Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.(Art 21della Costituzione)
sabato 23 dicembre 2017
lunedì 18 dicembre 2017
Pensione vecchiaia e anticipata. Calcolo e tabelle
.
Per raggiungere la pensione, a seconda della tipologia (anticipata, di vecchiaia, etc.), sono stabiliti differenti requisiti, che possono riguardare sia l’età, che gli anni di contributi.
Per quanto riguarda il calcolo dell’età pensionabile, è necessario fare riferimento alle tabelle che segnano l’età pensionabile prevista per ogni anno, in base agli incrementi periodici legati all’aumento della speranza di vita.
È invece più complesso il calcolo dei contributi, in quanto, nell’estratto conto dell’Inps, la contribuzione è solitamente indicata in settimane, ma a volte anche in mesi o in giorni, a seconda della gestione alla quale appartiene il dipendente.
Per capire quanti anni di contributi si possiedono, bisogna dunque considerare che:
1 anno corrisponde a 52 settimane
1 mese corrisponde a 4,333 settimane
1 giornata corrisponde a 0,19259 settimane.
I periodi di contribuzione appartenenti a diverse gestioni possono essere sommati:
gratuitamente, nel caso in cui si richieda la totalizzazione dei contributi, il cumulo, il computo, o la totalizzazione retributiva;
-a titolo oneroso, qualora si richieda la ricongiunzione dei contributi presso un’unica gestione.
In caso contrario, i contributi di ogni gestione devono essere considerati separatamente, per verificare il diritto ad un’autonoma pensione, o a un’eventuale pensione supplementare o supplemento di pensione
Calcolo della pensione
È invece più complesso il calcolo dei contributi, in quanto, nell’estratto conto dell’Inps, la contribuzione è solitamente indicata in settimane, ma a volte anche in mesi o in giorni, a seconda della gestione alla quale appartiene il dipendente.
Per capire quanti anni di contributi si possiedono, bisogna dunque considerare che:
1 anno corrisponde a 52 settimane
1 mese corrisponde a 4,333 settimane
1 giornata corrisponde a 0,19259 settimane.
I periodi di contribuzione appartenenti a diverse gestioni possono essere sommati:
gratuitamente, nel caso in cui si richieda la totalizzazione dei contributi, il cumulo, il computo, o la totalizzazione retributiva;
-a titolo oneroso, qualora si richieda la ricongiunzione dei contributi presso un’unica gestione.
In caso contrario, i contributi di ogni gestione devono essere considerati separatamente, per verificare il diritto ad un’autonoma pensione, o a un’eventuale pensione supplementare o supplemento di pensione
Calcolo della pensione
Per quanto concerne il calcolo della pensione, ricordiamo che questo è effettuato:
-col sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede più di 18 anni di contributi al 31/12/1995; il sistema retributivo si basa sugli ultimi stipendi posseduti dal lavoratore e sulle settimane di contributi versate sino al 1992 (per la quota A) e dal 1993 al 2011 (per la quota B)
-col sistema retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi col sistema contributivo (il cosiddetto sistema di calcolo misto), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995
-col sistema interamente contributivo, per chi non ha contributi precedenti al 1996 o per chi utilizza l’opzione donna, l’opzione contributiva Dini o il computo nella Gestione separata; il sistema contributivo si basa sui contributi effettivamente accreditati e non sulla media delle ultime retribuzioni.
Coloro a cui spetta il calcolo interamente contributivo, o che scelgono il computo nella Gestione Separata, hanno diritto, a determinate condizioni, a requisiti più leggeri per accedere alla pensione anticipata (63 anni e 7 mesi di età con 20 anni di contributi) ed a quella di vecchiaia (70 anni e 7 mesi, ma con soli 5 anni di contributi). Chi utilizza l’opzione donna ha diritto alla pensione con 57 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi (se i requisiti sono posseduti entro il 31 luglio 2016).
Pensione di vecchiaia
Per ottenere la pensione di vecchiaia, è necessario possedere un determinato requisito anagrafico, assieme ad almeno 20 anni di contributi (15 anni per chi rientra nella Deroga Amato o nell’Opzione Contributiva Dini); l’assegno di pensione, inoltre, non deve risultare inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (cioè a circa 673 euro).
