domenica 10 marzo 2013

UN PATTO PER CAMBIARE. ORA

Caro Beppe Grillo, cari amici del Movimento 5 Stelle, 

Una grande occasione si apre, con la vostra vittoria alle elezioni, di cambiare dalle fondamenta il sistema politico in Italia e anche in Europa. Ma si apre ora, qui e subito. E si apre in questa democrazia, dove è sperabile che nessuna formazione raggiunga, da sola, il 100% dei voti. Nessuno di noi può avere la certezza che l’occasione si ripresenti nel futuro. Non potete aspettare di divenire ancora più forti (magari un partito movimento unico) di quel che già siete, perché gli italiani che vi hanno votato vi hanno anche chiamato: esigono alcuni risultati molto concreti, nell’immediato, che concernano lo Stato di diritto e l’economia e l’Europa.

Sappiamo che è difficile dare la fiducia a candidati premier e a governi che includono partiti che da quasi vent’anni hanno detto parole che non hanno mantenuto, consentito a politiche che non hanno restaurato ma disfatto la democrazia, accettato un’Europa interamente concentrata su un’austerità che – lo ricorda il Nobel Joseph Stiglitz – di fatto «è stata una strategia anti-crescita», distruttiva dell’Unione e dell’ideale che la fonda.
Ma dire no a un governo che facesse propri alcuni punti fondamentali della vostra battaglia sarebbe a nostro avviso una forma di suicidio: gli orizzonti che avete aperto si chiuderebbero, non sappiamo per quanto tempo. Le speranze pure. Non otterremmo quelle misure di estrema urgenza che solo con una maggioranza che vi includa diventano possibili.
Tra queste: una legge sul conflitto di interesse che impedisca a presenti e futuri padroni della televisione, della stampa o delle banche di entrare in politica; una legge elettorale maggioritaria con doppio turno alla francese; il dimezzamento dei parlamentari il più presto possibile e dei loro compensi subito; una Camera delle autonomie al posto del Senato, composta di rappresentanti delle regioni e dei comuni; la riduzione al minimo dei rimborsi statali ai partiti; una legge anti-corruzione e antievasione che riformi in senso restrittivo, anche aumentando le pene, la disciplina delle prescrizioni, bloccandole ad esempio al rinvio a giudizio; nuovi reati come autoriciclaggio, collusione mafiosa, e ripristino del falso in bilancio; ineleggibilità per condannati fin dal primo grado, che colpisca corruttori e corrotti e vieti loro l’ingresso in politica; un’operazione di pulizia nelle regioni dove impera la mafia (Lombardia compresa); una confisca dei beni di provenienza non chiara; una tutela rigorosa del paesaggio e limiti netti alla cementificazione; un’abolizione delle province non parziale ma totale; diritti civili non negoziati con la Chiesa; riconsiderazione radicale dei costi e benefici delle opere pubbliche più contestate come la Tav.
E vista l’emergenza povertà e la fuga dei cervelli: più fondi a scuola pubblica e a ricerca, reddito di cittadinanza, Non per ultimo: un bilancio europeo per la crescita e per gli investimenti su territorio, energia, ricerca, gestito da un governo europeo sotto il controllo del Parlamento europeo (non il bilancio ignominiosamente decurtato dagli avvocati dell’austerità nel vertice europeo del 7-8 febbraio).
Non sappiamo quale possa essere la via che vi permetta di dire sì a questi punti di programma consentendo la formazione del nuovo governo che decida di attuarli, e al tempo stesso di non contraddire la vostra vocazione. Nella giunta parlamentare si può fin da subito dar seguito alla richiesta di ineleggibilità di Berlusconi, firmata da ormai duecentomila persone: la fiducia può essere condizionata alla volontà effettiva di darvi seguito.
Quel che sappiamo, è che per la prima volta nei paesi industrializzati e in Europa, un movimento di indignati entra in Parlamento, che un’Azione Popolare diventa possibile. Oggi ha inizio una vostra marcia attraverso le istituzioni, che cambieranno solo se voi non fuggirete in attesa di giorni migliori, o peggiori. Se ci aiuterete a liberarci ora, subito, dell’era Berlusconi: un imprenditore che secondo la legge non avrebbe nemmeno dovuto metter piede in Parlamento e tanto meno a Palazzo Chigi.
Avete detto: «Lo Stato siamo noi». Avete svegliato in Italia una cittadinanza che vuole essere attiva e contare, non più delegando ai partiti tradizionali le proprie aspirazioni. Vale per voi, per noi tutti, la parola con cui questa cittadinanza attiva si è alzata e ha cominciato a camminare, nell’era Berlusconi: «Se non ora, quando?».
Remo Bodei, Roberta De Monticelli, Tomaso Montanari, Antonio Padoa-Schioppa, Salvatore Settis, Barbara Spinelli
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sabato 2 marzo 2013

