DAL MIO DIARIO
Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.(Art 21della Costituzione)
giovedì 23 ottobre 2025
lunedì 13 ottobre 2025
Trebula Balliensis: il tesoro che ci hanno rubato e che ora vogliamo indietro
Pontelatone è custode di un patrimonio inestimabile: l'antica città di Trebula Balliensis.
Un nome che evoca secoli di storia, dalle civiltà
osco-sannitiche all'epoca romana, le cui tracce sono ancora visibili
nella nostra frazione di Treglia.
Ma questo tesoro, purtroppo, è incompleto. Parte della sua anima, reperti tra i più preziosi, giace da secoli nelle sale del British Museum di Londra, il museo più grande e famoso del mondo.
Parliamo di oggetti di un valore inestimabile:
- un cratere a campana attico a figure rosse, attribuito al Pittore detto di Licaone, di altezza di 35.8 cm., adornato da una scena di un simposio di quattro giovani sdraiati sui triclini che si esercitano al gioco del Kottabos;
- un mestolo di bronzo di 27 centimetri di lunghezza con manico arcuato a testa di mulo;
- un bacile di bronzo:
- un’olpe in bronzo;
- due lame di spada in ferro longitudinale su ogni lato;
- un colino per il vino con rosetta perforata al centro della vasca e manico terminante in un anello di sospensione e due teste di cigni;
- una grattugia di bronzo, parte di una brocca di bronzo con l’ansa terminante in forma di leone accucciato;
- una brocca a vernice nera a corpo convesso, bocca circolare concava, piede ad anello e due anse a novanta gradi;
- un Kernos di ceramica,un oggetto rituale rarissimo
Questi non sono semplici souvenir. Sono pezzi della nostra storia, della nostra identità.
E sono stati portati via senza alcun diritto.
Qualcuno potrebbe pensare: "Sono passati secoli, cosa possiamo fare?". La risposta è:
molto.
Ma questo tesoro, purtroppo, è incompleto. Parte della sua anima, reperti tra i più preziosi, giace da secoli nelle sale del British Museum di Londra, il museo più grande e famoso del mondo.
Parliamo di oggetti di un valore inestimabile:
- un cratere a campana attico a figure rosse, attribuito al Pittore detto di Licaone, di altezza di 35.8 cm., adornato da una scena di un simposio di quattro giovani sdraiati sui triclini che si esercitano al gioco del Kottabos;
- un mestolo di bronzo di 27 centimetri di lunghezza con manico arcuato a testa di mulo;
- un bacile di bronzo:
- un’olpe in bronzo;
- due lame di spada in ferro longitudinale su ogni lato;
- un colino per il vino con rosetta perforata al centro della vasca e manico terminante in un anello di sospensione e due teste di cigni;
- una grattugia di bronzo, parte di una brocca di bronzo con l’ansa terminante in forma di leone accucciato;
- una brocca a vernice nera a corpo convesso, bocca circolare concava, piede ad anello e due anse a novanta gradi;
- un Kernos di ceramica,un oggetto rituale rarissimo
Questi non sono semplici souvenir. Sono pezzi della nostra storia, della nostra identità.
E sono stati portati via senza alcun diritto.
Qualcuno potrebbe pensare: "Sono passati secoli, cosa possiamo fare?". La risposta è:
molto.
La legge italiana è chiara: tutto
ciò che si trova sotto terra appartiene allo Stato.
Questo
significa che i reperti di Trebula Balliensis, anche se fisicamente
lontani, sono ancora nostri, appartengono legalmente all'Italia.
La
nostra richiesta di restituzione non sarebbe un capriccio, ma un diritto
sacrosanto.
E qui entra
in gioco la nostra Amministrazione Comunale, che
ha ora l'opportunità di lasciare un segno indelebile nella storia
del nostro paese.
È fondamentale che il Sindaco e l'intero Consiglio Comunale si facciano portavoce di questa battaglia. Devono avviare ufficialmente la procedura per chiedere al British Museum di restituirci ciò che è nostro.
L'Amministrazione Comunale, agendo in sinergia con il Ministero della Cultura, avrebbe la forza e la legittimità per avviare un dialogo formale e incisivo con il British Museum.
L'attivazione dell'Amministrazione Comunale su questo fronte porterebbe benefici tangibili e duraturi per il nostro paese, ben oltre il mero recupero di oggetti:
Riportare a casa i reperti di Trebula Balliensis e creare un museo per accoglierli potrebbe letteralmente trasformare il nostro paese.
E le basi per questo progetto esistono già. Come forse sapete, nel maggio 2020, il Consiglio Comunale ha compiuto un passo lungimirante, cambiando la destinazione d'uso della ex scuola elementare di Treglia da edificio scolastico a edificio per l'erogazione di servizi socioculturali.