Vediamo, nella tabella, i requisiti d’età necessari, anno per anno:
-col sistema retributivo sino al 31 dicembre 2011, poi contributivo, per chi possiede più di 18 anni di contributi al 31/12/1995; il sistema retributivo si basa sugli ultimi stipendi posseduti dal lavoratore e sulle settimane di contributi versate sino al 1992 (per la quota A) e dal 1993 al 2011 (per la quota B)
-col sistema retributivo sino al 31 dicembre 1995, poi col sistema contributivo (il cosiddetto sistema di calcolo misto), per chi possiede meno di 18 anni di contributi al 31/12/1995
-col sistema interamente contributivo, per chi non ha contributi precedenti al 1996 o per chi utilizza l’opzione donna, l’opzione contributiva Dini o il computo nella Gestione separata; il sistema contributivo si basa sui contributi effettivamente accreditati e non sulla media delle ultime retribuzioni.
Coloro a cui spetta il calcolo interamente contributivo, o che scelgono il computo nella Gestione Separata, hanno diritto, a determinate condizioni, a requisiti più leggeri per accedere alla pensione anticipata (63 anni e 7 mesi di età con 20 anni di contributi) ed a quella di vecchiaia (70 anni e 7 mesi, ma con soli 5 anni di contributi). Chi utilizza l’opzione donna ha diritto alla pensione con 57 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi (se i requisiti sono posseduti entro il 31 luglio 2016).
Pensione di vecchiaia
Per ottenere la pensione di vecchiaia, è necessario possedere un determinato requisito anagrafico, assieme ad almeno 20 anni di contributi (15 anni per chi rientra nella Deroga Amato o nell’Opzione Contributiva Dini); l’assegno di pensione, inoltre, non deve risultare inferiore a 1,5 volte l’assegno sociale (cioè a circa 673 euro).
Vediamo, nella tabella, i requisiti d’età necessari, anno per anno:
2016: 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
2017: 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
2018: 66 anni e 7 mesi per tutti;
2019: 66 e 11 mesi;
2020: 66 e 11 mesi;
2021: 67 e 2 mesi;
2022: 67 e 2 mesi;
2023: 67 e 5 mesi;
2024: 67 e 5 mesi;
2025: 67 e 8 mesi;
2026: 67 e 8 mesi;
2027: 67 e 11 mesi;
2028: 67 e 11 mesi;
2029: 68 e 1 mese;
2030: 68 e 1 mese;
2031: 68 e 3 mesi;
2032: 68 e 3 mesi;
2033: 68 e 5 mesi;
2034: 68 e 5 mesi;
2035: 68 e 7 mesi;
2036: 68 e 7 mesi;
2037: 68 e 9 mesi;
2038: 68 e 9 mesi;
2039: 68 e 11 mesi;
2040: 68 e 11 mesi;
2041: 69 e 1 mese;
2042: 69 e 1 mese;
2043: 69 e 3 mesi;
2044: 69 e 3 mesi;
2045: 69 e 5 mesi.
I requisiti, successivamente a tale data, aumentano sempre di 2 mesi ogni biennio; gli adeguamenti automatici, però, potrebbero variare nel caso in cui l’aspettativa di vita riscontrata dall’Istat sia differente da quella prevista. Ad esempio, se, per gli anni 2016 e 2017 l’Istat riscontrerà, come nel 2015, un decremento della speranza di vita, nel 2019 il requisito per la pensione di vecchiaia resterà fermo a 66 anni e 7 mesi
Pensione anticipata
La pensione anticipata, al contrario della pensione di vecchiaia, è basata solo sui contributi accantonati, e non richiede un requisito minimo d’età: la Legge di bilancio 2017 ha infatti abolito la penalizzazione pari all’1% annuo, per ogni anno dal 60° al 62°, e pari al 2%, per ogni anno sotto il 60°.
