Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.(Art 21della Costituzione)
domenica 28 dicembre 2025
giovedì 25 dicembre 2025
lunedì 22 dicembre 2025
Rilanciare il nostro territorio: dall'idea di accorpamento a un Patto intercomunale
Sono passati 12 anni da quando, il 10 maggio 2013, nel vuoto e nel silenzio delle amministrazioni e della politica in generale, lanciai l'idea di accorpare in un Unico Comune i quattro piccoli centri ricompresi nell'ex mandamento formicolano.
Nel frattempo, la situazione socio-economica di questi Comuni non è certo migliorata, anzi: gli abitanti sono scesi da 5560 a 4968, l'indice di vecchiaia della popolazione è salito, i giovani se ne vanno.
I nati, nel periodo dal 1.1.2022 al 30.9.2025, sono appena 131,i deceduti 286.
Se la pandemia da Covid-19, lo smart working e la ricerca di contesti meno affollati avevano fatto intravedere un'opportunità per rilanciare le aree interne, la successiva crisi economica ci ha riportato alla dura realtà di un sistema centralizzato che vede la periferia come un costo da tagliare.
Al calo demografico e all'invecchiamento della popolazione ,trend senza inversioni, si sono aggiunte la crisi del commercio (i negozi chiudono) e quella della pubblica amministrazione locale, segnata dalla uscita di personale che non è stato rimpiazzato.
Le difficoltà finanziarie dell'Italia lasciano presagire sempre meno trasferimenti statali verso i Comuni, rendendo complicato, soprattutto per quelli piccoli come i nostri, garantire servizi efficienti ai cittadini: dalla manutenzione delle strade alla raccolta dei rifiuti, dai servizi scolastici all'assistenza sociale, dalla cura del verde pubblico alla gestione dei servizi cimiteriali.
Per rispondere a questa politica di tagli, che ignora le potenzialità dei piccoli Comuni delle aree interne, la via più efficace è ripensare il nostro territorio: studiare nuove forme di coordinamento e cooperazione per assicurare servizi efficienti e creare sviluppo. Solo così potremo offrire ai nostri giovani una prospettiva concreta, senza costringerli a emigrare.
Negli anni, anche nei nostri Comuni sono nate iniziative valide e meritevoli. Troppe, però, rimangono isolate, prive di una visione strategica di lungo periodo. È invece indispensabile una strategia condivisa, che integri risorse e competenze per affrontare in modo coordinato le sfide demografiche, economiche e sociali.
Sbaglia chi pensa di salvare solo il proprio paese. Anche il Comune che avrà "fatto bene i compiti a casa" è destinato a un declino ineluttabile, se circondato da contesti desertificati.
Sono tuttora convinto della bontà dell'aggregazione dei quattro Comuni, ma altrettanto certo che, per vari motivi, non sia realizzabile in tempi brevi.
Il percorso di fusione è regolato dalla legge regionale e statale. Non è un atto di imperio, ma un processo democratico piuttosto lungo e la realtà impone di agire subito.
Cominciare a ragionare per territori è l'unica strada per arginare lo spopolamento. Un retaggio campanilistico continua a fare danni devastanti: creare progetti insieme, tra più paesi, è la via maestra.
È pertanto necessario che i quattro Sindaci (o anche solo due disposti a dare il via) riconoscano la criticità dello spopolamento, con il conseguente degrado del tessuto sociale ed, economico, e la frammentazione amministrativa che ne ostacola la risposta. Sottoscrivano un Patto Territoriale Intercomunale impegnandosi a:
1)Superare la logica della frammentazione per agire come un unico territorio coeso.
2)Condividere risorse umane, strumentali e finanziarie per la realizzazione degli obiettivi comuni.
4)Istituire l'Ufficio Tecnico Intercomunale (UTI), struttura operativa che, coinvolgendo cittadini, imprenditori, associazioni, traduce il Patto in progetti esecutivi, in cui i territori siano realmente uniti e non solo per prendere finanziamenti. Troppo spesso, infatti, i territori si “uniscono” solo per accedere ai fondi, salvo poi frammentare le risorse in micro-progetti incapaci di generare effetti strutturali.
