LA FAMIGLIA CON LA CASA NEL BOSCO
E'
buona cosa che lo Stato, tramite assistenti sociali e magistrati,
tuteli i minori. Detto ciò voglio fare alcune riflessioni.
Viviamo
in una società in cui i diritti dei minori, e spesso anche la loro
incolumità fisica e psicologica, sono scarsamente tutelati o
addirittura ignorati.
In molte aree di grandi città lo Stato è
praticamente assente. Per inefficienza? Per volontà? Per timore? In
ogni caso per nessun motivo che possa costituire una giustificazione.
La realtà è che in quei quartieri vengono abbandonati migliaia di
minori, che vivono in condizioni di degrado totale, sia per quanto
riguarda l'ambiente fisico, sia per quanto riguarda quello
familiare.
Qui i bambini crescono senza una vera educazione o, peggio, educati al
crimine, vittime o testimoni di violenze domestiche quotidiane.
La cronaca, ormai quasi ogni giorno , ci
sbatte in faccia la notizia di infanticidi orrendi, commessi da madri
o padri, risultato di situazioni familiari tragiche o di disturbi
psichici. Molte di queste situazioni risultano essere state più
volte segnalate agli organi competenti, che le hanno ignorate o
sottovalutate. In zone sperdute fra i monti o campagne quante
famiglie vivono in case vecchie, semidiroccate, carenti dal punto di
vista igienico, dove vivono anche bambini .
I maltrattamenti di
minori, da parte di parenti ed anche, a volte, di appartenenti ad
istituzioni perfino religiose, sono in continuo aumento.
Tutto ciò
rappresenta un segno tangibile di una società, la nostra, che si sta
disgregando sotto vari aspetti.
In
questo contesto, fa notizia l’intervento di un magistrato e dei servizi
sociali che allontanano dai genitori i tre bambini della cosiddetta "famiglia con la casa del bosco", solo perché la
loro scelta di vita non rispetta i canoni sociali “normali”.
Questo intervento, per quanto formalmente giustificato, solleva dubbi sul bilanciamento tra i danni e i benedici.
I figli della "casa nel bosco" non erano vittime di maltrattamenti: crescevano in un ambiente di amore, libertà e educazione attenta. Vivevano in un contesto scelto consapevolmente, forse più sano di tanti altri, ma diverso dalla norma sociale.
La domanda che rimane è se allontanare questi bambini sia davvero un atto di tutela o un gesto di disumanità dettato da norme applicate rigidamente, senza un'attenta valutazione delle conseguenze.
Hanno fatto male ad intervenire quei tutori della legge ? Dal loro punto di vista hanno semplicemente svolto il loro compito con diligenza, anche troppa. Certo è che ancora una volta assistiamo ad un esempio di come la nostra società stia scivolando in un baratro dove il senso di umanità ed il buon senso sono sempre più assenti.
I figli della "famiglia con la casa nel bosco" erano maltrattati? No, erano circondati da amore, liberi e felici. Vivevano da selvaggi privi di ogni educazione ? No . Erano amorevolmente educati dai loro genitori e seguiti anche dall'esterno. Erano costretti a vivere in condizioni di disagio ambientale ? No, se consideriamo che vivevano in un ambiente simile a quello in cui vivono altre centinaia di migliaia di famiglie italiane.
Solo che loro lo fanno per scelta, mentre tutti gli altri per mancanza di possibilità, nell'indifferenza sia dello Stato che dei benpensanti.
Allora qual è la colpa dei due genitori ai quali vengono strappati i figli ? Solo quella di volere vivere una vita come vogliono, ma diversa da quella considerata dalla nostra società "normale"
Lo fanno per scelta consapevole. Potrebbero vivere diversamente, ma hanno scelto quella, uguale a quella di intere generazioni che ci hanno preceduto ed a quella in cui molti sono costretti a fare contro i propri desideri.
I loro figli, in quanto minorenni, devono essere tutelati? ? Certamente, quando ce ne fosse il bisogno ed esistessero dei presupposti, ma sempre con senso di umanità.
I figli della "casa nel bosco" non erano vittime di maltrattamenti: crescevano in un ambiente di amore, libertà e educazione attenta. Vivevano in un contesto scelto consapevolmente, forse più sano di tanti altri, ma diverso dalla norma sociale.
