lunedì 25 aprile 2022

25 APRILE FESTA DELLA LIBERAZIONE
Buon 25 Aprile a tutti, buona Festa della Liberazione 🇮🇹
La Musica fa vivere…fa sognare …fa sentire speciali, come questa canzone della nostra Resistenza.
Oggi, ascoltandola è impossibile non commuoversi pensando alla lotta del popolo ucraino e alla sua drammatica resistenza per la democrazia e la libertà.
 
 

 
 

domenica 17 aprile 2022

 BUONA PASQUA

La Pasqua è il momento di risurrezione, di rinascita di vita nuova.
Anche se profondamente segnati dai tristi avvenimenti della pandemia e della guerra in Ucraina dobbiamo accogliere la Pasqua con l' auspicio della rinascita di una nuova umanità, in cui sui disvalori prevalgano i valori e il coraggio, il coraggio di restare umani. 
Auguri a tutti voi.
i. Potrebbe essere un'immagine raffigurante natura e albero

sabato 26 marzo 2022


"Nulla sarà più come prima". Queste parole ci hanno accompagnato in modo ricorrente durante questi due anni di pandemia ed ora che l'emergenza da Covid sembra volgere alla fine entriamo in un'altra emergenza altrettanto grave come la guerra tra la Russia e l'Ucraina (o meglio tra la Russia e la NATO per interposta Ucraina) che ci fa ripetere le stesse parole: nulla sarà come prima.
Quando queste parole venivano pronunciate all’inizio della pandemia in molti le consideravamo di buon auspicio nel senso che si pensava che finalmente Tutti avremmo imparato la lezione e che si sarebbe messo mano a quelle condizioni che avevano portato all’insorgere della crisi sanitaria mondiale. 
Diventati consapevoli che il Covid fosse causa di una gestione dissennata della natura e dell’ambiente che ci circonda, si pensava che i governanti  della Terra avrebbero saputo intraprendere un radicale cambiamento nella loro azione politica ed invece a oltre due anni di distanza dobbiamo constatare che se qualcosa è cambiato è cambiato in peggio. 
Neanche  superato lo scoglio della pandemia, ecco che deflagra  la guera russo-ucraina.
Dopo i primi giorni di avanzata dell’esercito russo all’interno dei confini ucraini, quella che Putin credeva potesse essere una guerra lampo di fatto durerà nel tempo e non si sa fino a quando. Chiariamo subito, senza se e senza ma e senza ombra di dubbio, che l' aggressione al'Ucraina sia opera di un dittatore cinico e crudele  ma non fermiamoci ad un giudizio di pancia e a freddo  proviamo a chiederci se il cosiddetto “blocco occidentale” abbia fatto di tutto, sotto il profilo diplomatico, per evitare che questa guerra non iniziasse proprio. 
Nel corso delle ultime settimane sono uscite molte analisi, soprattutto dal mondo del giornalismo indipendente, che cominciano a far emergere tutta una serie di contraddizioni che ci dovrebbero far riflettere e non farci travolgere da una campagna mediatica che punta sulle emozioni per cancellare i ragionamenti.
Il 15 febbraio, meno di 10 giorni prima dell'inizio della guerra,  un  articolo di Federico La Mattina ha  regalato una serie di interessanti osservazioni, rifacendosi anche ad affermazioni dell'ex ambasciatore a Mosca, Sergio Romano.
Ha ricordato che "La strategia sovietica fin dall'inizio della Guerra Fredda è stata quella di  interporre più spazio possibile tra Mosca e i potenziali invasori da occidente (la Russia sia zarista che sovietica è stata più volte aggredita da ovest). Rientra in questo piano la strategia di neutralizzazione della Germania portata avanti da Stalin (poi diventata spartizione), così come la creazione degli stati cuscinetto delle 'democrazie popolari' 