Vediamo ora quanti sono gli anni di contributi necessari a maturare il trattamento, a seconda della data di uscita dal lavoro, per gli uomini:
2017: 42 anni e 10 mesi;
2018: 42 anni e 10 mesi;
2019: 43 anni e 2 mesi;
2020: 43 anni e 2 mesi;
2021: 43 anni e 5 mesi;
2022: 43 anni e 5 mesi;
2023: 43 anni e 8 mesi;
2024: 43 anni e 8 mesi;
2025: 43 anni e 11 mesi;
2026: 43 anni e 11 mesi;
2027: 44 anni e 2 mesi;
2028: 44 anni e 2 mesi;
2029: 44 anni e 4 mesi;
2030: 44 anni e 4 mesi;
2031: 44 anni e 6 mesi;
2032: 44 anni e 6 mesi;
2033: 44 anni e 8 mesi;
2034: 44 anni e 8 mesi;
2035: 44 anni e 10 mesi;
2036: 44 anni e 10 mesi;
2037: 45 anni;
2038: 45 anni;
2039: 45 anni e 2 mesi;
2040: 45 anni e 2 mesi;
2041: 45 anni e 4 mesi;
2042: 45 anni e 4 mesi;
2043: 45 anni e 6 mesi;
2044: 45 anni e 6 mesi;
2045: 45 anni e 8 mesi;
2046: 45 anni e 8 mesi;
2047: 45 anni e 10 mesi;
2048: 45 anni e 10 mesi;
2049: 46 anni 45 anni;
Attenzione: i requisiti per la pensione anticipata delle donne prevedono lo sconto di un anno, rispetto agli uomini.
2017: 66 anni e 7 mesi per gli uomini e le dipendenti pubbliche, 66 anni e 1 mese per le lavoratrici autonome, 65 anni e 7 mesi per le dipendenti;
2018: 66 anni e 7 mesi per tutti;
2019: 66 e 11 mesi;
2020: 66 e 11 mesi;
2021: 67 e 2 mesi;
2022: 67 e 2 mesi;
2023: 67 e 5 mesi;
2024: 67 e 5 mesi;
2025: 67 e 8 mesi;
2026: 67 e 8 mesi;
2027: 67 e 11 mesi;
2028: 67 e 11 mesi;
2029: 68 e 1 mese;
2030: 68 e 1 mese;
2031: 68 e 3 mesi;
2032: 68 e 3 mesi;
2033: 68 e 5 mesi;
2034: 68 e 5 mesi;
2035: 68 e 7 mesi;
2036: 68 e 7 mesi;
2037: 68 e 9 mesi;
2038: 68 e 9 mesi;
2039: 68 e 11 mesi;
2040: 68 e 11 mesi;
2041: 69 e 1 mese;
2042: 69 e 1 mese;
2043: 69 e 3 mesi;
2044: 69 e 3 mesi;
2045: 69 e 5 mesi.
I requisiti, successivamente a tale data, aumentano sempre di 2 mesi ogni biennio; gli adeguamenti automatici, però, potrebbero variare nel caso in cui l’aspettativa di vita riscontrata dall’Istat sia differente da quella prevista. Ad esempio, se, per gli anni 2016 e 2017 l’Istat riscontrerà, come nel 2015, un decremento della speranza di vita, nel 2019 il requisito per la pensione di vecchiaia resterà fermo a 66 anni e 7 mesi
Pensione anticipata
La pensione anticipata, al contrario della pensione di vecchiaia, è basata solo sui contributi accantonati, e non richiede un requisito minimo d’età: la Legge di bilancio 2017 ha infatti abolito la penalizzazione pari all’1% annuo, per ogni anno dal 60° al 62°, e pari al 2%, per ogni anno sotto il 60°.
