A tutti, a tutti quelli che mi leggono.... ed anche a quelli che non lo fanno, un NATALE sereno e di speranza con la poesia e la musica di Pierangelo BERTOLI
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.(Art 21della Costituzione)
giovedì 22 dicembre 2016
IL "NUOVO" ACCESSO CIVICO
Il D.Lgs. 25 maggio 2016 n. 97 “Revisione e semplificazione delle
disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e
trasparenza,..." ha modificato ed integrato il D.Lgs. 14 marzo
2013 n. 33 (cd. “decreto trasparenza”), con particolare riferimento al
diritto di accesso civico.
Il Consiglio di Stato nel parere reso sullo schema di decreto attuativo
ha sottolineato come l’introduzione del nuovo accesso civico segni “il
passaggio dal bisogno di conoscere al diritto di conoscere e rappresenta per l’ordinamento nazionale una sorta di
rivoluzione copernicana, potendosi davvero evocare la nota immagine
della pubblica amministrazione trasparente come una casa di vetro”
(Cons. Stato, sez. consultiva, parere 24 febbraio 2016 n. 515/2016).
Ora l'ANCI ha reso disponibile un quaderno con tutti gli aggiornamenti
sul nuovo diritto di accesso civico. Spero fortemente che in qualche
Comune (e non solo) se lo leggano.
Il Link del manuale
lunedì 5 dicembre 2016
La riforma di Renzi è miseramente naufragata, travolta da una marea di NO.
Io ho votato No perchè ritenevo la riforma Renzi un pastrocchio che avrebbe peggiorato la Costituzione attuale, rendendo tutto più confuso e pasticciato.
Ma credo che la stragrande maggioranza di coloro che hanno espresso un voto contrario abbiano voluto dare uno schiaffo, pesante, all'arroganza e alle molte chiacchiere e pochi fatti del Presidente del Consiglio .
Matteo Renzi non ha capito ( come la quasi totalità dei politici del resto) che gli italiani sono stanchi, stanchi, ma proprio stanchi di leaders e di proposte politiche che offendono la loro intelligenza, il loro buon senso, la loro giusta preoccupazione per il futuro loro e dei loro figli.
Non è un caso che a bocciare la riforma sono stati soprattutto i giovani e il Sud, dove c'è più disoccupazione e povertà-
lunedì 28 novembre 2016
Il Fac-simile della scheda elettorale ci chiede di approvare o respingere il testo della legge costituzionale concernente disposizioni per il bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari,il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione.
Per la validità del referendum non c’è bisogno di raggiungere un quorum, vinceranno i “Sì” o i “No” indipendentemente da quante persone andranno a votare.
Il destino della nostra Costituzione dipende esclusivamente dal risultato di questo referendum, perciò è importante andare a votare..
Ora il dilemma è uno solo: SÌ o NO? FATE VOBIS!
L'importante è dare un voto libero. Questo significa votare quello che si vuole,quello che si ritiene giusto senza ascoltare l’ars retorica dei politici, i giornali, i talk show che cercano solo di manipolare le nostre menti.
Libertà di voto significa informarsi,documentarsi e poi votare senza nessuna forma di pregiudizio. Libertà e consapevolezza porteranno inevitabilmente alla scelta che noi riteniamo giusta,indipendentemente che il voto sia un sì o un no.
Spero che nessuno si offenda e si indigni se esprimo la mia opinione di voto per il referendum, che è molto semplice: voto NO a questo referendum.
Personalmente penso che Renzi abbia sbagliato ad inserire nell'unico quesito referendario tante modifiche. Se avesse scorporato i quesiti, ad alcuni avrei detto senz'altro Sì. Ad esempio, all'abolizione del CNEL e delle Province avrei votato Sì.
Posto com'è, il quesito, nel suo complesso, è inaccettabile.
La Costituzione va cambiata ma non con una riforma pasticciata. Cambiare per cambiare è irragionevole ; il cambiamento ha senso solo se porta concretamente un miglioramento. Si cambia per migliorare non per sbandierare un cambiamento, per di più peggiorativo dell’esistente.
Perciò voto No. Voto No principalmente perchè:
1) la malattia della politica italiana non sta nel bicameralismo paritario, ma al limite nel numero dei parlamentari, nello scollamento totale che hanno con i veri problemi della gente e non ultimo nella loro integrità morale e onestà.
2) il Senato non verrebbe abolito,ma trasformato in una sorta di dopolavoro per 74 consiglieri regionali e 21 sindaci con il rischio concreto di svolgere male entrambi i compiti. La struttura tecnico- amministrativa del Senato rimarrebbe intatta e anche la riduzione dei costi sarebbe molto relativa. Gran parte dei costi viene, infatti, dalla gestione degli immobili,dai servizi, e dal personale del Senato.
