Ai sensi dell’art. 193 del Testo Unico degli Enti Locali 18.8.2000 n. 267, i Consigli comunali debbono approvare entro il 30 settembre i cosiddetti equilibri di bilancio. Si tratta di un provvedimento che serve a verificare lo stato di attuazione dei programmi nonché la permanenza degli equilibri generali di bilancio e, in caso di accertamento negativo, all’adozione delle manovre correttive per ripianare gli stati di disavanzo della gestione finanziaria.
Il provvedimento è talmente importante che la legge prevede che , trascorso il termine entro il quale deve essere approvato (30 settembre), il Prefetto, con lettera notificata ai singoli consiglieri, assegna un termine non superiore a 20 giorni per la sua approvazione, decorso il quale si sostituisce, mediante apposito commissario, all’Amministrazione inadempiente.
L’Amministrazione di Pontelatone, alla data del 30 settembre, non ha provveduto ad assolvere, con delibera, all’inderogabile adempimento, per cui dovrebbe scattare la procedura sopra descritta.
L'Amministrazione non ha approvato neppure il conto consuntivo relativo alla gestione 2009 pur se andava normalmente approvato entro il 30 aprile 2010.
SIAMO ALLO SBANDO TOTALE. Qualcuno potrebbe ricordare l'orchestrina del Titanic che continuava a suonare mentre la nave affondava.
.
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.(Art 21della Costituzione)
lunedì 4 ottobre 2010
IL DISCORSO DI PERICLE AGLI ATENIESI
Un blogger, a sostegno della sua tesi in una discussione tra noi sui requisiti del buon amministratore pubblico, ha richiamato il Discorso di Pericle agli Ateniesi nel 461 avanti Cristo. E’ così bello e attuale che lo riporto (adattato alla recitazione teatrale da Paolo Rossi) su questo blog:
“ Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di
altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una
ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non
siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro
prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia
siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle
proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici
affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato
anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo
proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che
risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è
buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo,
ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una
politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della
democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà
sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni
ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso,
la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la
nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così
“ Qui il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi: e per questo viene chiamato democrazia.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Le leggi qui assicurano una giustizia eguale per tutti nelle loro
dispute private, ma noi non ignoriamo mai i meriti dell’eccellenza.
Quando un cittadino si distingue, allora esso sarà, a preferenza di
altri,chiamato a servire lo Stato, ma non come un atto di privilegio, come una
ricompensa al merito, e la povertà non costituisce un impedimento.
Qui ad Atene noi facciamo così.
La libertà di cui godiamo si estende anche alla vita quotidiana; noi non
siamo sospettosi l’uno dell’altro e non infastidiamo mai il nostro
prossimo se al nostro prossimo piace vivere a modo suo.
Noi siamo liberi, liberi di vivere proprio come ci piace e tuttavia
siamo sempre pronti a fronteggiare qualsiasi pericolo.
Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle
proprie faccende private, ma soprattutto non si occupa dei pubblici
affari per risolvere le sue questioni private.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Ci è stato insegnato di rispettare i magistrati, e ci è stato insegnato
anche di rispettare le leggi e di non dimenticare mai che dobbiamo
proteggere coloro che ricevono offesa.
E ci è stato anche insegnato di rispettare quelle leggi non scritte che
risiedono nell’universale sentimento di ciò che è giusto e di ciò che è
buon senso.
Qui ad Atene noi facciamo così.
Un uomo che non si interessa allo Stato noi non lo consideriamo innocuo,
ma inutile; e benché in pochi siano in grado di dare vita ad una
politica, beh tutti qui ad Atene siamo in grado di giudicarla.
Noi non consideriamo la discussione come un ostacolo sulla via della
democrazia.
Noi crediamo che la felicità sia il frutto della libertà, ma la libertà
sia solo il frutto del valore.
Insomma, io proclamo che Atene è la scuola dell’Ellade e che ogni
ateniese cresce sviluppando in sé una felice versatilità, la fiducia in se stesso,
la prontezza a fronteggiare qualsiasi situazione ed è per questo che la
nostra città è aperta al mondo e noi non cacciamo mai uno straniero.
Qui ad Atene noi facciamo così
venerdì 3 settembre 2010
INTERROGAZIONI CONSILIARI
Il gruppo di minoranza, a firma del capogruppo Mena Scirocco, ha presentato il 27.8.2010 al Sindaco e all'assessore ai LL.PP. due interrogazioni che saranno discusse nel prossimo Consiglio Comunale.
Ecco le interrogazioni:
Al Sindaco
All'Assessore ai LL.PP.
