Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.(Art 21della Costituzione)
lunedì 10 dicembre 2012
lunedì 3 dicembre 2012
LIBERTA' E' PARTECIPAZIONE
Ieri sera si sono concluse le primarie del Partito
Democratico, ha vinto Bersani come era nei pronostici.
Io non sono andato a
votare né al primo né al secondo turno. Forse per pigrizia, forse perché la
politica non mi attrae più come un tempo.
Ho seguito questo eccezionale evento democratico attraverso
la televisione e devo dire che sono rimasto colpito dal fatto che tante
persone, in un periodo di forte disaffezione verso la politica, siano andate a
votare e abbiano fatto ore di fila pur di esprimere la loro opinione.
E’ segno che in molti sta crescendo la domanda di
partecipazione che non sia solo quella della partecipazione alle manifestazioni
pubbliche, ai cortei che da tempo ha dimostrato la sua insufficienza..
La gente vuole sapere di più, vuole contare di più nelle
scelte, non vuole limitarsi ad attribuire una delega in bianco ogni 5 anni
mettendo una crocetta sulla scheda elettorale.
Insomma una partecipazione più complessa capace di mettere in circolazione la competenza dei
cittadini a giudicare i fatti pubblici. E Dio sa di quanta partecipazione di
questo genere c’è bisogno.
Anche a livello locale.. Molto spesso si parla a vanvera.
Anche a livello locale.. Molto spesso si parla a vanvera.
Mentre scrivo queste mie considerazioni mi vengono in mente Giorgio
Gaber e il teatro Alfieri di Torino, che ho frequentato per un certo periodo, negli anni
70, con alcuni amici e colleghi, accettando, per risparmiare il biglietto
piuttosto caro per le nostre tasche, di fare la claque.
Lì, ho sentito la
prima volta il grande Giorgio Gaber e la sua geniale canzone “ Libertà è partecipazione”, quanto mai
attuale.
“Libertà non
è stare sopra un albero”, a guardare cioè le cose a distanza, caso
mai a criticare tutti, a lamentarci di tutto, dalle
tasse ai problemi di tutti i giorni.
Pensiamo che la libertà sia solo il diritto di voto con il quale decidiamo di farci rappresentare?
Pensiamo che la libertà sia solo il diritto di voto con il quale decidiamo di farci rappresentare?
"Libertà non è neanche avere un'opinione":
bisogna avere un'opinione , ma questo non basta, perché se non ci si confronta
si incorre nel rischio di restar chiusi dentro un solo modo di vedere le cose,
il nostro, parziale, ristretto incapace
di maturare se non si confronta..
“Libertà non è uno spazio libero", in
cui poter dire e fare quello che si pensa e si vuole : se non coinvolgiamo
altri la nostra opera è inutile, forse deprimente e a rischio di ledere la
libertà altrui.
Ma sentiamo la canzone il cui ritornello “libertà e partecipazione” vale più di ogni discorso o commento.
Ma sentiamo la canzone il cui ritornello “libertà e partecipazione” vale più di ogni discorso o commento.
lunedì 19 novembre 2012
'68 O PEGGIO?
Nei giorni scorsi un’ondata di
manifestazioni studentesche, con scontri nelle piazze tra cariche della polizia
e lanci di fumogeni, ha percorso l’Italia e temo che ce ne saranno molte altre
che metteranno a dura prova l’ordine pubblico. Queste manifestazioni sono
assimilabili a quelle del ‘68?.
Io che il clima del ‘68 l’ho
vissuto(nel marzo del 1968 giovane vincitore di concorso in un Ente pubblico sbarcai a Torino, città
in cui le proteste degli studenti e dei lavoratori più si fecero sentire) penso
di non sbagliare se dico che le manifestazioni di oggi, pur avendo caratteristiche simili,
non sono un nuovo ‘68.
Il ‘68, pur con i suoi risvolti negativi, fu un movimento che segnò radicali cambiamenti
nel costume, dalla musica al cinema all’abbigliamento, nei rapporti sociali e diede
un contributo significativo per la conquista di diritti civili e in campo economico, di cui tutti
quanti abbiamo potuto godere nei successivi decenni. Sono il frutto del ’68, solo per fare qualche esempio, lo
Statuto dei lavoratori, la legge sull'equo canone, la riforma delle pensioni in senso retributivo,la libertà di divorzio, la chiusura dei manicomi, la giusta conquista da parte delle donne di un par condicio,
processo non ancora compito.
Il ’68 giunse , però, dopo un
ventennio di grande sviluppo economico.
