domenica 13 aprile 2014

CANCELLATA DETRAZIONE CONIUGE A CARICO?  
Brutta sorpresina per tutte le famiglie all’interno della legge delega per la riforma del mercato del lavoro, il cosiddetto Jobs act.
Il governo Renzi, nella norma, ha inserito una “postilla” che punta alla cancellazione delle detrazioni per il coniuge a carico, vala a dire  tagli ad alcune detrazioni fiscali come quelle relative al coniuge a carico, finora concesse ai nuclei monoreddito.
L’allarme è stato lanciato da Avvenire, quotidiano di riferimento della Cei, che ha scoperto che questo taglio si trova all’interno della legge delega, un po’ nascosto per la verità, e per la precisione nell’ultima pagina della scheda, dove si fa riferimento al capitolo dedicato alla «Delega in materia di conciliazione dei tempi di lavoro con le esigenze genitoriali».
Al punto c) si legge: «Abolire la detrazione per il coniuge a carico e introdurre il tax credit, quale incentivo al lavoro femminile, per le donne lavoratrici, anche autonome, con figli minori e che si trovino al di sotto di una determinata soglia di reddito familiare».
Traducendo: si abolisce la detrazione per il coniuge a carico e si introduce un incentivo per quelle donne che lavorano e hanno figli minori e sono al di sotto di un certo reddito.

Cosa cambierà. Questa norma cancellerà l’unico sostegno economico per le donne che scelgono di rimanere a casa per curare i figli e gli anziani genitori.
Una scelta penalizzante, dunque, anche se economicamente modesta – si tratta infatti di circa 800 euro l’anno per i redditi medio-bassi, riconosciuti al marito o alla moglie che lavora, mentre l’altro coniuge rimane a casa.
Il rischio è quello che la famiglia (in particolare le donne) si troverà a dover delegare badanti o baby sitter alle quali girare il reddito che si guadagna con l’impiego esterno .(p.a.)

sabato 12 aprile 2014


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Si chiama o#campolibero, ed è il piano di azioni per semplificazioni, lavoro, competitività e sicurezza studiato dal governo per il settore agroalimentare, con alcune interessanti misure: mutui a tasso zero per imprese agricole condotte da giovani under 40; incentivi all’assunzione di giovani; credito d’imposta per e-commerce; credito d’imposta per piattaforme distributive all’estero; apertura Società agricola in 60 giorni (Riduzione dei tempi del silenzio/assenzo); semplificazioni per la vendita diretta; sportello telematico automobilistico anche per settore agricolo; semplificazioni per settori biologico e vitivinicolo

giovedì 10 aprile 2014

UN PENSIERO AL GIORNO

 "In tempo di inganno universale, dire la verità diventa un atto rivoluzionario"

(George Orwell)