RIPORTO
LETTERA APERTA A BERSANI
e.p.c. A Grillo e Casaleggio
di GIACOMO SALERNO

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Caro Bersani,
ancora una volta coloro che hanno portato il Pd allo sbando, gli uomini e le donne “di apparato”, quelli che hanno inciuciato con Berlusconi da una vita sono pronti a prendere di nuovo il sopravvento. Ma tu sai bene che, arrivati a questo punto, qualsiasi accordo con il Pdl metterebbe fine alla stessa esistenza del partito.
Per questo motivo ti chiedo di non farti influenzare, mostra la schiena dritta e ignora le richieste delle mummie. Comunque vada ti stanno preparando il funerale. Sai che hai le ore contate. I traditori, dopo averti osannato, adesso sono pronti a farti la pelle. E’ questione di settimane. Ma tu vendila cara la tua pelle. Lasciaci un segno che potremo ricordare per sempre. Per questo ti chiedo un grande atto di coraggio.
Siamo onesti, è inutile prenderci in giro. Lo sai anche tu che Grillo non potrà mai votare una fiducia “a scatola chiusa” al tuo governo senza perdere la faccia con i suoi elettori. Dopo aver gridato ai quattro venti che sarebbe arrivato in Parlamento per mettere fine alla “casta”, pensi che adesso possa rimangiarsi tutto in una settimana? Dagli una via di scampo. Fai in modo che anche Grillo possa dire ai suoi elettori di aver fatto la cosa giusta votando la fiducia al prossimo governo. Ma se non lo fai è normale che Grillo tifi per l’inciucio. Alle prossime elezioni raddoppierebbe i consensi e vi spazzerebbe via come neve al sole.
Ed ecco cosa ti propongo. Presentati alle Camere con in mano solo quattro punti programmatici:
1) abolizione del finanziamento pubblico dei partiti
2) dimezzamento del numero dei parlamentari
3) conflitto di interessi
4) legge elettorale.
Chiedi la fiducia in Parlamento su questi soli quattro punti.
In questo modo non solo isolerai il Pdl e gli “amici” del Pdl che si trovano dentro il tuo partito ma metterai il M5S di fronte alle sue responsabilità. O vota la fiducia al governo o si ritorna alle urne. Ma, a questo punto, se si ritorna a votare Grillo e Casaleggio dovranno rendere conto ai loro elettori di non aver voluto approvare delle leggi che loro stessi auspicano da una vita. E la loro campagna elettorale sarebbe un fallimento totale. I loro elettori non glielo perdonerebbero.
Ma se le voteranno potranno sempre dire che non hanno subito alcun ricatto e che non hanno inciuciato con nessuno. Non hanno votato la fiducia a scatola chiusa ma hanno semplicemente votato dei provvedimenti che facevano parte del loro stesso programma. Dai loro la possibiltà di sentirsi protagonisti della “svolta”. Non credi che sia giusto?
Fra qualche mese – approvate queste quattro leggi – potrai ritornare a chiedere la fiducia su altre proposte. Un altro programma da esporre al M5S. Potrà andar bene o andar male. Ma se andrà male e si tornerà alle urne…beh, l’Italia che tornerà alle urne sarà un’Italia totalmente diversa da quella che ha votato il 24 e il 25 febbraio.
Immagini il futuro Parlamento con un numero di deputati e senatori dimezzato, senza finanziamento pubblico dei partiti, con una legge elettorale da Paese civile e – soprattutto – con Berlusconi impossibilitato a presentarsi alle elezioni? Altro che piazza contro i magistrati! Avranno ben altro a cui pensare il signor Berlusconi e i suoi servi.
D’altro canto non sei stato tu, in campagna elettorale, a dire che il primo punto all’ordine del giorno sarebbe stato il conflitto di interessi? Lo sai anche tu che non vi crede più nessuno. Ci avete preso in giro per decenni. Tu che sei una persona onesta, dimostraci che non hai mentito. E metti a tacere i complottisti del tuo partito.
Cambia questo Paese, caro Bersani. Ne hai la forza e l’opportunità. Non ascoltare nessuno. Sei tu il segretario del partito legittimamente e democraticamente eletto con le primarie. Cambialo per noi elettori di sinistra scoraggiati dalla vecchia politica. Per noi che andiamo a votare da decenni turandoci il naso. Per la prima volta offrici un sogno, quel sogno che accarezziamo da decenni. Sin dai tempi di Enrico Berlinguer…
E’ l’ultima occasione. Sappi che se i traditori che in questo momento tramano per accordarsi con Berlusconi avessero la meglio il mio voto e quello di milioni di altri elettori di sinistra lo avreste perso per sempre.

