli. Ma non era nel cuore della gran parte degli italiani che, dopo due anni di pandemia e un trimestre di Guerra che sta aggravando una situazione economica già critica in partenza, non avevano certo voglia di mettere la testa dentro ai problemi della Giustizia e della Magistratura. Problemi che purtroppo esistono, e che una buona Riforma dovrebbe affrontare. 
Ma che devono affrontare i politici in parlamento, senza costringere milioni di cittadini a improvvisarsi esperti.

Vista la risonanza sui social dell'area archeologica dell'antica Treglia, per chi vuole sapere qualcosa in più su questo luogo, ripo...