mercoledì 9 aprile 2014

Provincia

La settimana scorsa la Camera dei deputati ha approvato definitivamente il disegno di legge che prevede l'abolizione delle province. In realtà , in attesa della riforma del titolo V della Costituzione ,le Province non scompaiono, ma si svuotano di competenze e si trasformano in enti territoriali di area vasta di secondo grado, guidati da un presidente indicato dai sindaci e dai consiglieri comunali della Provincia, il quale governa il territorio con l’Assemblea dei sindaci e il nuovo Consiglio provinciale formato da 10 a 16 componenti scelti tra gli amministratori locali.
In poche parole i  presidenti di Provincia non saranno più eletti dai cittadini, ma indicati all’interno di una assemblea formata dai sindaci dei Comuni del territorio di riferimento. Ad esempio, il futuro presidente della Provincia di Caserta sarebbe  scelto tra i sindaci dei Comuni della zona  e percepirebbe soltanto lo stipendio da sindaco.
Nulla cambia anche per gli  impiegati provinciali, che rimarranno anche loro negli attuali uffici. Insomma, le Province continueranno a esistere sotto mentite spoglie e continueranno a essere guidate dalla politica, solo senza l’elezione diretta degli organismi di vertice da parte dei cittadini italiani!
Per quanto riguarda il relativo taglio dei costi della politica – che deriverebbe da quella che sembra più un’operazione di facciata che di sostanza – anche la Corte dei conti ha giudicato il ddl Delrio “inefficace” !
Le competenze provinciali vengono trasferite a Regioni e Comuni, ad eccezione dell’edilizia scolastica , della pianificazione dei trasporti e della tutela dell’ambiente.
Fino al 2015 saranno rette da commissari. Fino a quando non prenderanno vita i nuovi enti le Province saranno rette da commissari (si tratterà degli attuali presidenti di Provincia che cambieranno nome in commissari) in quanto non si voterà per le rielezioni degli organi provinciali in scadenza nel 2014.
Il vero pilastro della riforma è la nascita delle città metropolitane. A partire dal primo gennaio 2015: Napoli, Milano, Torino, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Venezia e Reggio Calabria (quest’ultima dal 2016) saranno i nuovi Comuni metropolitani. A questi va aggiunta Roma Capitale, con poteri speciali. Dieci in tutto, per cominciare, a cui in futuro si uniranno Palermo, Messina, Catania, Cagliari e Trieste (serve un provvedimento delle Regioni a statuto speciale in cui ricadono). A regime le nuove 15 grandi aree territoriali sostituiranno le Province in termini territoriali. A guidarle sarà un sindaco metropolitano che, a differenza dei presidenti delle “nuove Province” potrà anche essere eletto, ma solo nel caso venga previsto da un’apposita legge. In caso contrario, il presidente coinciderà con il sindaco della principale città e non percepirà alcuna indennità aggiuntiva. La città metropolitana avrà altri due organi: il consiglio metropolitano, indicato dal sindaco, organo di indirizzo e controllo, e la conferenza metropolitana, composta dai sindaci dei Comuni del territorio, che delibererà lo statuto e avrà funzione consultiva sul bilancio.
Altra novità la disciplina delle Unioni dei Comuni che diventerà più semplice, con due sole tipologie: quella per l’esercizio associato facoltativo di funzioni specifiche e quello per l’esercizio obbligatorio delle funzioni fondamentali.  Per quest’ultima viene confermato il limite demografico ordinario pari ad almeno 10.000 abitanti, ma viene abbassato per i soli comuni montani a 3.000, e viene spostato il termine per l’adeguamento dei comuni all’obbligo di esercizio associato delle funzioni fondamentali dal 1* gennaio al 31 dicembre 2014. E’ prevista la gratuita’ delle cariche negli organi delle unioni di comuni ed e’ estesa l’applicabilita’ delle disposizioni in materia di ineleggibilita’, incandidabilita’, incompatibilita’ e inconferibilita’ relative ai comuni con popolazione superiore a 5.000 abitanti al primo mandato degli amministratori del comune nato dalla fusione o delle unioni di comuni con popolazione inferiore a 5.000 abitanti.
Per i piccoli Comuni  in generale viene stabilito che per i Comuni con popolazione fino a 3mila abitanti il consiglio comunale è composto, oltre che dal sindaco, da dieci consiglieri e il numero massimo degli assessori è stabilito in due; per i Comuni con popolazione superiore a 3mila e fino a 10mila abitanti, il consiglio comunale è composto, oltre che dal sindaco, da dodici consiglieri e il numero massimo di assessori è stabilito in quattro. Nelle giunte dei Comuni con popolazione superiore a 3mila abitanti, nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura inferiore al 40 per cento, con arrotondamento aritmetico. Ai sindaci dei Comuni con popolazione fino a 3mila è consentito un numero massimo di tre mandati.


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sabato 5 aprile 2014

Sogna ragazzo sogna

Sognate ragazzi. Buona domenica a tutti Voi, con una canzone del "professore" che vi invita a sognare, a vivere la vita con orgoglio e dignità e ad affrontare con coraggio le sfide che la vita pone.


giovedì 3 aprile 2014

Il Cud INPS

Il Cud dell’Inps quest’anno potrà essere ottenuto anche presso i Comuni e le pubbliche amministrazioni che hanno sottoscritto un protocollo con l’istituto di previdenza.
Con la circolare 45 del 28/03/14 l’Inps ha comunicato le modalità di rilascio del certificato unico dei redditi. Oltre ai Comuni sono confermati i canali già disponibili l’anno scorso:
-sito internet dell’Inps utilizzando il codice personale (Pin);
-spedizione a casa se il titolare lo richiede al call center (800-43-43-20);
-spedito alla casella di posta elettronica certificata del pensionato;
-rilascio da sedi territoriali Inps, uffici postali appartenenti alla rete “Sportello amico”, patronati, Caf e professionisti abilitati all’assistenza fiscale;
-sportello amico per gli over 85 titolari di indennità di accompagnamento.

Il Cud può essere rilasciato anche a un delegato o agli eredi del titolare.

mercoledì 2 aprile 2014

E' FINITA UN'EPOCA
Quando circa 40 anni, vincitore di concorso, "emigrai" a Torino, nella città si "sentiva" la Fiat  dappertutto. Perché la Fiat, per Torino,non è stata solo auto. E'stata molto di più, istruzione, cultura, sport,stile di vita.
Allora per il classico Torinese dire " lavoro alla Fiat" era un onore, un motivo di vanto.
Ricordo con quanto orgoglio la signora F., mia dirimpettaia sul pianerottolo diventata  amica di famiglia, diceva "sono impiegata della Fiat".
A Torino ieri è finito un mondo, è tramontata una epoca.
Si è tenuta per l'ultima volta una assemblea di azionisti Fiat in città.
Il prossimo anno, l'assemblea si riunirà ad Amsterdam (Olanda), in un albergo anonimo vicino all'aeroporto. Che cosa resta del rapporto simbolico tra Fiat e Torino? tra Fiat ed Italia ?
Nulla. 
Ormai il mondo ha cambiato pagina, dell'Italia che fu quinto paese più industrializzato del mondo resta solamente la memoria, forse nemmeno la memoria. 

Vista la risonanza sui social dell'area archeologica dell'antica Treglia, per chi vuole sapere qualcosa in più su questo luogo, ripo...