Le manifestazioni di questi giorni si
innestano, invece, in un periodo di profonda crisi, in un quadro più fosco e più incerto. Sono venuti al pettine
alcuni nodi: la crescita economica è inibita dalla concorrenza delle economie
emergenti (Cina, India,ecc.), lo
stato sociale, gli anziani, i malati, sono diventati troppo numerosi rispetto
alla capacità di sostenerli da parte dei giovani che lavorano effettivamente, i
dati sulla disoccupazione giovanile sono impressionanti.. I giovani non
lavorano, o non lavorano abbastanza, o non sono pagati a sufficienza. Lo stato
sociale dovrà essere ridotto, e già si sa che i giovani di oggi godranno di
pensioni da fame nel futuro. Problematico è diventata la formazione di una
famiglia con figli. Si tratta di una generazione che gode di minori prospettive
di sviluppo rispetto a quelle delle generazioni precedenti..
Non è un ’68 purtroppo, il quadro è molto più difficile.
Per cui se il quadro è questo, la risposta non può arrivare
con le manganellate. Una politica lungimirante dovrebbe sì condannare gli eccessi, ma dovrebbe altresì cercare
di comprendere le ragioni della pancia, della mente e del cuore di questi
giovani preoccupati del loro futuro.
sabato 10 novembre 2012
LA FIDUCIA
(Breve riflessione)
La parola. Deriva dal verbo latino “fidere”, fidare,
confidare e riguarda quell’affidamento che si fa su qualcuno, per credito,
stima, confidenza.
In genere la fiducia è associata alla speranza che la
persona in cui si ripone la fiducia rispetti le aspettative di chi ha dato fiducia.
Quando la fiducia viene meno subentra un profondo
senso di delusione. Per dirla con Oriana Fallaci (scrittrice, giornalista): “
Niente ferisce, avvelena, ammala quanto la delusione. Perché la delusione è un
dolore che deriva sempre da una speranza svanita, una sconfitta che nasce da
una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o di qualcosa in cui
credevamo. E a subirla ti senti ingannato, beffato, umiliato”.
,
lunedì 15 ottobre 2012
LA STORIA SIAMO NOI
La storia siamo noi, nessuno si senta offeso,
siamo noi questo prato di aghi sotto il cielo.
La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.
La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare,
questo rumore che rompe il silenzio,
questo silenzio così duro da masticare.
E poi ti dicono "Tutti sono uguali,
tutti rubano alla stessa maniera".
Ma è solo un modo per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera.
Però la storia non si ferma davvero davanti a un portone,
la storia entra dentro le stanze, le brucia,
la storia dà torto e dà ragione.
La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,
siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.
E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia)
quando si tratta di scegliere e di andare,
te la ritrovi tutta con gli occhi aperti,
che sanno benissimo cosa fare.
Quelli che hanno letto milioni di libri
e quelli che non sanno nemmeno parlare,
ed è per questo che la storia dà i brividi,
perchè nessuno la può fermare.
La storia siamo noi, siamo noi padri e figli,
siamo noi, bella ciao, che partiamo.
La storia non ha nascondigli,
la storia non passa la mano.
La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.
La storia comune è quella che appartiene a tutti. Appartiene a chiunque, anche a chi non sa parlare, perchè per raccontarsi spesso le parole non servono.
Un invito alla riflessione per i giovani. Capire il presente per guardare al futuro con responsabilità(Amedeo Izzo).
giovedì 11 ottobre 2012
mercoledì 1 agosto 2012
Bilancio 2012 e situazione politico-amministrativa: Osservazioni e Riflessioni
Sono
mesi che non mi occupo e non scrivo volutamente della politica locale, anche se, a dire il vero, seguo l’attività
amministrativa attraverso la lettura degli atti pubblicati sul sito Web del
Comune.
Esaminando
il bilancio di previsione 2012 e i relativi allegati mi sono convinto, anche su
sollecitazioni di amici, che non si può non parlarne, far finta di nulla.
Questo
bilancio meriterebbe una trattazione articolata, anche alla luce di quanto
avvenuto negli anni passati, ma mi limiterò solo ad alcune osservazioni che
riassumo di seguito in maniera sintetica:
1)Contrariamente a quanto avvenuto per la stragrande maggioranza dei
Comuni italiani che hanno subito una riduzione dei trasferimenti statali per
effetto del federalismo fiscale, il Comune di Pontelatone non ha subito tagli, ma
ha avuto addirittura un incremento :
Risorse assegnate nel 2011 Euro 648.057,26
Risorse assegnate nel 2012 Euro 677.933,94
2) La quota Tarsu(tassa rifiuti) di spettanza della Provincia è stata ridotta per l’anno 2012.