Il sottoscritto capogruppo consiliare di minoranza
considerato che sono trascorsi anni da quando l'Amministrazione Comunale ha adottato con delibera di C.C. n. 15 del 13.5.2004 il Piano per Insediamenti Produttivi turistico-sportivi in località Masseria Cervarecce
interroga
il sindaco e/o l'assessore ai LL.PP. perchè con solerzia riferisca compiutamente al Consiglio comunale sullo stato attuale del procedimento e sulle iniziative che l'amministrazione intende porre in essere sul punto.
Si richiede risposta orale in Consiglio comunale
Il capogruppo consiliare
Filomena Scirocco
Al Sindaco
All'Assessore ai LL.PP.
Il sottoscritto capogruppo consiliare di minoranza
premesso
- che la presente non ha alcuna finalità polemica riguardo alla mancata realizzazione della strada "Valle" nella frazione Treglia a oltre 8 anni dai finanziamenti regionali.
- che ha ,invece,il solo scopo di stimolare l'Amministrazione ad avviare a positiva soluzione l'annoso problema e di soddisfare le legittime richieste di informazioni avanzate da numerosi cittadini della frazione
INTERROGA
il Sindaco e/o l'assessore ai LL.PP. perchè con solerte urgenza riferisca al Consiglio Comunale sullo stato attuale del procedimento per la realizzazione della suddetta strada.
Si richiede risposta orale in Consiglio Comunale
Il capogruppo consiliare
Filomena Scirocco
Ecco le interrogazioni:
Al Sindaco
All'Assessore ai LL.PP.
Il sottoscritto capogruppo consiliare di minoranza
considerato che sono trascorsi anni da quando l'Amministrazione Comunale ha adottato con delibera di C.C. n. 15 del 13.5.2004 il Piano per Insediamenti Produttivi turistico-sportivi in località Masseria Cervarecce
interroga
il sindaco e/o l'assessore ai LL.PP. perchè con solerzia riferisca compiutamente al Consiglio comunale sullo stato attuale del procedimento e sulle iniziative che l'amministrazione intende porre in essere sul punto.
Si richiede risposta orale in Consiglio comunale
Il capogruppo consiliare
Filomena Scirocco
Al Sindaco
All'Assessore ai LL.PP.
Il sottoscritto capogruppo consiliare di minoranza
premesso
- che la presente non ha alcuna finalità polemica riguardo alla mancata realizzazione della strada "Valle" nella frazione Treglia a oltre 8 anni dai finanziamenti regionali.
- che ha ,invece,il solo scopo di stimolare l'Amministrazione ad avviare a positiva soluzione l'annoso problema e di soddisfare le legittime richieste di informazioni avanzate da numerosi cittadini della frazione
INTERROGA
il Sindaco e/o l'assessore ai LL.PP. perchè con solerte urgenza riferisca al Consiglio Comunale sullo stato attuale del procedimento per la realizzazione della suddetta strada.
Si richiede risposta orale in Consiglio Comunale
Il capogruppo consiliare
Filomena Scirocco
mercoledì 18 agosto 2010
DELIBERA CONSIGLIO COMUNALE n.48/1983- all. commento post precedente



NOTA
Il vincolo di inedificabilità assoluta in tutta la zona compresa oggi nel parco archeologico è stato posto dal Ministero dei Beni Culturali solo nel 1991. Antecedentemente esisteva un vincolo di inedificiabilità relativa, cioè prima di edificare bisognava fare i saggi. Pertanto, nel 1984 la zona Iardino poteva benissimo essere inserita nel Prg.
Per zona Morritiello si intende la zona posta dietro la montagnola, area successivamente dichiarata altamente franosa dall'Autorità di Bacino del Liri-Garigliano_Volturno
martedì 3 agosto 2010
L'ARROGANZA NON PAGA!
Nei mesi scorsi l’Ispettorato Generale di Finanza del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha eseguito presso il Comune di Pontelatone una verifica amministrativo-contabile.
L’ispezione ha confermato quanto la minoranza, inascoltata e sbeffeggiata, va dicendo da anni e cioè che vi sono gravi irregolarità nella gestione della cosa pubblica.
Dalla relazione dell’ispettore, inviata alla Corte dei Conti per i provvedimenti di competenza, risultano irregolarità che riguardano il bilancio comunale, il rendiconto della gestione, il personale dipendente, l’affidamento degli incarichi a tecnici e consulenti, i ritardi nell’esecuzione di opere pubbliche, ecc.