Ed anche che  "Gorbachev inizialmente ha chiesto una promessa informale sul non allargamento della Nato ad Est, totalmente disattesa. Putin negli anni duemila ha provato nuovamente a trattare con l’Occidente, cercando finanche di integrare la Russia nelle organizzazioni occidentali: non solo non è stato ascoltato ma gli Usa hanno risposto con un ulteriore allargamento della Nato e con la guerra in Iraq, agendo da unico attore globale con percezione unipolare." 
E adesso " siamo arrivati al capolinea: gli unici Stati che fungono da “barriera” tra Nato e Russia sono Ucraina e Bielorussia. Se gli statunitensi costruissero basi militari al confine russo-ucraino e magari in futuro anche al confine bielorusso, la Russia si troverebbe ad avere la prima linea di difesa a poche centinaia di chilometri di distanza dal cuore della Russia"
Detto questo e per sgombrare nuovamente il campo da fraintendimenti ribadiamo che è chiaro che c’è un esercito invasore e un Paese sovrano invaso.
Ma la questione non è la condanna dell'aggressione al popolo ucraino. Che è ovvia. Il cuore non può che battere per il popolo ucraino . Come sarebbe stata ovvia la solidarietà al popolo russo se fosse stato aggredito.
La questione, l'emergenza, oggi, è far terminare il conflitto per cercare di salvare il maggior numero di vite umane.
Ma non si può pensare che si possa ristabilire la pace se non si pone mano alla soluzione dei nodi politici che hanno innescato la guerra. Insistere nel vedere tutto il male nella Russia e tutto il bene nell’Occidente  è il modo migliore per perpetuare la guerra con il rischio di un conflitto nucleare.
Dicevamo che oggi la priorità assoluta è far cessare il conflitto, ma non possiamo cadere nella trappola di pensare che si possa fermare una guerra contrapponendo altre armi e altri eserciti in un’escalation che potrebbe portare ad una reazione a catena con il rischio di un conflitto nucleare con le conseguenze facilmente immaginabili.
Chiudo queste riflessioni riportando le parole pronunciate da papa Francesco durante l'udienza alle partecipanti all'Incontro promosso dal Centro Femminile Italiano in occasione del 31/o Congresso nazionale :" Si continua a governare il mondo come uno ‘scacchiere’, dove i potenti studiano le mosse per estendere il predominio a danno degli altri. La vera risposta dunque non sono altre armi, altre sanzioni. Io mi sono vergognato quando ho letto che un gruppo di Stati si è compromesso a spendere credo il 2% o il 2 per mille del Pil per comprare armi come risposta a quello che sta accadendo. Una pazzia”. 
Al contrario il Parlamento italiano il 16 marzo scorso, giorno infausto, a stragrande e trasversale maggioranza (391 favorevoli su 421 con solo 19 contrari) ha approvato un Ordine del Giorno  che impegna il Governo ad incrementare le spese militari fino al 2% del PIL passando da una spesa di 25 miliardi di euro all’anno (68 milioni al giorno) ad almeno 38 miliardi (104 milioni al giorno). Avremo(continueremo ad avere) una sanità allo sbando, infrastrutture colabrodo, scuole fatiscenti, una crisi economica che morde da anni, bollette  stratosferiche da pagare, ma invece di pensare a questi problemi quotidiani dei comuni mortali il nostro Governo si preoccupa di acquistare armi che magari un domani ci verranno pure rivolte contro. 
E' questo il mondo migliore che vogliamo lasciare in mano ai nostri figli e nipoti?
 
