sabato 15 aprile 2017

BUONA PASQUA 
Risultati immagini per sole che sorge colomba della pace immagineLa Pasqua, per noi cattolici, e' la festa della resurrezione, della rinascita, del rinnovamento e del cambiamento.
Simboleggia la possibilità', sempre presente per tutti, di risorgere  e intraprendere un nuovo cammino.
Vale per tutti, ma proprio per tutti.
Per Pontelatone, se ci pensate "laicamente", è  il fondamento, la condizione indispensabile per farne un paese vivo e vivace, dove legalità, trasparenza, partecipazione, attenzione per il territorio, solidarietà verso chi ha bisogno, non sono  parole vuote o slogan elettorali, ma valori basati su fatti concreti.
Vale per tutti i pontelatonesi, vale soprattutto per chi è alla guida del paese.
Buona Pasqua, chissa' che la rinascita non arrivi davvero ad aiutare a cambiare le cose.
Tanti auguri.


domenica 15 gennaio 2017

IL BLOG CHIUDE

Questo sito ha circa nove anni di vita. In questo spazio ho cercato di dare informazione, di stimolare il dibattito su temi che animano la vita politica locale e far nascere idee.
Risultati immagini per blog immagineHo dato fastidio a quelli che hanno  sempre avuto un rapporto difficile con l'articolo 21 della Costituzione e proprio non riescono a tollerare l'idea che normali cittadini abbiano una loro opinione e hanno l'ardire di diffonderla pubblicamente.
In tutti questi anni ho detto molto di quello che volevo dire, ho osservato tutto ciò che volevo osservare.
Quindi, per ora, chiudo il blog. Tutto nasce, vive, muore.
Questo blog, nato  anche  per un pò di passatempo, ha vissuto e ora smette di vivere, almeno per un pò.
Grazie a tutti Voi che che nel tempo lo avete  letto, commentato o che magari vi siete arrabbiati con il sottoscritto nel leggerlo.

giovedì 22 dicembre 2016

Caro Ministro Poletti forse all'estero non l'avrebbero mai preso
giornale il-fatto-quotidiano 
Se centomila giovani se ne sono andati dall’Italia, non è che qui sono rimasti 60 milioni di ‘pistola’. Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. Quando ho letto queste parole pronunciate dall’improvvido ministro del Lavoro Giuliano Poletti, ho provato una rabbia e una delusione profonda. Per tre motivi: perché sono un ex-cervello in fuga (ho lavorato per anni alla Columbia University di New York come neuroscienziato, scappando dall’Università italiana), perché ora sono un giornalista e in quanto tale mi occupo di dati e delle storie delle persone, e perché sono uno di sinistra, un progressista.
Poletti, compagno Poletti, ma come si fa a dire una boiata del genere? E non me ne frega nulla delle sue precisazioni tardive. Provi solo un secondo ad immaginare di avere di fronte un ragazzo che è dovuto scappare a Londra a fare il cameriere o il pizzaiolo per trovare un lavoro decente, o uno come me che è fuggito a fare ricerca alla Columbia University di New York perché di lavorare come ricercatore a 1000 euro al mese fino ai cinquant’anni non ne avevo nessuna voglia. Preferisce non averci tra i piedi? Forse ha ragione, perché se l’avessi davanti, io le vorrei porre alcune domande, il pizzaiolo forse le darebbe una randellata in testa con la pala per le margherite.
Caro ministro, ma lei conosce l’Italia, studia, si applica? Credo di no. Guardi questa tabella.