È fondamentale che il Sindaco e l'intero Consiglio Comunale si facciano portavoce di questa battaglia. Devono avviare ufficialmente la procedura per chiedere al British Museum di restituirci ciò che è nostro.
L'Amministrazione Comunale, agendo in sinergia con il Ministero della Cultura, avrebbe la forza e la legittimità per avviare un dialogo formale e incisivo con il British Museum.
L'attivazione dell'Amministrazione Comunale su questo fronte porterebbe benefici tangibili e duraturi per il nostro paese, ben oltre il mero recupero di oggetti:
Riportare a casa i reperti di Trebula Balliensis e creare un museo per accoglierli potrebbe letteralmente trasformare il nostro paese.
E le basi per questo progetto esistono già. Come forse sapete, nel maggio 2020, il Consiglio Comunale ha compiuto un passo lungimirante, cambiando la destinazione d'uso della ex scuola elementare di Treglia da edificio scolastico a edificio per l'erogazione di servizi socioculturali.
L'obiettivo finale di quella scelta
era la realizzazione di
un piccolo Museo Civico Archeologico dell'antica Trebula
Balliensis, dove
raccogliere i reperti della nostra antica città, oggi sparsi in vari
luoghi,
inclusi quelli del British Museum.
Purtroppo, quell'idea, un progetto ancora allo stato embrionale, si interruppe a seguito delle mie dimissioni da sindaco per motivi di salute.
Ora, però, si presenta l'opportunità per riprendere quel progetto, per dargli nuova vita e, soprattutto, per far rientrare i reperti finiti al British Museum proprio in quella che potrebbe diventare la loro nuova casa.
Pensateci:
Un'esplosione di immagine:
La notizia della richiesta al British Museum Londra, il museo più noto al mondo, di restituzione di reperti trafugati dall’ambasciatore inglese William,Hamilton e della successiva apertura di un museo di Trebula Balliensis significa puntare i riflettori su Pontelatone a livello internazionale. Essere protagonisti di un dialogo con una delle istituzioni culturali più prestigiose del mondo porterebbe un enorme ritorno di immagine, mettendo il nostro Comune sulla mappa delle grandi realtà che difendono e valorizzano il proprio patrimonio culturale.
Lavoro e opportunità: Un museo con reperti unici attirerebbe turisti, studiosi e appassionati. Questo significa più persone nei nostri bar, nei nostri ristoranti, nei nostri B&B. Significa dare una spinta notevole alla nostra economia locale.
Un centro di cultura e sapere: Il nostro Museo Civico Archeologico potrebbe diventare un punto di riferimento per le università e le scuole.
L’Amministrazione Comunale deve fare la sua parte, ma anche noi cittadini possiamo dare una mano.
Come? Parliamone. Condividiamo questo articolo. Facciamo sentire la nostra voce. Chiediamo al Sindaco e agli assessori di impegnarsi in questa causa.
Facciamo un appello diretto alla nostra Amministrazione: non lasciate che questa opportunità cada nel vuoto.
Riprendete in mano il progetto dell'ex scuola elementare come Museo Civico.
Avviate con decisione la procedura di richiesta dei reperti al British Museum. Costituite un gruppo di lavoro di esperti che possa guidare questo percorso.
Il futuro di Trebula Balliensis è nelle nostre mani. E con esso, l'occasione di rilancio per tutto il territorio.
Purtroppo, quell'idea, un progetto ancora allo stato embrionale, si interruppe a seguito delle mie dimissioni da sindaco per motivi di salute.
Ora, però, si presenta l'opportunità per riprendere quel progetto, per dargli nuova vita e, soprattutto, per far rientrare i reperti finiti al British Museum proprio in quella che potrebbe diventare la loro nuova casa.
Pensateci:
Un'esplosione di immagine:
La notizia della richiesta al British Museum Londra, il museo più noto al mondo, di restituzione di reperti trafugati dall’ambasciatore inglese William,Hamilton e della successiva apertura di un museo di Trebula Balliensis significa puntare i riflettori su Pontelatone a livello internazionale. Essere protagonisti di un dialogo con una delle istituzioni culturali più prestigiose del mondo porterebbe un enorme ritorno di immagine, mettendo il nostro Comune sulla mappa delle grandi realtà che difendono e valorizzano il proprio patrimonio culturale.
Lavoro e opportunità: Un museo con reperti unici attirerebbe turisti, studiosi e appassionati. Questo significa più persone nei nostri bar, nei nostri ristoranti, nei nostri B&B. Significa dare una spinta notevole alla nostra economia locale.