 
 
 
 
 
 

 

giovedì 24 febbraio 2022

 24 FEBBRAIO 2022: oggi non è un buon giorno

 

Sono le ore 7,35 di oggi giovedì 24 febbraio 2022. Ho appena appreso dalla televisione che truppe russe stanno entrando in Ucraina.
Solidarietà e vicinanza al popolo ucraino. Un popolo – uomini, donne, bambini –  già martoriati dalla povertà.
 
 


 

sabato 8 gennaio 2022

UN ATTO DI GENEROSITA' PER CONTRASTARE LO SPOPOLAMENTO DELLA FRAZIONE

La situazione delle aree interne e dei piccoli paesi in via di abbandono è nota a tutti. Si fugge da posti meravigliosi dove, però, non c’è lavoro.
Per troppo tempo la politica si è dimenticato di queste realtà che contengono alcuni aspetti tipici dell’italianità e della genuinità di un intero popolo, fornendo prove eccezionali di usanze e tradizioni di un passato neanche troppo lontano. 
Si potrebbe sostenere che lo spopolamento dei piccoli centri urbani non è solo un fenomeno contemporaneo, ma l’intera storia della civiltà è fatta di migrazioni da minuscole realtà rurali verso centri urbani più evoluti. Una considerazione giusta, ma che comunque si drammatizza nell’attualità se teniamo in conto dei ritmi con il quale si stanno spopolando i paesini.
Un vorticoso aumento che mette a serio rischio la tenuta (e l’esistenza stessa) delle tradizioni del popolo italiano.
La politica ha in concreto quasi ignorato questo processo di abbandono avvenuto già negli anni ’50 e solo ultimamente si sta attivando, anche se la strada è lunga e complessa. Bisogna agire rapidamente con iniziative concrete che possano fermare questa emoraggia e ripopolare i nostri comuni.
Negli anni passati sono state fatte moltissime diagnosi sul problema, ma poco o quasi nulla sul versante delle cure.
Solo di recente lo Stato sta mettendo in campo risorse anche se ancora insufficienti per dare le risposte giuste alle problematiche dei paesini delle aree interne e della montagna.
C'è bisogno di un grande piano per fermare lo spopolamento e ridurre il gap dei servizi tra chi abita in città e chi ancora resiste in periferia.
La crisi demografica ha investito anche il nostro Comune, ne ho parlato più volte sul blog negli anni passati
 
 
 
Dal 2001 all’ottobre 2021 la popolazione di Pontelatone è passata da 1881 a 1542 unità con una perdita secca a pari a -339  persone
Un calo che si è accentuato negli ultimi anni, dopo un periodo di galleggiamento. La crisi demografica ha riguardato particolarmente la frazione Treglia, a rischio di desertificazione nel giro di pochi anni.

Ripopolare la frazione e il centro storico del capoluogo, dove tra l’altro si può vivere in condizioni di piena sostenibilità e con un costo della vita più che ragionevole, è un obiettivo che dobbiamo avere, sia come singole persone, come famiglie, come comunità, sia dal versante degli amministratori pubblici.
Non deve e non può fare tutto lo Stato. Occorrono anche a livello locale iniziative coraggiose e atti di generosità.
Valga un esempio. A poca distanza dalla mia abitazione c'è un edificio di proprietà della Chiesa, costruito alla fine degli anni 50 con i sacrifici e il sudore dei trebulani.
Un tempo è stato sede di corsi di taglio e cucito per le giovani del posto, poi di colonia estiva montana per i ragazzi del Comune di Caserta appartenenti a famiglie bisognose.
Da anni l’edificio è, per la maggior parte, in stato di abbandono e di degrado, il Vescovo faccia un grande dono al paese. Regali l’edificio al Comune, perchè possa creare strutture ricettive e/o nuove abitazioni da mettere a disposizione, a titolo di comodato gratuito, di nuclei familiari che decidessero di stabilirsi a Treglia.
Sarebbe un bel segnale di risveglio del paese.


 

sabato 25 dicembre 2021



Buon Natale, due parole che si fa fatica a dire con questa pandemia che ha rialzato la testa e non accenna a placarsi. Ma poi pensi che il Natale è la festa della luce e della speranza per eccellellenza ..e allora Buon Natale.

Buon Natale, soprattutto alle famiglie in difficoltà, a chi  soffre, a chi non si arrende e lotta con coraggio e determinazione per vincere la propria battaglia contro la malattia. a chi è solo, a chi trascorrerà queste giornate di festa senza qualcuno a cui teneva. 

Buon Natale ai compaesani che vivono all'estero.

Buon Natale a TUTTI voi con la musica e la poesia di Pierangelo Bertoli



 

venerdì 26 novembre 2021

 

 LE AVVERSITA' DELLA VITA

Montalcini – søk pÃ¥ Twitter 

Penso che Rita Levi Montalcini abbia proprio ragione. Credo che i periodi difficili servano, che i momenti dolorosi temprino, che quando la vita ci fa sentire sballottati dal mare in tempesta generato da ciò che ci accade intorno e dentro di noi, lo faccia per metterci alla prova, per farci capire che è il momento di superare quelli che credevamo essere i nostri limiti, affrontando quello che pensavamo di non essere in grado di affrontare, facendoci divenire più resistenti alle intemperie della vita, verso le avversità che incontriamo sul nostro cammino.  ma soprattutto lo faccia per farci comprendere la differenza che intercorre tra i nostri veri compagni di viaggio, quelli che ci ritroveremo accanto sempre, sostenendoci in ogni situazione e i semplici passanti.

FARSI GIUSTIZIA  DA SOLI? Adesso non sappiamo  più se hanno validità o meno le leggi riportate sul Codice penale. Il centrodestra che att...