giovedì 2 agosto 2018


Finanziamenti Europei. Ruolo degli Enti Locali nella politica di sviluppo socio-economico
                                                                                            
                                                                                            Dal Corriere della Sera

E' la Direzione della Commissione Europea che si occupa delle politiche di coesione a dire che l’Italia è al ventottesimo posto su ventotto Paesi dell’Unione per capacità di spesa dei 450 miliardi di euro che la Commissione dedica allo sviluppo delle Regioni europee.
Siamo dietro alla Croazia che nell’Unione è appena entrata, in una classifica dominata dalla Grecia e dal Portogallo che hanno avuto l’umiltà di accorgersi di non poter sprecare neppure un euro dei fondi strutturali. Si tratta di una somma ingente, del 40% del budget della Commissione, e la cifra che l’Italia ha avuto a disposizione per il periodo che va dal 2014 al 2020 sarebbe stata sufficiente per aggiungere due punti percentuali al Pil del Mezzogiorno senza pesare sul debito dello Stato.
Il fallimento dell’Italia mette, invece, a rischio la credibilità di un’intera politica che — con la Francia — abbiamo inventato negli anni ottanta.

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Il Mezzogiorno si sta staccando da Paesi che in Europa non sono mai entrati e si sta trasformando in un deserto abitato da pensionati, formatori e consulenti dei fondi strutturali. E, tuttavia, l’amministrazione pubblica — centrale e non solo regionale, perché i programmi per il Mezzogiorno sono gestiti anche dai ministeri e da un’Agenzia istituita per coordinare gli interventi — attraversa stagioni politiche di colore opposto senza mai essere messa in discussione.

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Non è con le guerre di posizione sui principi che si salva l’Italia e l’Europa legate dalla stessa crisi. Ma con il pragmatismo di chi riconosce che la battaglia vera si gioca cambiando persone, metodi e obiettivi di una burocrazia che è, da anni, il muro invisibile contro il quale si infrange qualsiasi progetto di cambiamento.



mercoledì 18 luglio 2018

ELEZIONI COMUNALI 2019:L'ARIA CHE TIRA
ore.

Mancano circa dieci mesi alle elezioni comunali ma già le voci di candidature si rincorrono e si fanno congetture.
A chi mi chiede se sto preparando una lista rispondo si. La lista è pronta ma mi manca il candidato sindaco. Ovviamente è una provocazione.
Si sa benissimo come la penso … e non da oggi.
Il nostro è un paese in declino che non ha saputo valorizzare le sue potenzialità che avrebbero potuto farne la locomotiva dello sviluppo del mandamento con vantaggio per tutti, se solo si fosse sviluppata una politica di dialogo al nostro interno e con i paesi del circondario.
Al contrario, per misere questioni di potere si sono alimentate divisioni, rancori,contrapposizioni che non hanno giovato al paese e hanno altresì impedito di fare quel salto culturale per svolgere un ruolo di primo piano per lo sviluppo economico e sociale dell'area dei Monti Trebulani.
Per tanto tempo, per troppo tempo, la selezione degli amministratori è stata fatta al ribasso e assumendo il cinismo e la spregiudicatezza come qualità centrali. Chi si è sforzato di testimoniare con una vita, in coerenza, valori e visioni (rigore morale,disinteresse personale, giustizia sociale,sguardo al futuro) è stato deriso, certamente umiliato e caldamente invitato a togliersi dalle palle. Il risultato è quello che vediamo in giro.
Oggi, più di ieri, la situazione politica-amministrativa e sociale di Pontelatone è in una fase quanto mai delicata e, se si vuole veramente garantire uno sviluppo alla nostra comunità, ha bisogno di superare steccati e personalismi per favorire una larga convergenza di persone decise a muoversi insieme per il bene del paese.
E' indispensabile sin da ora creare un clima sereno e collaborativo attraverso comportamenti chiari e trasparenti.
Mai in politica si dovrebbero preferire inciuci e accordi sottobanco ad intese prese alla luce del sole, ma questa esigenza in questo periodo è ancora più necessaria e urgente.
E' il tempo della responsabilità e della consapevolezza di dover dare al paese la migliore possibile squadra di amministratori, composta da giovani coadiuvati da alcune figure di consolidata esperienza amministrativa, all’insegna del vecchio proverbio” il giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada”.
E' il tempo di capire che non basta vincere le elezioni se poi non si hanno le competenze e le capacità per affrontare e vincere le principali sfide che oggi abbiamo davanti: lo spopolamento e l'impoverimento economico, sociale e culturale del nostro territorio.
E' il momento di rendersi conto che fare il Sindaco,l'assessore o il consigliere comunale non è un hobby, un passatempo o uno sfizio da togliersi: si ha a che fare con la vita e con i soldi delle persone.
Giorni fa discutevo con un amico di tante battaglie delle vicende che hanno portato al commissariamento del Comune, dei personalismi che tanti guasti hanno provocato alla politica locale, della necessità del rinnovamento, non solo anagrafico, dell'amministrazione, lamentando che i giovani più preparati e colti non fanno un passo in avanti e non scendono in politica, rimanendo nell'anonimato, o peggio ancora completamente disinteressati alla vita politica del paese.
Mi ha risposto, interrompendo le mie giaculatorie: Per noi fare politica ha voluto dire soddisfazioni, ma anche rinunce, sacrifici e limitazioni nella carriera ....mica il contrario! I giovani di oggi , con rare eccezioni,sono già giovani vecchi, hanno trentanni ma non hanno ideali e poi sono condizionati dai familiari, dai quali finiscono con l'essere utilizzati come semplici pedine. Da quello che si coglie in giro, dai nomi che circolano, sembrano emergere i soliti vizi, con il rischio del ritorno a vecchi metodi e persone che tanto male hanno fatto al paese e alle casse comunali".
La discussione è durata a lungo. Non su tutto siamo stati d’accordo, tutti e due convinti, invece, che l’anno che verrà sarà un anno fondamentale per Pontelatone, e non soltanto perché si voterà per la nuova amministrazione . Sarà fondamentale perché non c’è più tempo da perdere e se non ci sarà una svolta immediata non avremo altre occasioni.