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Un Unico Comune
sabato 20 dicembre 2025
Premiato l'impegno della Pro Loco: il Casavecchia& Pallagrello WineFestivalv tra gli " Eventi di Qualità "nazionali
Con grande piacere salutiamo il prestigioso riconoscimento ottenuto dalla Pro Loco di Pontelatone: l'inserimento del Casavecchia & Pallagrello WineFestival tra gli "Eventi di Qualità" a livello nazionale.
Questo traguardo premia il valore eccezionale dell'operato del Presidente, dei soci e dei volontari, che con passione e dedizione hanno trasformato una sagra locale in un evento di richiamo nazionale.
In un mondo dove tutto corre veloce, il volontariato resta il cuore pulsante dei nostri paesi: tenere vivo il territorio, attirare turisti e far brillare le nostre tradizioni
La Pro Loco ci dimostra che con la collaborazione si possono raggiungere obiettivi ambiziosi.:
Questo successo celebra anche il lavoro dei nostri padri che, nel corso del tempo, hanno trasformato un'agricoltura di sussistenza in un'agricoltura di qualità. Da modeste coltivazioni sono nati eccellenti vigneti di Casavecchia e Pallagrello, preservati con tenacia da tentativi di inquinamento che pure hanno minacciato il nostro ambiente.
Tale trasformazione è stata favorita dal contributo indiretto, non sempre concretamente riconosciuto, del territorio montano della frazione. Grazie a esso, l'intero territorio comunale è stato inserito con la legge 25 luglio 1952 nelle "zone agricole svantaggiate", e successivamente nella Comunità Montana, ottenendo significativi benefici, tra cui:
~Agevolazioni fiscali e contributive varie
~Esenzione ICI/IMU per i terreni agricoli.
~Accesso a contributi della Politica Agricola Comune (PAC) europei, con aiuti accoppiati per vitigni autoctoni.
~Agevolazioni per investimenti strutturali, come modernizzazione di vigneti e impianti di irrigazione.
Questo riconoscimento non è solo un premio per la Pro Loco, ma un invito per tutti noi, istituzioni, cittadini e produttori, a intensificare la sinergia intermunicipale. Solo unendo forze potremo trasformare queste eccellenze locali in opportunità di sviluppo sostenibile per l'intero territorio pontelatonese e oltre, preservando il nostro patrimonio per le generazioni future.
giovedì 11 dicembre 2025
Solitudine dura e cara....
| Monte S. Erasmo |
"Solitudine dura e cara,
compagna dei miei tardi giorni,
alla mensa d’erba amara,
al torbo vino dei ricordi,
soli siamo, tu ed io.
Pur non è triste il nostro stato:
una dolcezza lenta di oblio
già impolvera e copre il passato.
E fuori ride un cielo,
giovedì 4 dicembre 2025
PENSIONE A 70 ANNI?
I contributi previdenziali versati da chi lavora non basteranno più per pagare le pensioni ai troppi pensionati di vecchiaia.
Stando
ad
un rapporto dell’OCSE ’Italia
rientra nel ristretto gruppo di paesi in cui l’età “normale”
di pensionamento potrebbe avvicinarsi, e in alcuni casi
raggiungere, i
70 anni nei
prossimi decenni.
Una
prospettiva che avrà conseguenze profonde sull’organizzazione
delle famiglie, sulla salute dei lavoratori e sulla stessa idea di
vecchiaia.
Alla base di questo allungamento dei tempi per andare in pensione c’è un fenomeno ben noto ma
sempre più pressante: l’invecchiamento della popolazione.Nei Paesi Ocse, il numero di persone con almeno 65 anni rispetto a chi si trova in età lavorativa (tra i 20 e i 64 anni) cresce in modo costante e strutturale. Nel 2000 gli over 65 erano in media 22 ogni 100 persone in età da lavoro. Nel 2025 il rapporto sale a 33 su 100, e le proiezioni indicano che nel 2050 si arriverà a 52 anziani ogni 100 lavoratori.
Questo significa che, passo dopo passo, la base di chi lavora e versa contributi si restringe, mentre il numero di chi percepisce pensioni aumenta. Per mantenere in equilibrio i conti, i sistemi previdenziali reagiscono in due modi: chiedendo di lavorare più a lungo e, spesso, accettando che l’assegno futuro sia meno generoso rispetto al passato.
F ACEBOOK ci chiede : a cosa state pensand o Ecco a cosa stavamo pensando: 1. Belluno “Col biglietto standard e non olimpico: 11enne lasciat...
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