martedì 26 febbraio 2013

LO TSUNAMI GRILLO

E' arrivato lo tsunami. Caspita se è arrivato. Che sarebbe arrivato c'era da aspettarselo, ma uno tsunami di queste proporzioni nessuno lo immaginava.
In un mio commento su questo blog, alcuni giorni fa ho scritto che pur sentendomi con la "pancia" vicino al Movimento 5 Stelle, avrei votato il centro sinistra perchè, nella situazione in cui si trova, l'Italia ha bisogno di certezze e di stabilità.
Ora che lo tsnunami è arrivato, provocando una incognita di governabilità, mi auguro ( ma io sono fiducioso) che i ragazzi del Movimento gestiscano questa difficile fase del Paese con senso di responsabilità trovando un punto d'incontro con i progressisti.
Ma avanti con lo tsunami, al centro come in periferia, avanti con la rivolta pacifica per fare piazza pulita di arrivisti e cricche

venerdì 8 febbraio 2013

DEFICIT DI DEMOCRAZIA
Se analizziamo molti avvenimenti accaduti o in corso di accadimento nel nostro paese possiamo affermare senza ombra di dubbio che esiste a Pontelatone un forte deficit di democrazia e che da questo deficit dipendono molte delle difficoltà dell'attuale Amministrazione e di conseguenza del paese al quale è stata inferta una profonda ferita, cui la maggioranza non sa e non vuole rimarginare e sulla quale, ancora dolente, aggiunge sale
I Sindaci e le Giunte, che si sono succedute negli ultimi anni, hanno confuso la capacità di decidere con il decisionismo.
Capacità di decidere vuol dire prendere le doverose decisioni dopo un corretto e serrato confronto con l'opposizione, con i cittadini. Il decisionismo, invece, non tiene conto di questi rapporti e fa ragionare in questo modo: io ho vinto le elezioni e quindi ho il diritto e la libertà di fare quello che voglio e che io ritengo più opportuno.A Pontelatone, nell'ultimo quindicennio, si è andato anche oltre questo. Il Sindaco e alcuni uomini di fiducia si sono barricati nella Casa comunale, diventata una vera torre d'avorio, e hanno interrotto ogni vero dialogo con la cittadinanza, con l'opposizione. Non solo.
Il luogo preposto al confronto democratico, il Consiglio Comunale, è diventato un luogo di frontale contrapposizione, dove sono stati calpestati in modo plateale i sacrosanti diritti democratici dei Consiglieri ( a ricordare alcune sedute della passata consiliatura mi vengono ancora oggi i brividi).
E non è solo questione di bon ton, di buone maniere. E' l'incapacità al confronto, è la presunzione che amministrare equivale a comandare. Che comandare autorizzi ogni distorsione del rispetto delle regole.
A questo si deve aggiungere un'incredibile incapacità operativa che ha regalato a Pontelatone più di una opera inutile, il dissesto delle casse comunali, i grandi progetti (Cervarecce, area industriale ) rimasti sulla carta e ho il timore che il Financing project della Piazza e centro servizi, recentemente avviato, si riveli una polpetta avvelenata per Pontelatone.