Un centro di cultura e sapere: Il nostro Museo Civico Archeologico potrebbe diventare un punto di riferimento per le università e le scuole.
L’Amministrazione Comunale deve fare la sua parte, ma anche noi cittadini possiamo dare una mano.
Come? Parliamone. Condividiamo questo articolo. Facciamo sentire la nostra voce. Chiediamo al Sindaco e agli assessori di impegnarsi in questa causa.
Facciamo un appello diretto alla nostra Amministrazione: non lasciate che questa opportunità cada nel vuoto.
Riprendete in mano il progetto dell'ex scuola elementare come Museo Civico.
Avviate con decisione la procedura di richiesta dei reperti al British Museum. Costituite un gruppo di lavoro di esperti che possa guidare questo percorso.
Il futuro di Trebula Balliensis è nelle nostre mani. E con esso, l'occasione di rilancio per tutto il territorio.
giovedì 9 ottobre 2025
La politica del 2025: il gioco della divisione
Benvenuti nella politica del 2025. Quella che non risolve, ma infiamma. Che non unisce, ma mette gli uni contro gli altri, ogni singolo giorno, su ogni singola questione.
Il gioco è sempre lo stesso: creare un nemico. Non importa quale. Destra sinistra, Gli immigrati, i poveri, i giovani, i pensionati, le donne, i lavoratori pubblici, quelli del reddito di cittadinanza, i meridionali, chi scende in piazza.Non conta chi, l’importante è dividere. Perché se litighiamo tra noi, nessuno guarda chi davvero prende le decisioni. Nessuno chiede conto del potere.
Sul piano internazionale è uguale, solo su scala più grande.
I conflitti vengono raccontati come guerre tra buoni e cattivi. Ucraina, Gaza, Medio Oriente: tutto ridotto a tifo, a schieramenti da stadio.
Niente contesto, niente domande, niente dubbi, solo propaganda. Chi chiede pace è accusato di tradimento. Chi invoca il dialogo è un ingenuo. Così il dibattito muore, e con lui la politica estera come pensiero strategico.
Nel frattempo, i mercati decidono tutto. La grande finanza, i grandi gruppi tecnologici, comandano più dei governi.
Le multinazionali pagano meno tasse dei lavoratori. I miliardari crescono mentre i servizi pubblici si sgretolano.
Ma anche qui, invece di combattere le disuguaglianze, si preferisce mettere il precario contro l’assistito, l’insegnante contro l’imprenditore, l’operaio contro il migrante.
È un teatro ben rodato. E noi, spettatori e comparse, ci caschiamo ogni volta.
Anche a livello locale, il quadro non cambia.
Pontelatone è solo lo specchio di un’Italia in miniatura, dove (non da oggi) la politica si riduce alla personalizzazione del potere e il consenso viene cercato non con la progettualità ma con la contrapposizione.
Una politica feudale, mascherata da modernità e i cittadini vengono mobilitati solo per legittimare decisioni già prese.
Così si distrugge la fiducia. Così si inquina la democrazia, goccia dopo goccia. Così cresce il silenzio.
E la cosa più grave? È che funziona. Funziona perché parlare alla pancia è più facile che parlare alla testa. Perché dare un colpevole paga sempre, anche se non risolve nulla. Perché costruire richiede tempo, ma distruggere è un attimo.
Ma se non spezziamo questo meccanismo, se non smettiamo di giocare alla guerra interna permanente, finiremo tutti schiacciati sotto il peso di una politica che ha perso la sua anima.
La verità è che siamo stanchi. Stanchi di essere costantemente trasformati in tifoserie, mentre la casa brucia. È ora di uscire dalla trappola. Di dire basta a chi divide.
Di ricordare che siamo cittadini, non sudditi. E che la politica, se non serve a migliorare la vita delle persone, è solo un altro spettacolo indecente.
Iscriviti a:
Commenti (Atom)
F ACEBOOK ci chiede : a cosa state pensand o Ecco a cosa stavamo pensando: 1. Belluno “Col biglietto standard e non olimpico: 11enne lasciat...
-
CON LE IMMAGINI........E' PIU' FACILE ODIA IL PROSSIMO TUO (Rossella Lamina) 20 novembre 2014 Odi...
-
NIENTE IMPIANTO FOTOVOLTAICO -ARRIVA LA RINUNCIA DELLA SOCIETÀ (Niente mega impianto fotovoltaico in località Madama del Comune di Pontelat...
-
CON LE IMMAGINI.....E' PIU' FACILE POLITICI, STATE A CASA (Ferruccio Sansa) Almeno questa vol...