martedì 25 febbraio 2014

  SI RISPETTINO LE DONNE E.... LA LEGGE
Il 23 novembre 2012 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la legge n. 215: “Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali.
La Legge ha modificato l’art 6 comma 3° della Legge 267/2000 sostituendo il termine “promuove” con “garantire”: “Gli statuti comunali e provinciali stabiliscono norme per assicurare condizioni di pari opportunità tra uomo e donna ai sensi della legge 10 aprile 1991, n. 125, e per  garantire la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali del comune e della provincia, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da essi dipendenti”. La  Legge inoltre stabilisce che entro 6 mesi (quindi entro il 26 Giugno 2013) dalla entrata in vigore della stessa gli enti locali devono adeguare i propri statuti e regolamenti ma il Comune Pontelatone, è anche questa volta in ritardo (di ben 8 mesi) e quindi inadempiente.
Diventa dunque un obbligo di legge quello che si era affermato in precedenza  per giurisprudenza costante sulla presenza obbligatoria di donne in giunta.
A quest'ultimo riguardo si sottolinea  in particolare Corte costituzionale 5.4.2012 n. 81 che ha ribadito la sindacabilità dei decreti di nomina dei componenti di Giunta per violazione di norme sulle pari opportunità, Consiglio di Stato 27-07-2011 n. 4502, nonché Tar Puglia Bari 17-01-2012 n. 191 e soprattutto Tar Brescia 5-01-2012 n. 1.
Sorprende ed è grave che, ad oggi,l'opposizione non abbia ancora attivato qualche iniziativa per costringere quest'Amministrazione a rispettare le Donne e la legge.

lunedì 24 febbraio 2014


RICORDO DI SANDRO PERTINI
                               (nell'anniversario della morte , 24 febbraio 1990)

Quando passava Pertini si diceva: Passa un socialista, passa un uomo onesto”.
Di quella “razza” faceva parte Sandro Pertini, indimenticato presidente della Repubblica




sabato 22 febbraio 2014

 GOVERNO RENZI
Ho visto la lista dei Ministri. Nota positiva: più giovani e donne. Per il resto.... Dio ce la mandi buona.

mercoledì 19 febbraio 2014

GLI OPERATORI DEI CALL CENTER

Mi ha colpito la lettera inviata ai giornali qualche giorno fà da un'operatrice di call center . Ve la riporto. Aiuta a capire e dovrebbe indurci ad essere più cortesi, pur nella risolutezza delle risposte.
Chi di Voi non riceve a casa telefonate promozionali da parte di operatori di call-center, anche nelle ore più impensabili e spesso mentre stiamo a tavola.
E’ un disturbo e mi rendo conto che ricevere quattro telefonate uguali al giorno non aiuta a essere educati nelle risposte
Ma sforziamoci di essere gentili, ricordiamoci che dall’altra parte del filo del telefono c’è sempre una persona che lavora per pochi euro al mese e spesso è un lavoro di ripiego dettato dalle necessità.

"Ti scrivo perchè “finalmente” ho trovato lavoro e che lavoro; insomma uno di quei call center enormi. 170 postazioni, dove si vendono vini, olio, assicurazioni, telefonia e quant’altro; io sono stata presa per la vendita di quest’ultimo servizio, dopo una settimana di corso ovviamente non pagata e un esame scritto e prova di due ore in cuffia.
 Potrei dire che è meglio che niente anche perchè in giro non c’è nulla. Infatti c’è pieno di laureati da quanto ho capito.
Non ho un vero e proprio fisso, o meglio i miei 320 euro sono correlati al conseguimento di 800 contatti utili (chiamate sopra il minuto) nel mese. Ovvio che non ho nessuno strumento per controllare quanti sono quelli da me fatti. E questo penso che sia legale purtroppo.
 Se devo dirla tutta, non si è capito se i 320 euro siano lordi o netti e/o fissi o strettamente collegati al raggiungimento degli 800 contatti utili in un mese; resta il fatto che tutti i nuovi assunti si stanno rendendo conto che è un obiettivo impossibile da realizzare.
Per farti un quadro più completo ti racconto meglio. Ho fatto un colloquio, solo perchè ho esperienza, infatti la mia amica che era venuta con me, non l’hanno chiamata. Nel colloquio di gruppo ero con altre 5 ragazze, e la responsabile ci ha fatto delle domande sia scritte che orali sul perchè volevamo lavorare li, cosa mi aspettavo dall’azienda e le principali caratteristiche che deve avere un buon venditore. Dal colloquio sono stata selezionata solo io.
Al corso, non pagato, eravamo in 10. L’insegnante ( differente da chi ci ha fatto il colloquio) era tutt’altro che brava, ci trattava come numeri, dicendocelo in faccia che tanto via uno, ce n’erano altri 1000.
Ha urlato in faccia a due ragazze ( arrivate in ritardo) dicendo che se fosse stato per lei, le avrebbe cacciate seduta stante ( tutto ciò davanti a tutti). Tanto è che una ragazza si è messa a piangere. Poi guardava sempre quasi tutti con il sopracciglio alzato, e se qualcuno commentava qualcosa di non propriamente giusto lei si teneva la testa tra le mani e se ne usciva con battute del tipo: gli tagliate le corde vocali? la prossima volta ti tiro un calcio negli stinchi.
Il primo giorno infatti continuava a dire vediamo quanti ne rimangono domani, vediamo chi resiste. Il terzo giorno uno ha mollato. Il quarto giorno c’è stato un test con due ore di chiamate, con lei che ascoltava tutti e prendeva appunti, e ho visto che si è messa di fianco ad un ragazzo con la testa tra le mani. Povero. Questo ragazzo poi non l’ha preso.
Poi 7 pagine di domande aperte su tutto il programma. Da 9 ne ha selezionati 6. Alla fine ci ha fatto firmare il contratto, dicendoci che l’operatore è perseguito per legge penalmente in caso di denuncia e che noi dobbiamo sostenere le spese legali e che in caso di vincita del cliente avremo la fedina penale sporca.
Al che io ho chiesto come sia possibile, dato che dopo la nostra attivazione c’è sempre il controllo ( un ulteriore chiamata) da parte del callcenter. Ovviamente non mi ha risposto ma ha sviato la mia domanda.
Questa cosa delle fedina penale sporca, mi ha subito allarmato perchè sono all’inizio, ma in ogni caso non ho trovato corretto che nel colloquio e/o durante i cinque giorni di corso, non si sia mai menzionata questa cosa. Sempre che sia vera, poi…
Il primo giorno, mi sono più rimbambita sia per i fax che entravano ad un volume da stordimento sia per i vaffanculo che mi prendo dalle persone che chiamo; una chiamata era a volume bassissimo una altra altissimo, un continuo così.
E pensare dopo le spese degli spostamenti, per carità 3 euro, le orecchie pesanti, i vaffanculo presi, potrei anche non vedere neanche i 320 euro.