Occorre correre ai ripari costruendo un'amministrazione democratica e autorevole che sappia dare un sano impulso e vitalità alle vocazioni naturali del nostro territorio, contrastando ogni possibile distorsione imposta da potentati economici esterni, con il rischio, come da qualcuno intelligentemente detto, di non essere più padroni a casa nostra.
Ma perché questo non avvenga è necessario far seguire alle parole i fatti.


 

giovedì 7 febbraio 2013

                                                           MIRACLE SILVIO
Ha comprato Balotelli per la felicità dei tifosi milanisti. Nel giro di un giorno ha promesso di togliere l'IMU sulla prima casa, di restituire quella versata nel 2012, di non fare la patrimoniale, di ridurre le aliquote IRPEF a due, al 22% e 33%, di eliminare l'IRAP in 4 anni.  La copertura finanziaria ? Che problema  c'è, ci pensa Brunetta( Oh, Mamma mia).
Stamattina ha detto che vuole detassare l'assunzione di collaboratori e, su questa base, ha promesso addirittura 4 milioni di posti di lavoro. Miracoloso  Silvio.

domenica 3 febbraio 2013

La proposta schock

Ho appena finito di ascoltare Berlusconi che dalla Fiera di Milano ha svelato la sua "proposta schock" che dovrebbe cambiare il risultato elettorale quasi già scritto a favore del centro-sinistra.
Non solo eliminerà l'IMU sulla prima casa, ma rimborserà ai contribuenti l'imposta versata nel 2012. 
Mi sa tanto di voto di scambio legalizzato:  fammi vincere  ed io ti darò 300-400-1000 euro.
Mi viene da  pensare ai tanti italici berluschini locali che, poveretti, rimborsano di tasca propria.

venerdì 1 febbraio 2013

TUTTO COME PRIMA

Stamattina la Commissione Elettorale ha proceduto alla nomina degli scrutatori destinati alla sezioni elettorali comunali per le elezioni dei Deputati e Senatori che si svolgeranno i prossimi 24 e 25 febbraio.
Solo pochi minuti fa, sono venuto a conoscenza delle modalità di scelta e non nascondo che per quanto mi tocca più da vicino faccio fatica a commentare l'accaduto.
Mi ero illuso,che questa volta, come auspicato in un precedente mio post,  il sistema di scelta sarebbe stato trasparente e completamente svincolato da logiche clientelari. Invece, tutto come prima.
Tutto legale, le norme regalate dalla famosa legge Calderoli  ribattezzata Porcellum dallo stesso senatore leghista lo permettono, ma questo non significa che non si tratti comunque di uno spettacolo poco decoroso.
L'Amministrazione comunale, i consiglieri comunali (tutti) componenti la Commissione hanno perso un'occasione per dare un segnale piccolo, ma significativo di cambiamento di costume, di mentalità.
I giovani si aiutano anche con gli esempi.

Vista la risonanza sui social dell'area archeologica dell'antica Treglia, per chi vuole sapere qualcosa in più su questo luogo, ripo...