Vediamo ora quanti sono gli anni di contributi necessari a maturare il trattamento, a seconda della data di uscita dal lavoro, per gli uomini:
2017: 42 anni e 10 mesi;
2018: 42 anni e 10 mesi;
2019: 43 anni e 2 mesi;
2020: 43 anni e 2 mesi;
2021: 43 anni e 5 mesi;
2022: 43 anni e 5 mesi;
2023: 43 anni e 8 mesi;
2024: 43 anni e 8 mesi;
2025: 43 anni e 11 mesi;
2026: 43 anni e 11 mesi;
2027: 44 anni e 2 mesi;
2028: 44 anni e 2 mesi;
2029: 44 anni e 4 mesi;
2030: 44 anni e 4 mesi;
2031: 44 anni e 6 mesi;
2032: 44 anni e 6 mesi;
2033: 44 anni e 8 mesi;
2034: 44 anni e 8 mesi;
2035: 44 anni e 10 mesi;
2036: 44 anni e 10 mesi;
2037: 45 anni;
2038: 45 anni;
2039: 45 anni e 2 mesi;
2040: 45 anni e 2 mesi;
2041: 45 anni e 4 mesi;
2042: 45 anni e 4 mesi;
2043: 45 anni e 6 mesi;
2044: 45 anni e 6 mesi;
2045: 45 anni e 8 mesi;
2046: 45 anni e 8 mesi;
2047: 45 anni e 10 mesi;
2048: 45 anni e 10 mesi;
2049: 46 anni 45 anni;
Attenzione: i requisiti per la pensione anticipata delle donne prevedono lo sconto di un anno, rispetto agli uomini.
(Fonte: Finanza utile)
lunedì 11 dicembre 2017
STORIA DI UN PAESE:TREGLIA
Una mezz’oretta fa , seduto su una poltrona davanti al camino, ho rivisto l’album fotografico su Treglia, che il mio coetaneo (ha qualche anno in meno) Vincenzo Funiciello ha pubblicato su Youtube.
Vincenzo attraverso queste bellissime foto ha ripercorso la storia della nostra comunità dagli anni ‘50 in poi.
Le foto marcano l’evoluzione economica e sociale di Treglia nel dopoguerra.
Hanno un solo difetto, ma non è colpa di Vincenzo. Troppi di quei volti, di "quelle facce” non si vedono più, dormono nel sonno eterno.
Le foto degli anni 50 rimandano ad una società ancora molto povera. Questa condizione economica si riflette sui volti e sulle case,
Negli anni ‘ 60 le condizioni di vita migliorano, grazie soprattutto ai trasferimenti di denaro degli emigrati.
In pochi anni cambia il mondo; cambiano i volti, cambia l’abbigliamento, cambia il modo di approcciare la realtà .
Gli anni ‘60 sono stati in Italia veramente favolosi perché non c’è stata in nessun altro periodo della nostra storia una accelerazione economica così forte.
L’evoluzione degli anni 70 è stata molto meno marcata
La sensazione che ho tratto dalla visione di quelle foto ( sensazione a livello di pelle o effetto della relazione del Censis sullo stato di povertà del Paese ?), è che l'Italia corra il rischio di tornare alle ristrettezze degli anni '50 senza più l'innocenza di quei volti, il decoro di quegli abiti modesti, la "pulizia morale" della stragrande maggioranza della gente.
Italia tutti piu poveri
domenica 3 dicembre 2017
Come si suol dire, piuttosto che niente meglio piuttosto...
Dal 1° gennaio prossimo, aumento dell'1,1% delle pensioni (almeno quelle di importo medio-basso; per le altre, qualche decimale in meno). Un dato che corrisponde all'inflazione stimata per il 2017.
Questo dopo che per due anni consecutivi non c'era stato alcun aggiornamento (in quanto l'inflazione risultava zero o addirittura negativa).
Questo dopo che per due anni consecutivi non c'era stato alcun aggiornamento (in quanto l'inflazione risultava zero o addirittura negativa).
mercoledì 29 novembre 2017
In questi giorni nei telegiornali, nei dibattiti televisivi, sui giornali si parla tanto di"fake news".
Le fake news non sono altro che le notizie false,bufale create ad arte, in malafede, per convincencere persone in buonafede a diffonderle sui social network (Facebook, Twitter, WhatsApp).
Si creano a scopi diversi: il più noto è quello elettorale. Si propalano informazioni false, in una campagna di disinformazione orchestrata, per screditare l’avversario politico.
Oggi è di moda chiamarle con il termine inglese, ma le bufale ci sono sempre state , anche se prima si diffondevano al bar , in piazza o nelle private abitazioni.