Una gestione arrogante e irresponsabile che ha portato il nostro Comune sull’orlo del dissesto finanziario e che ha provocato un profondo decadimento civile e morale della politica locale.
Sotto il profilo finanziario ci troviamo, come emerge anche dalla relazione dell’ispettore del Ministero, di fronte ad un Comune ridotto al lastrico, che è stato gestito in questi anni allegramente con trucchetti contabili del tipo l’iscrizione in bilancio di entrate incerte e fittizie a fronte di spese sicure. Un meccanismo perverso che ha progressivamente squinternato le casse comunali.
Ora c’è solo da rimboccarsi le maniche e tentare di porre rimedio ai danni prodotti coinvolgendo i cittadini in un processo di ricostruzione economica, morale e civile del paese, cui tutti devono partecipare, perché da questa situazione ne dovremo uscire tutti insieme
La minoranza, che in tutti questi anni ha lanciato ripetutamente l’allarme sul bilancio comunale anche con pubblici manifesti e avanzato suggerimenti e proposte per il risanamento dei conti, farà responsabilmente la sua parte.
Intanto l’Amministrazione ha il dovere di dire ai cittadini, che sono i veri padroni del Comune, qual’é l’effettiva situazione debitoria dell’Ente. Non è nascondendo o tacendo la realtà dei fatti che si risolvono i problemi.
E faccia capire cosa intende fare per il risanamento delle casse comunali per evitare il dissesto che graverebbe ulteriormente sulle tasche dei cittadini.
Se l’Amministrazione porterà in Consiglio Comunale provvedimenti credibili che guardano all’interesse generale del paese noi li valuteremo senza preconcetti e li voteremo.
E valuteremo senza preconcetti o preclusioni anche i provvedimenti, su cui il nostro contributo sarà accolto, riguardanti altri problemi non più rinviabili, quali la definizione e l’approvazione del piano urbanistico comunale, il miglioramento della qualità e efficienza degli uffici comunali, “Cervarecce”, la realizzazione di opere pubbliche prioritarie(es. strada Valle), il recupero del rispetto e del prestigio del Consiglio Comunale finora mortificato nei suoi compiti e nelle sue funzioni.
Ma se l’idea dell’Amministrazione è la solita, se l’idea è quella di una sorta di “ tirare a campare” per salvaguardare interessi particolari, allora la nostra opposizione sarà ancora più forte e lavoreremo per mandare a casa prima del tempo un Sindaco non all’altezza della situazione e un’Amministrazione che ha prodotto solo danni e ingiustizie e della quale francamente non se ne può più.
Il Gruppo Consiliare di Minoranza
VOLANTINO DIFFUSO DAL GRUPPO DI MINORANZA, AGOSTO 2010
L’ispezione ha confermato quanto la minoranza, inascoltata e sbeffeggiata, va dicendo da anni e cioè che vi sono gravi irregolarità nella gestione della cosa pubblica.
Dalla relazione dell’ispettore, inviata alla Corte dei Conti per i provvedimenti di competenza, risultano irregolarità che riguardano il bilancio comunale, il rendiconto della gestione, il personale dipendente, l’affidamento degli incarichi a tecnici e consulenti, i ritardi nell’esecuzione di opere pubbliche, ecc.
Una gestione arrogante e irresponsabile che ha portato il nostro Comune sull’orlo del dissesto finanziario e che ha provocato un profondo decadimento civile e morale della politica locale.
Sotto il profilo finanziario ci troviamo, come emerge anche dalla relazione dell’ispettore del Ministero, di fronte ad un Comune ridotto al lastrico, che è stato gestito in questi anni allegramente con trucchetti contabili del tipo l’iscrizione in bilancio di entrate incerte e fittizie a fronte di spese sicure. Un meccanismo perverso che ha progressivamente squinternato le casse comunali.
Ora c’è solo da rimboccarsi le maniche e tentare di porre rimedio ai danni prodotti coinvolgendo i cittadini in un processo di ricostruzione economica, morale e civile del paese, cui tutti devono partecipare, perché da questa situazione ne dovremo uscire tutti insieme
La minoranza, che in tutti questi anni ha lanciato ripetutamente l’allarme sul bilancio comunale anche con pubblici manifesti e avanzato suggerimenti e proposte per il risanamento dei conti, farà responsabilmente la sua parte.
Intanto l’Amministrazione ha il dovere di dire ai cittadini, che sono i veri padroni del Comune, qual’é l’effettiva situazione debitoria dell’Ente. Non è nascondendo o tacendo la realtà dei fatti che si risolvono i problemi.