3) i nuovi senatori non rappresenterebbero le Regioni ma se stessi ed il proprio partito e non si capisce tra l'altro come verrebbero eletti. Cinque senatori verrebbero nominati dal Presidente della Repubblica e non rappresenterebbero alcun territorio. E poi che senso ha istituire un Senato federale( o camera delle regioni) e poi riformare in senso statalista il Titolo V della Costituzione (cioè togliendo competenze alle Regioni).
4) va bene che Senato e Camera dei deputati non devono avere gli stessi poteri, ma una delle due dovrebbe essere DAVVERO una Camera delle Regioni e dei territori (con il voto per Regione e non per teste, come accade, ad esempio, in Germania dove a rappresentare le Regioni (i Lander) sono i Presidenti.
5) non è affatto abolito il bicameralismo paritario; "la navetta" che una legge compie tra Camera e Senato rimarrebbe per molti procedimenti legislativi, aumentando in tal modo la confusione tra le funzioni tra le due Camere con svariati rischi di conflitti di competenza tra gli organi dello Stato.
6) la riforma costituzionale è strettamente legata alla legge elettorale che nell'attuale scenario permetterebbe ad un partito che rappresenta circa un quinto degli italiani di avere una maggioranza spropositata alla Camera che gli consentirebbe di eleggere i giudici costituzionali, di imporre il Presidente della Repubblica , nonchè di mettere i propri uomini nei posti chiave.. La riforma indebolirebbe il potere di controllo del Parlamento sul Governo, cioè verrebbe meno il principio dei pesi e contrappesi che in democrazia è fondamentale.
Per la validità del referendum non c’è bisogno di raggiungere un quorum, vinceranno i “Sì” o i “No” indipendentemente da quante persone andranno a votare.
Il destino della nostra Costituzione dipende esclusivamente dal risultato di questo referendum, perciò è importante andare a votare..
Ora il dilemma è uno solo: SÌ o NO? FATE VOBIS!
L'importante è dare un voto libero. Questo significa votare quello che si vuole,quello che si ritiene giusto senza ascoltare l’ars retorica dei politici, i giornali, i talk show che cercano solo di manipolare le nostre menti.
Libertà di voto significa informarsi,documentarsi e poi votare senza nessuna forma di pregiudizio. Libertà e consapevolezza porteranno inevitabilmente alla scelta che noi riteniamo giusta,indipendentemente che il voto sia un sì o un no.
Spero che nessuno si offenda e si indigni se esprimo la mia opinione di voto per il referendum, che è molto semplice: voto NO a questo referendum.
Personalmente penso che Renzi abbia sbagliato ad inserire nell'unico quesito referendario tante modifiche. Se avesse scorporato i quesiti, ad alcuni avrei detto senz'altro Sì. Ad esempio, all'abolizione del CNEL e delle Province avrei votato Sì.
Posto com'è, il quesito, nel suo complesso, è inaccettabile.
La Costituzione va cambiata ma non con una riforma pasticciata. Cambiare per cambiare è irragionevole ; il cambiamento ha senso solo se porta concretamente un miglioramento. Si cambia per migliorare non per sbandierare un cambiamento, per di più peggiorativo dell’esistente.
Perciò voto No. Voto No principalmente perchè:
1) la malattia della politica italiana non sta nel bicameralismo paritario, ma al limite nel numero dei parlamentari, nello scollamento totale che hanno con i veri problemi della gente e non ultimo nella loro integrità morale e onestà.
2) il Senato non verrebbe abolito,ma trasformato in una sorta di dopolavoro per 74 consiglieri regionali e 21 sindaci con il rischio concreto di svolgere male entrambi i compiti. La struttura tecnico- amministrativa del Senato rimarrebbe intatta e anche la riduzione dei costi sarebbe molto relativa. Gran parte dei costi viene, infatti, dalla gestione degli immobili,dai servizi, e dal personale del Senato.
3) i nuovi senatori non rappresenterebbero le Regioni ma se stessi ed il proprio partito e non si capisce tra l'altro come verrebbero eletti. Cinque senatori verrebbero nominati dal Presidente della Repubblica e non rappresenterebbero alcun territorio. E poi che senso ha istituire un Senato federale( o camera delle regioni) e poi riformare in senso statalista il Titolo V della Costituzione (cioè togliendo competenze alle Regioni).