POST CORRELATI:
Largo ai giovani

venerdì 6 luglio 2018

Bambino, Ragazza, Umano, Uomo, Persone  ESTATE ANOMALA
Oggi nuvoloso. Tra caldo,freddo, tempo incerto scorre questa estate anomala. Io, per far venire un pò di sole veramente estivo, posso solo proporvi due canzoni che hanno segnato estati ormai lontane.





sabato 30 giugno 2018

L’Europa......

Gli occhi del mondo sono puntati su una barca che sta andando alla deriva. L’Europa.


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mercoledì 27 giugno 2018

IN ARRIVO LA QUATTORDICESIMA


Risultati immagini per logo inpsAnche quest'anno i pensionati a basso reddito riceveranno la cosiddetta quattordicesima.(vedi Messaggio. INPS n. 2389/2018)
I soggetti che compiono 64 anni entro il 31/07 (dipendenti privati e autonomi) o il 31/08 (dipendenti pubblici) riceveranno la quattordicesima pensione a LUGLIO;
I pensionati che compiono 64 anni fra il 1° agosto (dipendenti privati e autonomi) o il 01/settembre (dipendenti pubblici) e il 31 dicembre riceveranno la quattordicesima pensione a DICEMBRE;

INTERESSATI
Pensionati con età pari o superiore a 64 anni e a condizione che non superino determinati limiti di reddito. L’importo della somma aggiuntiva è determinato dal reddito personale e dall’anzianità contributiva.
La somma aggiuntiva, dunque, verrà erogata in misura diversa a seconda se:
a) il titolare della prestazione ha un reddito complessivo personale entro 1,5 volte il trattamento minimo previsto nel fondo pensione lavoratori dipendenti (cioè entro i 9.894,69 euro annu = 761,13 mensili x13)
b) il titolare della prestazione ha un reddito complessivo personale compreso tra 1,5 volte il trattamento minimo e 2 volte il predetto trattamento (cioè superiore a 9.894,69 € lordi ed entro la soglia di 13.192,92 = 1014,84 x 13)
Oltre tale soglia, l’aumento viene corrisposto fino a concorrenza del predetto limite reddituale incrementato della somma aggiuntiva ipoteticamente spettante (clausola salvaguardia).
Ai fini della determinazione del reddito è rilevante il solo reddito personale del titolare composto, oltre che dalla pensione stessa, dai redditi di qualsiasi natura, con l’esclusione dei trattamenti di famiglia, le indennità di accompagnamento, il reddito della casa di abitazione, i trattamenti di fine rapporto e competenze arretrate. Sono escluse, inoltre, le pensioni di guerra, le indennità per i ciechi parziali, l’indennità di comunicazione per i sordomuti.
L’importo erogato varia a seconda dell’anzianità contributiva complessivamente maturata e del reddito del pensionato.
Nello specifico,se il pensionato ha un reddito sino a 1,5 volte il trattamento minimo Inps l’importo è pari a:

437 euro, se la contribuzione versata è inferiore a 15 anni
546 euro, se ha versato fino a 25 anni di contributi
655 euro, se la contribuzione versata è superiore a 25 anni.

se il reddito è superiore a 1,5 volte il trattamento minimo ed entro le 2 volte la somma è pari a:
336 euro, se ha versato fino a 15 anni di contributi
420 euro, fino a 25 anni di contributi
504 euro, se ha versato più di 25 anni di contribuzione.
 
(La quattordicesima non spetta ai titolari di pensione di invalidità civile, di assegno sociale, di pensione di guerra)

 La tabella sottostante riepiloga l' articolazione della somma aggiuntiva 2018

FASCE
CONTRIBUTI VERSATI
Reddito mensile lordo fino a 761,13

Reddito mensile lordo tra 761,13 e 1.014,84 euro
1° Fascia
Per chi ha versato fino a 15 anni di contributi come lavoratore dipendente oppure fino a18 anni come lavoratore autonomo


437 €


366 €
2° Fascia
Per chi ha versato oltre 15 anni e fino a 25 anni di contributi come lavoratore dipendente oppure oltre 18 e fino a 28 anni come lavoratore autonomo


546 €


420 €
3° Fascia
Per chi ha versato oltre 25 anni di contributi da lavoro dipendente oppure oltre 28 anni come lavoratore autonomo


655 €


504 €

Vista la risonanza sui social dell'area archeologica dell'antica Treglia, per chi vuole sapere qualcosa in più su questo luogo, ripo...