E faccia capire cosa intende fare per il risanamento delle casse comunali per evitare il dissesto che graverebbe ulteriormente sulle tasche dei cittadini.
Se l’Amministrazione porterà in Consiglio Comunale provvedimenti credibili che guardano all’interesse generale del paese noi li valuteremo senza preconcetti e li voteremo.
E valuteremo senza preconcetti o preclusioni anche i provvedimenti, su cui il nostro contributo sarà accolto, riguardanti altri problemi non più rinviabili, quali la definizione e l’approvazione del piano urbanistico comunale, il miglioramento della qualità e efficienza degli uffici comunali, “Cervarecce”, la realizzazione di opere pubbliche prioritarie(es. strada Valle), il recupero del rispetto e del prestigio del Consiglio Comunale finora mortificato nei suoi compiti e nelle sue funzioni.
Ma se l’idea dell’Amministrazione è la solita, se l’idea è quella di una sorta di “ tirare a campare” per salvaguardare interessi particolari, allora la nostra opposizione sarà ancora più forte e lavoreremo per mandare a casa prima del tempo un Sindaco non all’altezza della situazione e un’Amministrazione che ha prodotto solo danni e ingiustizie e della quale francamente non se ne può più.
Il Gruppo Consiliare di Minoranza
VOLANTINO DIFFUSO DAL GRUPPO DI MINORANZA, AGOSTO 2010
sabato 19 giugno 2010
IL BILANCIO COMUNALE
martedì 11 maggio 2010
SAPER GOVERNARE UN PAESE
Saper g
overnare un paese, una città vuol dire essere capaci di interpretare le richieste che vengono dal territorio e saper dare loro risposte tempestive ed efficaci. Vuol dire sforzarsi di ascoltare la propria gente, i suggerimenti e le lamentele che da essa arrivano e essere in grado di fornire i mezzi e gli strumenti affinché chi si rivolge alla politica abbia delle risposte concrete. Vuol dire cercare insistentemente la via per portare sempre maggior benessere ai territori che si amministrano. Ciò vale in ambito sociale, ma anche in ambito economico- lavorativo, in ambito amministrativo- burocratico.
La politica,quindi, come gestione e soddisfacimento di interessi diffusi, generali. La politica come gestione di un potere che va esercitato per la gente e non come potere occupato per soddisfare esigenze di parte, di una parte.
Quello che deve fare la politica e il politico è quindi adoperarsi affinché il territorio viva in armonia e la gente che vive il territorio goda di quest’armonia. Ciò va fatto gestendo il potere in maniera attenta, alimentando l’anello fondamentale di questo circolo virtuoso: il dialogo. Non ci può essere politica se non c’è dialogo. Dialogo vuol dire curare i rapporti; vuol dire saper ascoltare anche chi la pensa diversamente; vuol dire saper dare risposte chiare e veritiere.
Se vengono meno questi principi fondamentali viene meno la Politica.
Purtroppo, è quello che è avvenuto nell’ultimo decennio a Pontelatone, dove è passato un messaggio preoccupante, dannoso soprattutto per i giovani. Arroganza, furbizia ed impunità non possono essere considerati i nuovi valori dominanti.
Dobbiamo a tutti i costi contrastare questa tendenza e far sì che la furbizia non sia uno stile di vita, che l’impunità possa diventare un valore e l’illegalità ne sia una logica conseguenza.
La politica,quindi, come gestione e soddisfacimento di interessi diffusi, generali. La politica come gestione di un potere che va esercitato per la gente e non come potere occupato per soddisfare esigenze di parte, di una parte.
Quello che deve fare la politica e il politico è quindi adoperarsi affinché il territorio viva in armonia e la gente che vive il territorio goda di quest’armonia. Ciò va fatto gestendo il potere in maniera attenta, alimentando l’anello fondamentale di questo circolo virtuoso: il dialogo. Non ci può essere politica se non c’è dialogo. Dialogo vuol dire curare i rapporti; vuol dire saper ascoltare anche chi la pensa diversamente; vuol dire saper dare risposte chiare e veritiere.
Se vengono meno questi principi fondamentali viene meno la Politica.
Purtroppo, è quello che è avvenuto nell’ultimo decennio a Pontelatone, dove è passato un messaggio preoccupante, dannoso soprattutto per i giovani. Arroganza, furbizia ed impunità non possono essere considerati i nuovi valori dominanti.
Dobbiamo a tutti i costi contrastare questa tendenza e far sì che la furbizia non sia uno stile di vita, che l’impunità possa diventare un valore e l’illegalità ne sia una logica conseguenza.
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