4) va bene che Senato e Camera dei deputati non devono avere gli stessi poteri, ma una delle due dovrebbe essere DAVVERO una Camera delle Regioni e dei territori (con il voto per Regione e non per teste, come accade, ad esempio, in Germania dove a rappresentare le Regioni (i Lander) sono i Presidenti.
5) non è affatto abolito il bicameralismo paritario; "la navetta" che una legge compie tra Camera e Senato rimarrebbe per molti procedimenti legislativi, aumentando in tal modo la confusione tra le funzioni tra le due Camere con svariati rischi di conflitti di competenza tra gli organi dello Stato.
6) la riforma costituzionale è strettamente legata alla legge elettorale che nell'attuale scenario permetterebbe ad un partito che rappresenta circa un quinto degli italiani di avere una maggioranza spropositata alla Camera che gli consentirebbe di eleggere i giudici costituzionali, di imporre il Presidente della Repubblica , nonchè di mettere i propri uomini nei posti chiave.. La riforma indebolirebbe il potere di controllo del Parlamento sul Governo, cioè verrebbe meno il principio dei pesi e contrappesi che in democrazia è fondamentale.
No, è una riforma pasticciata che stravolge gli equilibri democratici del Paese.
IO VOTO NO
sabato 26 novembre 2016
domenica 20 novembre 2016
ARRIVA LA TASSA SULLA MORTE
La 12esima Commissione permanente 'Igiene e sanità' del Senato sta esaminando in questi giorni il ddl sulla 'Disciplina delle attività funerarie'. Il testo, a firma principale di Stefano Vaccari (Pd), propone di definire i soggetti che possono operare nel settore funebre, riorganizzare la tipologia di operatori privati, riordinare il sistema cimiteriale e combattere l'evasione fiscale.
La conseguenza, però, sarà quasi certamente un aumento dei costi sulle spalle dei clienti, tanto che già si parla di ‘tassa sui morti’. Vediamo di cosa si tratta.
Il disegno di legge prevede innanzitutto l’assoggettamento a IVA 10% dei servizi funerari, che fino a oggi erano esenti dall’imposta. Ciò comporterà inevitabilmente un aumento dei costi del funerale ; ad esempio se oggi per un funerale si spendono in media 4.000 euro, con la nuova norma la spesa aumenterà a 4.400 euro.
Per controbilanciare tale prelievo fiscale, è previsto un aumento delle detrazioni per le spese funebri, le opere edili, le lapidi cimiteriali e i relativi accessori funebri. Va precisato però che questa agevolazione non vale per le famiglie a basso reddito, in quanto hanno già detrazioni che coprono l’imposta. Pertanto, per le famiglie meno abbienti questa nuova tassa si aggiungerà a tutte le altre.
È previsto inoltre un contributo fisso per ogni funerale, pari a 30 euro rivalutati ogni anno in base al tasso di rivalutazione monetaria rispetto all’anno precedente, elaborato dall’ISTAT..
Per saperne di più leggi "Studio Cataldi"
P.S.: Roba da matti. Credo che in nessuna parte del mondo ci sia una "...tassa sulla morte... Una domanda: e se io non intendo pagare la tassa?...non è per caso che devo far resuscitare il "morto"?
mercoledì 9 novembre 2016
ELEZIONI AMERICANE
Micuccio,
settantacinquenne, pensionato da molti anni, risiede a Girard nello
Stato dell’OHIO, dove sono presenti molti impianti industriali, in
particolare per la lavorazione dei metalli, che per decenni hanno
assicurato benessere a generazioni di operai e impiegati.
Alla
mia domanda, di due settimane fa, per chi avrebbe votato, ha risposto
senza esitazione: Trump
Dalla
breve chiacchierata che abbiamo avuto, ho potuto capire che c’è un
profondo malessere nella classe media lavoratrice americana che ha
visto contrarsi la sicurezza del posto di lavoro e il potere
d’acquisto.
Evidentemente,
la cosiddetta classe media ha voluto dare uno schiaffo alle élite
americane (che negli ultimi anni hanno visto crescere il loro reddito e
ricchezza) tutte schierate a fianco della Clinton.
Iscriviti a:
Post (Atom)
AVRÒ CURA DI TE Nella salute è facile stare insieme, ma è nella cattiva sorte che si scopre il valore di un legame
-
Il nuovo Presidente della Repubblica Fra poche ore si vota per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Il Partito Democratico ha...
-
MALAFEDE O LAVAGGIO DEL CERVELLO? E' concepibile che un cittadino cerchi di evidenziare eventuali deficienze anche di amministrazio...
-
MAGGIORAZIONE TARES, PROROGA AL 16 GENNAIO Spostata al 16 gennaio 2014 la scadenza per il pagamento della maggi orazione Tares per il 20...
