sabato 24 ottobre 2015

Se sapessi parlare......


Buona domenica a tutti Voi


Se sapessi parlare di Maria se sapessi davvero capire la sua esistenza
avrei capito esattamente la realtà
la paura, la tensione, la violenza
avrei capito il capitale, la borghesia
ma la mia rabbia è che non so parlare di Maria…”



venerdì 23 ottobre 2015

Pensionati italiani, la grande fuga in Portogallo

Un paradiso esentasse, 800 euro sono una fortuna. Ecco perché in migliaia lasciano lo Stivale
LISBONA. Italia addio. La pensione vado a godermela - se possibile esentasse - all'estero. Lo Stivale non è più un paese per vecchi. La vita costa troppo, gli assegni previdenziali non sono quelli di una volta. E da un paio d'anni, silenzioso ma imponente, è scattato l'esodo oltre frontiera dei nonni tricolori. Nel 2014 hanno fatto la valigia in 5.345, il 64% in più dell'anno precedente. Molti sono partiti per Tunisia, Romania o Bulgaria, i Bengodi low-cost dove 800 euro al mese pagati dall'Inps sono una mezza fortuna. L'ultima moda è però un'altra: la caccia alle Cayman della terza età. Quei paesi - il più gettonato è il Portogallo - dove lo stipendio mensile, come in un paradiso offshore, si incassa al lordo. Senza pagare un euro all'Agenzia delle entrate.

Le Cayman della terza età. Remo Romandini, ex bancario di San Benedetto del Tronto, è uno di questi profughi fiscali. E i suoi conti li ha fatti per bene. "Sono separato, ho 67 anni, due figli che lavorano fuori dall'Italia e tanta voglia di ricominciare una nuova vita", racconta. Qualche mese fa ha preso il mappamondo, consultato centinaia di siti di consulenza all'espatrio, fatto 3 settimane di visita in loco. E alla fine ha deciso: "A inizio 2016 vado a vivere a Sesimbra, mezz'ora da Lisbona, su un promontorio che pare Portofino. Pagherò 300 euro d'affitto per un bilocale fronte-mare, 10 euro per mangiare ottimo pesce al ristorante". Ma soprattutto vedrà la sua pensione crescere dalla sera alla mattina - del tutto legalmente - del 30%. "Quanto prendo non glielo dico - sussurra con pudore - ma confesso che solo di Irpef risparmierò 15mila euro l'anno". Come dire che ogni mese, grazie alle generose agevolazioni del fisco portoghese, si troverà in tasca 1.250 euro in più.

Il trucco c'è e si vede. L'Europa delle tasse è tutt'altro che unita. Google & C. pagano aliquote da prefisso telefonico in Irlanda e Olanda. Cipro, Malta e Lussemburgo difendono con i denti il loro status di paradisi fiscali. E in questa battaglia erariale tutti contro tutti, il Portogallo è diventato l'Eldorado degli ultrasessantenni. Le regole sono semplici: basta vivere 183 giorni l'anno nel paese, assumere lo status di "residente non abituale" et voilà , il gioco è fatto: per dieci anni la pensione è esentasse. L'Inps l'accredita lorda, come previsto dagli accordi bilaterali. E l'erario locale non effettua alcun prelievo.

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sabato 17 ottobre 2015

Risultati immagini per sindaco con fascia immagine IL SINDACO CHE VORREI

La prossima primavera i cittadini di molti Comuni italiani saranno chiamati ad eleggere un nuovo sindaco.
La cosa più importante per ogni partito o lista civica dovrebbe essere quella di predisporre un programma e definire un metodo per la scelta del candidato sindaco.
Nella realtà , come quasi sempre accade, nella stragrande maggioranza dei Comuni già si pensa a dei nomi.
Credo che comunque possa essere utile disegnare il profilo che, secondo me, dovrebbe avere il candidato sindaco, almeno per il nostro paese.
Giovane, libero da condizionamenti, serio, non arrivista, affidabile, con una buona base culturale ...meglio se donna. Capace di riportare nella politica locale la concordia ed il dialogo. Per troppi anni il paese è stato un cortile di personalismi e contrapposizioni sterili, ora bisogna cambiare pagina con giovani seri che vogliono impegnarsi per Pontelatone.
A questi giovani abbiamo l'obbligo di dare una mano, pronti a fare, con umiltà, gli ultimi dei gregari.