In Italia si laurea solo il 20 per cento della popolazione, meno della metà dei Paesi civili. Oltretutto, chi ha una laurea in Italia è costretto spesso a fare un lavoro che non c’entra niente coi suoi studi. Conosco una marea di giovani che sono laureati in Lettere e lavorano in un call center a 300 euro al mese, o in Legge che fanno i camerieri. Tra i miei amici statunitensi, tutti hanno un lavoro adeguato al loro corso di studi: chi ha la laurea in Ingegneria fa l’ingegnere, chi ha la laurea in Cinema lavora nel cinema, ecc.
Ministro, guardi i dati e mi spieghi, per favore. Da noi si laurea la metà o un terzo dei giovani che si laureano in Gran Bretagna o negli Usa. Lo capisce che se già il misero 20 per cento dei laureati non trova lavoro intellettuale vuol dire che in Italia i posti di lavoro per un lavoro intellettuale non ci sono? Quindi, il problema non è che ci sono troppi laureati (no, sono troppo pochi), è che il mercato del lavoro intellettuale non offre sbocchi, e per questo un giovane laureato è costretto a fuggire all’estero. In altre parole, siamo diventati un paese dove c’è bisogno solo di meccanici, contadini e pastori. Ma per fare quello ci sono già i marocchini, i nigeriani e i rumeni che paghiamo 3 o 4 euro l’ora, magari con i voucher o addirittura in nero. Cioè siamo diventati un paese retrogrado, di azienda manifatturiera, agricoltura e pastorizia, come il Bangladesh o la Colombia. Niente di male, ovviamente, ma basta saperlo.
Lo sa, caro ministro, che negli Usa il 50 per cento dei ragazzi si laurea e la disoccupazione giovanile è al 4 per cento, mentre da noi si laurea il 20 per cento, ma la disoccupazione giovanile è al 36 per cento?
E con il lavoro manuale non siamo messi meglio. Forse, caro ministro, doveva venire con me a Monfalcone, davanti ai cancelli della Fincantieri. Doveva incontrare l’operaio Giampaolo, 29 anni di lavoro sulle spalle, che in lacrime, mentre fiumane di lavoratori uscivano dalla fabbrica, mi ha confessato: “Questa sinistra non mi rappresenta più. Cos’è la sinistra oggi? Guarda: questi operai, oggi ci sono, domani non ci sono più. Chi ci pensa a noi?”. E mi ha spiegato che solo 850 – dei 10.000 operai di Monfalcone – sono assunti a tempo indeterminato direttamente da Fincantieri, mentre tutti gli altri lavorano in ditte terziste che ti assumono con i voucher o con contratti di un giorno, una settimana o un mese (la famosa flessibilità) per paghe da fame di 800-1000 euro al mese. Solo i tanti bengalesi, rumeni o croati possono accettare questi salari da fame, perché vivono in dieci in un appartamento o scappano appena possono a casa loro, oltre-confine. Per questo, molti ragazzi italiani fuggono da Monfalcone e vanno all’estero. E nel resto d’Italia è lo stesso.
In Italia, caro ministro, la scuola è fallita e il sistema lavoro fa ancora più schifo, lo sa? No, forse non lo sa. Perché ho come l’impressione che lei il mercato del lavoro non lo ha mai dovuto affrontare davvero. Guardi, questo è il suo scarno curriculum.
Niente laurea, lei è un perito agrario, ma mica è un problema, siamo abituati ai ministri non laureati. Ehi, non fraintenda: è perfino superfluo dire che io apprezzo e ammiro chiunque, laureato e non laureato. Don’t judge a book from its cover, direbbero all’estero. Capisce cosa vuol dire? Lo sa l’inglese? Credo di no. Mi pare di capire dal suo curriculum che il suo cursus honorum si è svolto tutto tra le protettive e accoglienti braccia del partitone emiliano, quello di sinistra, quello che pensava ai giovani e ai lavoratori. Forse lei non ha mai dovuto emigrare per trovare lavoro, non ha mai dovuto imparare in fretta una lingua straniera perché se non capiva le ordinazioni la licenziavano, non ha mai dovuto sottoporsi all’ esame di una decina di spietati professori anglosassoni che valutavano i tuoi lavori scientifici con il crivello e poi ti dicevano di preparare una lezione in inglese in due ore.
Ecco, a uno come me, a uno come il mio amico Ottavio – che ora è professore alla Columbia University -, o al mio amico Giancarlo – che era lavapiatti e ora ha una catena di ristoranti e fa le tagliatelle più buone di New York, lei ha detto che: “E’ bene che stiano dove sono andati, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”. Che rispetto per i lavoratori, proprio da illuminato uomo di sinistra.
Sa cosa penso? Che uno come lei, per dire, alla Columbia University di New York (Usa) dove ho lavorato io, non l’avrebbero mai preso, e neanche al Ristorante Ribalta di New York, guarda caso. Caro compagno Poletti, ma non è che le brucia perché col suo curriculum le è già andata grassa che l’hanno preso alla Legacoop di Budrio (Italy) e poi è persino diventato ministro?

Giuseppe Casadio 



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 BUON NATALE
 A tutti, a tutti quelli che mi leggono.... ed anche a quelli che non lo fanno, un NATALE sereno e di speranza con la poesia e la musica di Pierangelo BERTOLI

IL "NUOVO" ACCESSO CIVICO


Il D.Lgs. 25 maggio 2016 n. 97 “Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza,..." ha modificato ed integrato il D.Lgs. 14 marzo 2013 n. 33 (cd. “decreto trasparenza”), con particolare riferimento al diritto di accesso civico. 
Il Consiglio di Stato nel parere reso sullo schema di decreto attuativo ha sottolineato come l’introduzione del nuovo accesso civico segni “il passaggio dal bisogno di conoscere al diritto di conoscere e rappresenta per l’ordinamento nazionale una sorta di rivoluzione copernicana, potendosi davvero evocare la nota immagine della pubblica amministrazione trasparente come una casa di vetro” (Cons. Stato, sez. consultiva, parere 24 febbraio 2016 n. 515/2016). 
Ora l'ANCI ha reso disponibile un quaderno con tutti gli aggiornamenti sul nuovo diritto di accesso civico. Spero fortemente che in qualche Comune (e non solo) se lo leggano.
Il Link del manuale 

lunedì 5 dicembre 2016

Risultati immagini per referendum immagini     REFERENDUM: VINCE IL NO
La riforma di Renzi è miseramente naufragata, travolta da una marea di NO.
Io ho votato No  perchè ritenevo la riforma  Renzi un pastrocchio  che avrebbe peggiorato la Costituzione attuale, rendendo tutto più confuso e pasticciato.
Ma credo che la stragrande maggioranza di coloro che hanno espresso un voto contrario abbiano voluto dare uno schiaffo, pesante, all'arroganza e alle molte chiacchiere e pochi fatti  del  Presidente del Consiglio .
Matteo Renzi non ha capito ( come la quasi totalità dei politici del resto) che gli italiani sono stanchi, stanchi, ma proprio stanchi di leaders e di proposte politiche che offendono la loro intelligenza, il loro buon senso, la loro giusta preoccupazione per il futuro loro e dei loro figli.
Non è un caso che a bocciare la riforma sono stati soprattutto  i giovani e il Sud, dove c'è più disoccupazione e povertà-


FARSI GIUSTIZIA  DA SOLI? Adesso non sappiamo  più se hanno validità o meno le leggi riportate sul Codice penale. Il centrodestra che att...