La domanda che rimane è se allontanare questi bambini sia davvero un atto di tutela o un gesto di disumanità dettato da norme applicate rigidamente, senza un'attenta valutazione delle conseguenze.
Hanno fatto male ad intervenire quei tutori della legge ? Dal loro punto di vista hanno semplicemente svolto il loro compito con diligenza, anche troppa. Certo è che ancora una volta assistiamo ad un esempio di come la nostra società stia scivolando in un baratro dove il senso di umanità ed il buon senso sono sempre più assenti.
I figli della "famiglia con la casa nel bosco" erano maltrattati? No, erano circondati da amore, liberi e felici. Vivevano da selvaggi privi di ogni educazione ? No . Erano amorevolmente educati dai loro genitori e seguiti anche dall'esterno. Erano costretti a vivere in condizioni di disagio ambientale ? No, se consideriamo che vivevano in un ambiente simile a quello in cui vivono altre centinaia di migliaia di famiglie italiane.
Solo che loro lo fanno per scelta, mentre tutti gli altri per mancanza di possibilità, nell'indifferenza sia dello Stato che dei benpensanti.
Allora qual è la colpa dei due genitori ai quali vengono strappati i figli ? Solo quella di volere vivere una vita come vogliono, ma diversa da quella considerata dalla nostra società "normale"
Lo fanno per scelta consapevole. Potrebbero vivere diversamente, ma hanno scelto quella, uguale a quella di intere generazioni che ci hanno preceduto ed a quella in cui molti sono costretti a fare contro i propri desideri.
I loro figli, in quanto minorenni, devono essere tutelati? ? Certamente, quando ce ne fosse il bisogno ed esistessero dei presupposti, ma sempre con senso di umanità.
Aggiungo anche con buon
senso: il fatto di strapparli dalle braccia dei loro genitori, a
prescindere da tutte le motivazioni eventualmente ritenute giuste da
chi l'ha ordinato, che danni irreversibili determinerà nell'animo e
nella mente dei tre bambini ? Che ferite resteranno in loro per il
trauma psicologico subito ? Un intervento di questo genere può
essere visto come un intervento a tutela dei minori oppure un atto di
una disumanità?
Se la tutela dei minori è da
ritenersi una conquista di civiltà ed un atto d'umanità, in questo
caso che traccia d'umanità c'è nello sradicare dalla propria
famiglia tre bambini che vivevano felici ed amati dai loro genitori ?
E in questa vicenda drammatica emerge anche il clima sociale e politico italiano: da una parte i governanti che usano il caso per attaccare la Magistratura per interessi politici e dall’altra la Magistratura che si chiude a difesa delle proprie decisioni, mentre in mezzo ci sono le vittime reali: la famiglia con la casa nel bosco, e soprattutto i suoi bambini, privati dell’amore e dell’armonia per il solo fatto di vivere diversamente in un paese che sembra non accettarlo.
E in questa vicenda drammatica emerge anche il clima sociale e politico italiano: da una parte i governanti che usano il caso per attaccare la Magistratura per interessi politici e dall’altra la Magistratura che si chiude a difesa delle proprie decisioni, mentre in mezzo ci sono le vittime reali: la famiglia con la casa nel bosco, e soprattutto i suoi bambini, privati dell’amore e dell’armonia per il solo fatto di vivere diversamente in un paese che sembra non accettarlo.
1 commento:
Stiamo davvero rasentando il ridicolo con la vicenda della famiglia della Casa del Bosco. La TV, e adesso anche i social, stanno avvelenando il dibattito pubblico: tutti parlano senza conoscere i fatti e si permettono di giudicare il lavoro altrui senza la minima competenza.
E poi, dov’è questo presunto “privamento” dell’amore e dell’armonia? Qui parliamo di un allontanamento deciso da un magistrato dopo anni di lavoro dei servizi sociali. E il fatto che i genitori abbiano chiesto 50 mila euro per ciascun figlio per procedere agli accertamenti sanitari richiesti dalla pediatra dovrebbe far riflettere sul loro comportamento, altro che “vivere in modo diverso” e “a contatto con la natura”.
Indignatevi per ciò che conta davvero e lasciate lavorare chi ha il dovere, la responsabilità e la capacità di farlo
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