3)Dal 2010 ad oggi sono andati in pensione tre dipendenti con una
evidente riduzione della spesa del personale.
A
fronte di queste circostanze favorevoli non mi sarei aspettato un aumento delle
tariffe e della tassazione locale, soprattutto in un momento di grave crisi
economica in cui molte famiglie a
malapena riescono a pagare le bollette dell’energia elettrica, del gas, dei
rifiuti, dell’acqua, il canone RAI, le medicine e via dicendo.
E
invece? Invece, l’Amministrazione;
Aumenta l’imposta base IMU prima
casa dal 4 per mille al 5 per mille (+25%-avrebbe potuto
ridurla fino al 2 per mille)
Aumenta l'imposta base IMU seconda casa,
negozi , aree fabbricabili dal 7,6 per mille all’8 per mille (avrebbe potuto ridurla fino al 4,6 per mille)
Aumenta la Tassa Rifiuti del 13% dopo
l’aumento del 50% del 2008
Aumenta il ticket mensa scolastica
Cancella il servizio trasporto scolastico.
Lo
scuolabus giallo con la bella scritta in nero, che ha accompagnato generazioni
di bambini per oltre 40 anni, viene pensionato
perché sarebbero pochi i fruitori .Quello che non viene detto è che per la
fruizione del servizio le famiglie avrebbero dovuto pagare 40 euro al mese. Non
stupisce,pertanto, che i richiedenti il servizio siano stati solo 7.
In
nome del risanamento del bilancio ancora una volta si penalizzano i cittadini e
si taglia qualche posto di lavoro.
Nel bilancio sono previsti
capitoli di spesa per pagare vecchi debiti per complessivi 161.110 euro ( ma i
debiti non sono finiti). Inoltre, spese per interessi passivi su anticipazione
di tesoreria per euro 32.165, interessi passivi per debiti fuori bilancio per
euro 20.000 e spese per liti e risarcimenti per euro 50.000.
Allora, se le tasse vengono aumentate
per tappare i buchi dovuti ad una gestione scriteriata del Comune … bisogna dirlo ai cittadini
rendendoli partecipi dei debiti imposti da chi fino ad ieri, in modo allegro,
ha giocato con i loro soldi.
Penso che l’Amministrazione sul trasporto scolastico
faccia bene a ritornare sui suoi passi e faccia bene anche a riconsiderare le
decisioni assunte in materia di Tarsu e IMU tenendo conto della grave situazione di difficolta' economica in cui versano oggi molti cittadini, piccoli
negozianti e imprenditori.
Credo che più che aumentare le tasse sia necessaria e opportuna una piccola spending
review(parole ormai di moda) comunale, ben fatta, per tagliare sprechi ed eliminare i privilegi consolidatisi nel tempo.
Fatte queste brevi osservazioni sul bilancio,
vorrei svolgere alcune considerazioni sulla situazione politica pontelatonese e
sulla necessità, che vado sottolineando da anni, che occorre analizzare gli
errori del passato per tornare ad essere una comunità che lavora per gli stessi
obiettivi : su questo tutti dovrebbero convergere e prodigarsi per un accordo,
un’intesa per rilanciare il nostro Comune, abbattendo il muro dei personalismi e dell’incapacità di dialogo.
Il
16 luglio scorso ho molto apprezzato il discorso tenuto dal Sindaco nel corso
della cerimonia del Centenario della Madonna del Carmine, organizzata nel
migliore dei modi dal nostro parroco don Angelo Coronella.
Ho apprezzato soprattutto l’invito del Sindaco
ad una maggiore coesione sociale e a lavorare tutti insieme per il benessere
della comunità.
Spero
che le sue non fossero parole vuote e di circostanza, ma l’espressione
sincera della volontà di realizzare
anche sul piano politico-amministrativo un confronto franco e leale per mettere
fine ad una gestione amministrativa accentratrice, poco responsabile che , soprattutto nel
recente passato, ha generato e alimentato un diffuso malessere sociale, contrapposizioni , personalismi, egoismi e rancori ( in un piccolo
paese non si poteva fare cosa peggiore).
La
situazione politico amministrativa del Comune di Pontelatone ha bisogno di un
forte coinvolgimento di tutti per ridare serenità e una prospettiva concreta
alle esigenze della collettività.
Perciò,
mi auguro che, partendo dalle parole del
Sindaco, si apra una fase di dialogo, si rielabori un programma condiviso nei
metodi e negli obiettivi e si dia vita ad un’Amministrazione maggiormente
rappresentativa degli interessi di tutta la comunità pontelatonese.
In
tutta trasparenza.
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