sabato 15 febbraio 2014

 POLITICHE SOCIALI  E  ASSISTENZIALISMO
Che in politica tutto si muove sull'onda della creazione del consenso e dell'accrescimento dei voti non deve sorprendere e, di per sè, non è un fatto negativo.Ma il consenso e i voti possono essere prodotti e causa di clientelismo oppure prodotti e causa di buona amministrazione.
Scambiare il consenso elettorale con i bisogni della gente è quanto di più miserabile,eppure  è abbastanza frequente che invetrebrati politici si servano di promesse di lavoro(che non possono essere mantenute) e quant'altro per catturare consenso.
E' abbastanza frequente che amministratori senza scrupoli, invece di mettere al centro dell'azione politica e amministrativa la persona, rispettandone la dignità per cercare di rispondere ai suoi bisogni,nella massima trasparenza,sfruttino questi bisogni per soddisfare altri tipi di interesse non altrettanto nobili e di alto profilo.
Facendo, ad esempio, confusione tra politiche sociali, frutto di buona amministrazione, e assistenzialismo che spesso sfocia nel clientelismo.
Sul punto è bene fare un pò di chiarezza.
Con “politiche sociali” s’intende un complesso di interventi teso a realizzare servizi pensati e strutturati per l’intera comunità cittadina e fruiti di volta in volta da coloro che – in determinate circostanze della loro vita – si trovano in una condizione di riconosciuto bisogno di sostegno. Sono politiche sociali, le mense scolastiche, il trasporto scolastico, l’assistenza sociale e domiciliare, i servizi di inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. E altri ancora che la lungimiranza e la passione delle Amministrazioni sanno costruire.
Le politiche sociali sono la risposta “alta” a un diritto che la comunità riconosce ai propri componenti nel momento di una loro particolare necessità.
L'assistenzialismo è invece l'intervento individuale teso a riconoscere al singolo una gratificazione occasionale, concepita come atto discrezionale di attenzione di chi detiene il potere nei confronti di colui che versa in uno stato di bisogno. L’intervento assistenzialistico non riconosce un diritto, ma genera una dipendenza del destinatario verso il benefattore; è un atto unilaterale che di volta in volta “premia” questo o quello, ma non radica un diritto e non genera un sistema strutturato di servizi. E', ad esempio , assistenzialismo concedere aumm aumm questo o quel beneficio o vantaggio a chi pur versa in stato  di bisogno.
Magari nel breve periodo arriverà qualche voto in più dal beneficato di turno, ma poi si paga drammaticamente tutto, con gli interessi. E Pontelatone sta pagando.
Spero di aver chiarito i concetti.
HANNO DETTO..........



giovedì 13 febbraio 2014

 ITALIANI, BRAVA GENTE
 Sono davanti al televisore. Sto seguendo in diretta la direzione del Partito Democratico che fra poco voterà la sfiducia a Letta per dare l'avvio ad un governo a guida Renzi.
Sono perplesso.
In Grecia il disastro c’è stato e lentamente pare che quel popolo stia svegliandosi dall’idea che si possa vivere da imbroglioni, da “tutti impiegati pubblici”, "tutti a non far nulla". 
La Spagna è sveglia, si dibatte ma sta risalendo la china.
Noi italiani continuiamo a restare affascinati dalle avventure senili di un ricco imbroglione, o dal duello giovanile fra due  che se dicono in faccia battute del tipo “Alzati tu che mi siedo io”

Vista la risonanza sui social dell'area archeologica dell'antica Treglia, per chi vuole sapere qualcosa in più su questo luogo, ripo...