LE DISEGUAGLIANZE E LA SOCIETA'
A dar retta all'ISTAT quasi una persona su dieci, per la precisione il 9,4 per centodella popolazione residente in Italia, vive in una condizione di «povertà assoluta».
I dati ulteriori provenienti dalla Caritas ci dicono che la povertà tocca ai nostri giorni pure i laureati: una novità che ha probabilmente dell'incredibile
I quasi tremila centri di ascolto e servizi informatizzati Caritas, nel 2022, fanno sapere di avere aiutato in totale 255.957 persone, con un aumento del 12,5 per cento rispetto all’anno prima. Ovviamente, ci sono stati i profughi dell’Ucraina. Ma anche escludendo costoro l’aumento è stato del 4,4 per cento in un anno. Si apprende, inoltre, che quasi il 30 per cento delle persone è accompagnato dalla Caritas da più di 5 anni. A chiedere aiuto sono donne (52,1%) e uomini (47,9%), con una età media di 46 anni. In crescita del 16 per cento i senza dimora.
Appare interessante la relazione che si coglie tra povertà e bassa istruzione: il 44 per cento degli assistiti ha fatto la terza media, il 16 per cento la quinta elementare, e un 6 per cento che non è arrivato neanche lì.
La rete Caritas ha erogato oltre 3,4 milioni di interventi, una media di 13,5 interventi per ciascun assistito (considerate anche le prestazioni di ascolto).
Il 71,8% ha riguardato l’erogazione di beni e servizi materiali (distribuzione di viveri, accesso alle mense/empori, docce, ecc.);
Il 9,4% gli interventi di accoglienza, a lungo o breve termine (in forte crescita rispetto al 2021);
Il 2,5% l’erogazione di sussidi economici, utilizzati soprattutto per il pagamento di bollette e tasse;
Il l’1,4% interventi sanitari.