La storia delle fake news è una storia vecchia e purtroppo molto usata in politica. Le cosidette “notizie bufale” le ho subite anch’io in prima persona nel corso della mia vita politico amministrativa ed in particolare durante il mandato di sindaco.
All’epoca, i miei avversari anziché argomentare le proprie idee facevano girare notizie false e altre nefandezze che non è qui il caso di raccontare, con il chiaro scopo di far fuori politicamente un sindaco troppo scomodo per i loro interessi personali o di poltrona.
E così una serie di atti, di provvedimenti al primo impatto impopolari ma chiaramente razionali, indirizzati alla crescita economica, civile e culturale del paese, venivano distorti ed usati come un’arma per spingere il cittadino comune alla insofferenza nei confronti dell’amministrazione.
Bugie, bufale messe in giro ad hoc, a cui molti elettori si sono lasciati influenzare visto che l’operazione , anche per mia ingenuità, ha funzionato.
Queste cose fanno arrabbiare e alle bugie, alle calunnie, alle cose inesatte o false create appositamente al solo scopo di danneggiare, non è facile difendersi.
Comunque sono operazioni che ho sempre disprezzato. Nel corso della mia vita politico amministrativa ho riportato vittorie e sconfitte, ma ho sempre condotto le mie battaglie dicendo soprattutto la verità anche se convinto che il più delle volte la verità fa male sentirla a chi ad essa è interessato perché pungente, scomoda.
Ritornando alle fake news ben vengano “filtri” e regole più severe che garantiscono la correttezza delle informazioni, tuttavia credo che servano e serviranno sempre di più l’educazione, il rispetto delle regole, il rispetto delle persone e delle idee.
Oggi è di moda chiamarle con il termine inglese, ma le bufale ci sono sempre state , anche se prima si diffondevano al bar , in piazza o nelle private abitazioni.
La storia delle fake news è una storia vecchia e purtroppo molto usata in politica. Le cosidette “notizie bufale” le ho subite anch’io in prima persona nel corso della mia vita politico amministrativa ed in particolare durante il mandato di sindaco.
All’epoca, i miei avversari anziché argomentare le proprie idee facevano girare notizie false e altre nefandezze che non è qui il caso di raccontare, con il chiaro scopo di far fuori politicamente un sindaco troppo scomodo per i loro interessi personali o di poltrona.
E così una serie di atti, di provvedimenti al primo impatto impopolari ma chiaramente razionali, indirizzati alla crescita economica, civile e culturale del paese, venivano distorti ed usati come un’arma per spingere il cittadino comune alla insofferenza nei confronti dell’amministrazione.
Bugie, bufale messe in giro ad hoc, a cui molti elettori si sono lasciati influenzare visto che l’operazione , anche per mia ingenuità, ha funzionato.
Queste cose fanno arrabbiare e alle bugie, alle calunnie, alle cose inesatte o false create appositamente al solo scopo di danneggiare, non è facile difendersi.
Comunque sono operazioni che ho sempre disprezzato. Nel corso della mia vita politico amministrativa ho riportato vittorie e sconfitte, ma ho sempre condotto le mie battaglie dicendo soprattutto la verità anche se convinto che il più delle volte la verità fa male sentirla a chi ad essa è interessato perché pungente, scomoda.
Ritornando alle fake news ben vengano “filtri” e regole più severe che garantiscono la correttezza delle informazioni, tuttavia credo che servano e serviranno sempre di più l’educazione, il rispetto delle regole, il rispetto delle persone e delle idee.
martedì 28 novembre 2017
CONTRASTO ALLA POVERTA': parte il REI
Si parte con le domande dal primo
dicembre 2017. Il Rei dura 18 mesi e va a sostituire il precedente sussidio e l’assegno
di disoccupazione che dunque spariscono nel 2018.
Dal primo gennaio del prossimo anno i nuclei familiari più bisognosi, e con un numero considerevole di componenti, potranno beneficiare di un assegno mensile di importo che oscillerà tra i 190 ed i 485 euro, per un periodo massimo di 18 mesi. La nuova misura di contrasto alla povertà, varata dal Consiglio dei Ministri si chiama Rei (Reddito d'inclusione): sostituisce sia il Sia (Sostegno all'inclusione attiva) che l'Asdi (Assegno di disoccupazione).