lunedì 12 ottobre 2015

IL DIRITTO DI ACCESSO AGLI ATTI DEL COMUNE DA PARTE DEI CITTADINI RESIDENTI
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Ministero Interno

Alcuni Comuni sono restii a informare i cittadini ed a consentire loro l'accesso a dati o documenti che dovrebbero essere pubblici. Leggete cosa emerge dal Parere del Ministero dell'Interno del 22 luglio 2014 sull'art. 10 del dlgs n.267/2'000 in risposta al quesito formulato da un comune in merito al diritto di accesso esercitato da un cittadino.
Il cittadino, aveva chiesto il rilascio di copia di una serie di atti relativamente agli anni dal 2004 al 2013 concernenti, tra l’altro, le le schede di valutazione dei responsabili dei servizi, la relazione metodologica sull’ attività di valutazione, la relazione del Nucleo di valutazione e le indennità corrisposte per ciascuna posizione organizzativa.
Atti per i quali non aveva alcun interesse, diretto ed attuale, se non quello di valutare la correttezza degli atti adottati dall’Amministrazione.
Secondo il Ministero “la specifica norma sull’accesso agli atti degli enti locali, di cui all’ art. 10 del decreto legislativo n. 267/2000, non è soggetta alle limitazioni previste dalla legge n. 241/90 che impongono la dimostrazione di un effettivo interesse alla conoscenza di un provvedimento emesso e detenuto dalla pubblica amministrazione”.
L’ articolo 10 del decreto legislativo n. 267/00 - che disciplina il diritto di accesso e informazione - dispone infatti che tutti gli atti dell’amministrazione comunale sono pubblici, rafforzando il diritto alla trasparenza dell’azione amministrativa locale per il cittadino-elettore.
Per il Ministero, come riportato nel parere sopra citato, il diritto del cittadino residente di accedere agli atti amministrativi dell’ente locale di appartenenza, senza alcun condizionamento e senza necessità di dover indicare le ragioni della richiesta, sarebbe poi rafforzato dagli articoli 5 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2013,n.33 che impongono gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni.
Norme che prevedono, tra l’altro, il diritto di chiunque di richiedere documenti, informazioni o dati.








sabato 10 ottobre 2015


Massimo Gramellini: LA BUONA EDUCAZIONE

La Stampa il Buongiorno • 6-ottobre-2015 

La mattina del primo ottobre il professor Tommaso Bertelli, preside dell’istituto «Pralormo» di Empoli, ha scritto una circolare in cui invita i suoi 1675 studenti a salutare. Buongiorno, salve, ciao: quei lubrificanti esistenziali che per strada o in ufficio sono rimasti in pochi a maneggiare, e quei pochi guardati con sospetto, come se dietro la formula di cortesia si nascondesse un secondo fine indicibile o un’invasione della privacy.
La notizia mi ha sconvolto per vari motivi. Intanto per il numero degli studenti. Ho fatto ancora in tempo a crescere in scuole dove il preside regnava su una bottega di allievi che tutti conosceva e di cui conosceva tutto, non ancora su un’azienda di medie dimensioni. E poi perché pare che il suo sermoncino abbia funzionato. Che i ragazzi abbiano cominciato a salutare chiunque capitasse a tiro: i compagni, i bidelli, persino i professori. E che il loro umore ne abbia tratto giovamento. Quindi non è che prima non volevano farlo. È che proprio non sapevano che si potesse fare. C’è voluta una circolare per informarli dell’esistenza di questa strana pratica che sta alla base della convivenza tra esseri umani mediamente evoluti. Qualcuno di loro ne aveva sentito parlare di sfuggita, in casi eccezionali addirittura in famiglia, di sicuro mai alla televisione. Ma l’avrà associata a un’ammissione di debolezza o a una sdolcinatura, rimuovendola immediatamente. Finché un giorno, grazie a una circolare del preside, ha scoperto che la buona educazione non è buona perché melensa. È buona perché fa bene.
Il proprietario di un bar a Napoli ha esposto questo cartello. Il genio tutto napoletano.



 

 

 

Vista la risonanza sui social dell'area archeologica dell'antica Treglia, per chi vuole sapere qualcosa in più su questo luogo, ripo...