Tra i requisiti d’accesso, viene richiesto un Isee non superiore ai 6mila euro, un valore del patrimonio immobiliare, differente dalla prima casa, non superiore ai 20 mila euro, un patrimonio mobiliare massimo tra i 6 mila e i 10 mila euro, e variabile in relazione al numero dei componenti del nucleo. Precedenza è assegnata alle famiglie con figli minori di età ovvero disabili, donne in stato di gravidanza, disoccupati che più di 55 anni. Ostano al beneficio l’essere proprietari di imbarcazioni, oppure auto e moto immatricolati nei 24 mesi precedenti l’istanza del sussidio.
Operativamente, l’importo erogato sarà utilizzabile attraverso una carta, la quale, oltre a permettere l’acquisto di una serie di beni, sarà idonea al prelievo di una somma pari alla metà dell’entità mensile del sussidio. Come contropartita i beneficiari saranno obbligati a partecipare a un progetto di reinserimento sociale e lavorativo.
Le domande per ottenere il Rei devono essere presentata a partire dal prossimo primo dicembre al Comune di residenza che, dopo aver verificato l’esistenza dei requisiti, le invia all’Inps entro 15 giorni lavorativi. Per richiedere il Rei sarà possibile usare l’Isee precompilato che verrà introdotto in via sperimentale per 6 mesi.
Per saperne di più consulta la circolare dell'INPS n.172 del 22.11.2017
Tra i requisiti d’accesso, viene richiesto un Isee non superiore ai 6mila euro, un valore del patrimonio immobiliare, differente dalla prima casa, non superiore ai 20 mila euro, un patrimonio mobiliare massimo tra i 6 mila e i 10 mila euro, e variabile in relazione al numero dei componenti del nucleo. Precedenza è assegnata alle famiglie con figli minori di età ovvero disabili, donne in stato di gravidanza, disoccupati che più di 55 anni. Ostano al beneficio l’essere proprietari di imbarcazioni, oppure auto e moto immatricolati nei 24 mesi precedenti l’istanza del sussidio.
Operativamente, l’importo erogato sarà utilizzabile attraverso una carta, la quale, oltre a permettere l’acquisto di una serie di beni, sarà idonea al prelievo di una somma pari alla metà dell’entità mensile del sussidio. Come contropartita i beneficiari saranno obbligati a partecipare a un progetto di reinserimento sociale e lavorativo.
Le domande per ottenere il Rei devono essere presentata a partire dal prossimo primo dicembre al Comune di residenza che, dopo aver verificato l’esistenza dei requisiti, le invia all’Inps entro 15 giorni lavorativi. Per richiedere il Rei sarà possibile usare l’Isee precompilato che verrà introdotto in via sperimentale per 6 mesi.
Per saperne di più consulta la circolare dell'INPS n.172 del 22.11.2017
venerdì 24 novembre 2017
UNO DEI PEGGIORI VIZI DEL BEL PAESE
Uno dei peggiori vizi del Paese:non assumersi mai la responsabilità, scaricare la colpa sugli altri e soprattutto tenere il fondo schiena incollato alla poltrona.
Nei giorni appena passati abbiamo visto che anche il mondo dello sport non è esente da questa italica propensione.
Dopo l’eliminazione degli Azzurri dai Mondiali era naturale che il presidente della Federazione Tavecchio e il commissario tecnico Ventura si presentassero dimissionari. Un dignitoso passo indietro era il minimo che potessero fare.
Ventura non se n’è andato ma si è fatto cacciare, così da farsi pagare tutta la somma prevista dall’ingaggio, mentre Tavecchio, uno che, come ha scritto il giornalista Marco Travaglio, verrebbe scartato pure nel Terzo mondo come posteggiatore abusivo, ha ceduto solo dopo le pressioni di tutto il paese.
Siamo veramente un popolo senza dignità, e senza una minimo di morale?
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